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Gli Stati Uniti: detentori del record di assassini politici

Wayne Madsen, SCF 22 gennaio 2020Il vanto di Donald Trump di aver “finito” il comandante della Forza Quds del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, Maggior-Generale Qasim Sulaymani, semplicemente perché Trump crede nello stile mafioso, che stava per agire, dovrebbe ricordare al mondo che il governo degli Stati Uniti è il detentore del record mondiale di assassini diretti o coordinati con parti di leader politici, nordamericani e stranieri. Nella maggior parte dei casi, gli omicidi ordinati dall’infrastruttura d’intelligence degli Stati Uniti avevano la patina della “negabilità plausibile”. Anche col rilascio di milioni di documenti d’intelligence in precedenza classificati, la Central Intelligence Agency continua a nascondersi dietro la facciata della plausibile negazione. L’ordine di Trump all’esercito nordamericano di assassinare Soleimani non fu solo reso pubblico, ma coinvolse anche un importante programma di assassini internazionale colpendo anche Abu Mahdi al-Muhandis, comandante delle Forze di mobilitazione popolari (PMF) iracheno, la cosa più vicina in Iraq alla guardia nazionale. Al-Muhandis e Sulaymani viaggiavano nello stesso corteo dall’aeroporto internazionale di Baghdad quando i loro veicoli furono colpiti dal missile lanciato da un drone. In un altro attentato con un missile, il principale tesoriere della Forza Quds, Generale Abdul Reza Shahlai, sfuggì a un missile nordamericano, per il suo presunto ruolo nello Yemen.
Il programma di assassinio di Trump è stranamente simile a un piano sviluppato dalla CIA nel 2001 sue forte pressione del vicepresidente Dick Cheney. Sebbene l’operazione della CIA di Cheney abbia presumibilmente preso di mira i capi al-Qaida con omicidi, si avvicinata pericolosamente alla violazione di una serie di ordini presidenziali di Gerald Ford, Jimmy Carter e Ronald Reagan che proibivano l’assassinio di funzionari di un governo straniero. L’Ordine esecutivo 12333 di Reagan, che aggiornava quelli di Ford e Carter, stabiliva: “Nessuna persona impiegata o che agisca per conto del governo degli Stati Uniti deve impegnarsi in, o cospirare, in un assassinio”. L’ordine esecutivo 12333 fu indebolito dagli ordini firmati da Bill Clinton e George W. Bush, che permisero l’assassinio di capi terroristici appositamente designati. Nel giugno 2009, il direttore della CIA Leon Panetta annullò il programma di assassinio a causa della potenziale illegalità e del fatto che Cheney ne nascose l’esistenza al Congresso. Il programma di Cheney si affidava sui droni armati per eseguire omicidi di presunti capi terroristi. Con gli assassini di Sulaymani e al-Muhandis ordinati da Trump, che avevano cooperato cogli Stati Uniti e altre forze nella lotta contro Stato islamico ed altri gruppi jihadisti in Iraq e Siria, il vecchio programma di Cheney sembra essere stato ripreso.
