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In questi giorni, il blog Aurora avrebbe potuto facilmente raccogliere visite e visualizzazioni riproponendo le varie dozzinali teorie del complotto su una connection tra Bill Gates, OMS, 5G e CoVID, assolvendo il modello liberal-liberista, l’imperialismo, il neocolonialismo e il tardocapitalismo finanziario occidentale, dal disastro globale della pandemia di coronavirus quest’anno, magari accusando direttamente la Cina popolare di esserne responsabile. Tale narrativa deviata viene avanzata dall’ambiente del cosiddetto alt-right, una massa confusionaria sociopoliticamente, ma collegata alle varie correnti di estrema destra e neofasciste del mondo nordamericano e anglosassone. Il successo registrato, però, oggi da tale forza, è il fatto di aver attratto a sè gran parte di quegli individui che, negli ultimi dieci anni, in Italia almeno, si sono trastullati in pose antisistema, appoggiando a parole di volta in volta, a seconda la moda del momento, la Libia, l’Iran, la Siria, Putin, ecc. Ed ora vediamo, in questi ultimi mesi, tali fior di giornalisti e autori che, dopo aver abbaiato per anni con profluvi di parole spesso sconnesse, contro gli USA e le loro guerre, contro l’ingiustizia del modello nordamericano, passare armi e bagagli alla propaganda trumpista e bannoniana, alla favolistica neo-reaganiana e neo-con che supporta il regime di Trump contro ampie masse oramai stanche da decenni di brutalità e povertà, sul piano interno, e a celebrarne la politica imperialista, ignorando, edulcorando, giustificando o perfino supportando la politica aggressiva degli USA del presidente Trump. Ed ecco vedere l’ambiente pseudo-antisistema, con tanto di siti e personaggi autodefinirsi antimperialisti, e persino comunisti, ignorare, giustificare se non supportare i tentativi di Trump di rovesciare il governo del Venezuela, l’assassinio del Generale Sulaymani, lo strangolamento della Siria, la demonizzazione della Cina, le minacce alla Russia, ecc. Ma ciò non sorprende, tale ambito deviato di finta opposizione al sistema, in realtà nascondeva il timore che il dominio degli USA venisse rovesciato. Lo si vede quando le voci più rumorose ed estreme da tale ambiente non fecero altro che denigrare la Russia perché non interveniva, o interveniva, in Libia o Siria o Iraq, dimostrando sempre scetticismo immotivato e sfiducia insondabile sulle azioni della Russia o della Cina, dell’Iran o del Venezuela… Infatti si trattava non di critica costruttiva, ma di mera sfiducia e chiaro dispiacere per l’ascesa di un mondo multipolare opposto al dominio degli USA.
Alcuni cosiddetti giornalisti, autori ed esperti collegati alla visione filo-trumpista della realtà, sono arrivati a definire il mitizzato Stato profondo in tali termini: “When we look at who’s supporting Black Lives Matter – and Antifa – we find, among others, Adidas, Amazon, Airbnb, American Express, Bank of America, BMW, Burger King, Citigroup, Coca Cola, DHL, Disney, eBay, General Motors, Goldman Sachs, Google, IBM, Mastercard, McDonald’s, Microsoft, Netflix, Nike, Pfizer, Procter & Gamble, Sony, Starbucks, Twitter, Verizon, WalMart, Warner Brothers and YouTube”. Come si vede, non viene citato alcun ente spionistico, industria bellica, agenzia di mercenari, non il Pentagono né una forza armata degli USA, ma solo aziende, perfino straniere, e ciò a sottolineare la natura ultranazionalista del trumpismo, equivocamente confuso per aniglobalismo. In realtà Trump e il suo regime vogliono solo ritornare all’epoca in cui gli USA dominavano il mondo, almeno occidentale, senza intermediazioni, cosa che la ‘globalizzazione’ invece imponeva a Washington.
Sostanzialmente, per i suddetti motivi, il blog Aurora non si accoda dalla campagna mediatica filo-trumpista, facile e pagante, perseguita in questo momento dalla una presunta cosiddetta comunità della controinformazione o informazione alternativa, o come la si vuole chiamare. Invece, coerenza coi fatti solidi e una linea editoriale strutturata e chiara sono le linee guida da sempre seguite dal blog Aurora.

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Alessandro Lattanzio

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