Crea sito

L’apertura della scatola nera dell’Iran

David Macilwain, AHTribune 23 gennaio 2020

Mentre i governi occidentali continuano a punzecchiare l’orso iraniano, pensando che sia impegnato a leccarsi le ferite, dovrebbero tenerne d’occhio gli artigli e non voltare le spalle o pensare ad altre questioni. Ma non dovremmo neanche noi, perché i cambiavalute non hanno abbandonato i loro piani, né cancellato i loro investimenti nel creare tale disordine, come dimostrano l’improvvisa ripresa delle “proteste” sostenute dalla NATO in Iraq e Libano. Un nuovo capo dello Stato Islamico è stato persino lanciato nella mischia in modo tempestivo, nel terzo anniversario del famigerato giuramento di Trump. Sono passati venti giorni da quando la squadra “B” ha ucciso le possibilità di un accordo pacifico in Iraq, ma solo il tempo per l’orso iraniano di raccogliere le forza dopo tale shock, anche se tale forza ora è di varie volte maggiore e si estende oltre i confini. Se lo shock fosse stato isolato, con solo il forte coinvolgimento dell’Iraq, il successivo attacco missilistico balistico da parte dell’Iran sulle basi statunitensi avrebbe potuto passare per risposta e persino portare a un ritiro pacifico delle forze occidentali, come richiesto dal governo iracheno. Ma a un certo punto, le due parti si sono allontanate in modo inconciliabile: l’abbattimento del volo ucraino PS 752 ha cambiato tutto .
L’argomentazione che l’assassinio illegale preventivo sia un crimine è in parte dovuta all’opinione, se Qasim Sulaymani fosse “un terrorista” che doveva essere “eliminato” o l’eroe dell’Islam sciita che ha salvato i fratelli iracheni e siriani da brutali salafiti ed occupanti sionisti. Come soldato nella guerra contro la coalizione nordamericana e i suoi mercenari, era in un certo senso un obiettivo legittimo, ma il crimine statunitense era negargli la possibilità di morire e uccidere in una lotta leale. Essere catturati da un codardo masticatore di gomma a mille miglia di distanza è il metro di valutazione delle moralità e criminalità statunitensi che non sfuggono a iraniani o iracheni, o IRGC che prontamente dichiarava che l’esercito nordamericano era un’organizzazione terroristica. Per 167 passeggeri e membri dell’equipaggio innocenti sul PS-752, tuttavia, non ci possono essere argomenti di questo tipo; la loro uccisione, accidentale o no, è un crimine per i mezzi, e qualcuno potrebbe essere ritenuto responsabile, anche se indirettamente, come lo sono già quelli chi si affrettano a giudicare in occidente. Nonostante la qualificazione iniziale dello schianto da parte della maggior parte dei capi e media come “tragico incidente”, ora viene definito semplicemente “l’aereo abbattuto dai militari iraniani”, suggerendo implicitamente che l’aereo di linea civile fu intenzionalmente preso di mira. Ma proprio come con l’MH17, se l’Iran era responsabile dell’abbattimento dell’aereo civile che trasportava iraniani sul proprio territorio, fu chiaramente un incidente e va considerato tale, in particolare poiché i leader iraniani ne accettavano la responsabilità scusandosi abbondantemente. Ma la somiglianza coll’MH17 va oltre, poiché le conseguenze dell’azione della difesa iraniana per l’opinione pubblica occidentale furono devastanti per l’Iran ma notevolmente benefiche per i suoi nemici, come notato prima. Dietro tale svolta improvvisa, l’IRGC ora appare come rappresentato dai più grandi nemici dell’Iran, Israele e Stati Uniti, mentre l’abbandono del tutto ragionevole del farsesco JCPOA da parte del governo iraniano fornisce solo la scusa necessaria alla NATO per la pressione sul nucleare e persino reintrodurre le sanzioni.
A un osservatore imparziale, e in questo caso tutti coloro al fianco di Iran, Russia e Cina, questo sembra gravemente ingiusto e offensivo in qualsiasi senso del diritto e della giustizia internazionali. Gli USA e i loro alleati e cospiratori locali commisero un omicidio politico totalmente illegale come provocazione, portando a un ambiente in cui sono morte centinaia di persone innocenti, comprese quelle in fuga dal funerale di Sulaymani. Invece di offrire aiuto, simpatia e comprensione sulle circostanze di questa tragedia, i regimi occidentali sfruttavano il disastro ai propri fini, quasi come se fosse loro intento. Ma forse lo era. Dimenticando le prove sostanziali della pianificazione di azioni segrete a seguito dell’assassinio del comandante dell’IRGC, come ad esempio manifestazioni di protesta antigovernative inscenate, e persino domande sull’identità della persona che girò il video dell’abbattimento, un piccolo omaggio in un secondo articolo del NYT potrebbe essere l’indizio di cui l’Iran ha bisogno per chiudere il caso, che l’inganno dell’IRGC per abbattere il PS 752 fosse parte integrante dell’operazione che vide l’assassino del leader dell’IRGC. Pochi giorni dopo che il New York Times pubblicava il video, scatenando una raffica di insulti ai leader iraniani per aver “mentito” sul fatto che si trattava di un guasto tecnico, ma che doveva quindi rispondere a domande difficili su come l’autore fosse appena arrivato lì con la telecamera pronta, il NYT pubblicò un secondo articolo che mostrava che erano stati lanciati due missili: “New York Times ha verificato i filmati delle telecamere di sicurezza che mostrano, per la prima volta, che due missili hanno colpito il Volo 752 dell’Ukraina International l’8 gennaio. I missili furono lanciati da un sito militare iraniano a circa otto miglia dall’aereo. Il nuovo video colma una lacuna sul perché il transponder dell’aereo ha smesso di funzionare, pochi secondi prima che venisse colpito da un secondo missile. Un’analisi del Times precedente confermò ciò che l’Iran successivamente ammise: che un missile iraniano aveva colpito l’aereo. Il Times aveva anche indicato che il transponder smise di funzionare prima che quel missile colpisse l’aereo. Il nuovo video sembra confermare che il primo lancio disabilitò il transponder, prima del secondo lancio, visto nel video 23 secondi dopo”.
Come spiegato altrove, l’assenza del segnale del transponder da un oggetto volante lo identifica immediatamente come ostile a un sistema di difesa antiaereo, ed è generalmente accettato che l’apparente fallimento del transponder del PS 752 solo due minuti dopo il decollo era ciò che portò al suo tragico abbattimento. La domanda era: perché il transponder fallì improvvisamente o venne disabilitato? Questa era la domanda chiave posta da chi sospettavano un errore, come potrebbe essersi verificato due giorni prima durante la “manutenzione”, in qualche modo cibernetico. Era una domanda che aveva anche bisogno di una risposta dal club Bellingcat, e il secondo rapporto e il video della NYT fu la loro risposta. Ma non funziona! Non funziona proprio!
All’udire di tale secondo missile che “fece fuori il transponder”, il mio pensiero era semplicemente che ciò fosse ridicolo e impossibile, ma ci vollero due giorni per capire perché: “Perché l’unità della difesa missilistica sparò il primo missile sul PS 752 mentre il suo transponder funzionava? Nove altri voli decollarono dall’aeroporto Imam Khomeini quella mattina, incluso un volo delle lineee aeree del Qatar 30 minuti prima, passando dai sistemi di difesa aerea dell’IRGC senza preavviso, coi transponder funzionanti normalmente. I piloti sarebbero stati ben consapevoli della necessità di attivare i transponder al decollo, date le estreme tensioni dopo il tiro dei missili iraniani quella mattina, circa quattro ore prima che il jet ucraino decollasse per Kiev. Il volo PS 752, che avviene cinque volte a settimana su quella rotta nota ai canadesi iraniani, seguì la stessa rotta dei precedenti jet, secondo Flightradarf24. Ma questo sito non è certo l’unico a localizzazione aereo ed altri movimenti in Iran. In un articolo sugli attacchi missilistici iraniani sulla base di Ayn al-Asad, il NYT ammetteva candidamente che la NSA seguiva i movimenti dei sistemi di difesa iraniani e monitorava le comunicazione dell’IRGC “con satelliti spia”, e anticipando la risposta all’omicidio di Sulaymani dopo il funerale. Ma molte prove indicano l’uso di tali sistemi di guerra cibernetica per confondere e controllare le difese dell’Iran, allo stesso modo in cui l’opinione pubblica occidentale è confusa e controllata da disinformazione e propaganda isterica dai propri governi. Ma l’Iran ha la scatola nera e detiene l’asso. Perché se la teoria della “cospirazione” è corretta, che le azioni dell’intelligence del nemico hanno causato l’abbattimento “accidentale” dell’aereo, la documentazione elettronica dei registratori di volo lo dimostrerà. Deve solo dimostrare che il primo missile colpì il PS 752 un secondo dopo che il transponder smise di funzionare trasformando tale tragedia iraniana in un’atrocità della coalizione nordamericana e cospirazione più infernale e criminale dalla demolizione delle Torri Gemelle. Forse allora saranno finalmente i cittadini dei Paesi che soffrono sotto il tallone del Grande Satana a beneficiare della sua sovra-estensione imperiale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “L’apertura della scatola nera dell’Iran”

  1. La cosa si commenta molto facilmente. Il B737 è un veivolo Boeing cioè di fabbricazione americana, idem lo sono i suoi software ed il controllo remoto. Basta collegare questi 3 elementi per formulare una idea sensata. Transponder spento a distanza prima del decollo = generazione di un potenziale aeromobile ostile = lancio di missili AA

I commenti sono chiusi.