C’è una grande differenza tra l’assassinio dei capi di al-Qaida e Stato islamico e i comandanti militari governative di Stati membri delle Nazioni Unite come Iran ed Iraq. Il presidente Ford emanò il primo ordine presidenziale contro gli omicidi all’estero nel 1976 dopo il coinvolgimento della CIA negli omicidi del Primo ministro congolese Patrice Lumumba, del presidente sudvietnamita Ngo Dinh Diem, del presidente della Repubblica Dominicana Rafael Trujillo, del Presidente cileno Salvador Allende e di altri funzionari stranieri. Denunciati dalle indagini del Senato, della Camera dei rappresentanti e della Commissione Rockefelle, furono i ripetuti tentativi della CIA di assassinare il leader cubano Fidel Castro. L’US House Select Committee on Assassinations (HSCA) condusse studi e audizioni sull’assassinio del 1963 del presidente John F. Kennedy e del dottor Martin Luther King nel 1968. L’HCSA, che non ricevette la piena collaborazione delle comunità delle forze dell’ordine federali e d’intelligence, concluse che Kennedy e King furono probabilmente assassinati da cospirazioni. L’HCSA, contro montagne di prove contrarie, concluse che alcuna agenzie del governo nordamericano fu coinvolta nei due omicidi. L’HCSA non esaminò prove di cospirazioni maggiori coinvolgenti il governo degli Stati Uniti nell’assassinio del senatore Robert F. Kennedy, nel giugno 1968, l’incidente aereo del 1970 che uccise il presidente del sindacato United Auto Workers Walter Reuther o il tentativo di assassinio del governatore dell’Alabama e candidato alla presidenza del 1972 George Wallace. Dopo che l’HCSA completò la sua inchiesta, ci furono domande sull’uso dekll’intelligence statunitense per eseguire omicidi politici interni, come l’assassinio del famoso musicista John Lennon nel 1980 e il tentato assassinio del presidente Reagan nel 1981. Entrambi, così come quello del senatore Robert Kennedy, portavano la firma di assassini pre-programmati, caratteristica centrale dell’operazione di controllo mentale della CIA denominata in codice MK-ULTRA.
Il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo indicò che l’amministrazione Trump non solo ripristina la politica degli omicidi mirati di Cheney, ma si riserva il diritto di eseguire omicidi di altri “sfidanti” agli interessi degli Stati Uniti. In un discorso all’Hoover Institution dell’Università di Stanford, intitolato “La restaurazione della deterrenza: l’esempio iraniano”, Pompeo sottolineaò che altri leader dell’Iran, presumibilmente anche il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, nonché i leader di Russia e Cina, potrebbero essere obiettivi di omicidi nella “più grande strategia” nordamericana. Pompeo sottolineava che la nuova deterrenza nordamericana con la politica dell’assassinio “non è limitata all’Iran”. Oltre a Iran, Russia e Cina, Pompeo indicava che i leader politici e religiosi in Iraq, Siria, Yemen, Libano e altrove saranno soggetti di assassinio da parte degli Stati Uniti. Ciò viene ritenuto da molti in Medio Oriente includere i leader di Hezbollah libanese, degli huthi nello Yemen e di Hamas nella Striscia di Gaza. Pompeo indicò che prima dell’assassinio, gli obiettivi saranno trattati con misure pre-assassinio, compresi blocco dei loro conti bancari esteri e altre attività finanziarie. Tra i funzionari attualmente in fase di pre-assassinio sanzionati vi sono Ali Shamkhani, il segretario del Consiglio supremo della sicurezza nazionale dell’Iran; Mohammad Reza Ashtiani, Vicecapo di Stato Maggiore delle forze armate iraniane; e Gholamreza Soleimani, capo della milizia Basij dell’Islamic Revolutionary Guards Corps (IRGC). Funzionari libanesi nella categoria pre-assassinio sono Amin Shari e Muhamad Hasan Rad, entrambi parlamentari libanesi di Hezbollah, e Wafiq Safa, ufficiale di collegamento di Hezbollah presso le forze di sicurezza libanesi. Tutto ciò che Pompeo riusciva combinare è che qualsiasi futura morte sospetta o omicidio di qualsiasi leader mondiale o decisore politico sarà vista come opera degli statunitensi, e giustamente. Il discorso di Pompeo richiamava l’attenzione sull’assassinio del 2 ottobre 2018 da parte di agenti dell’intelligence saudita dell’editorialista del Washington Post Jamal Khashoggi nel consolato generale saudita di Istanbul. Quell’assassinio fu noto in anticipo dal genero di Trump, Jared Kushner, che intrattiene stretti rapporti personali col principe ereditario saudita Muhamad bin Salman (MBS), iprincipale architetto dell’omicidio di Khashoggi.
Pompeo insiste sul fatto che la nuova politica nordamericana è scoraggiare le minacce straniere agli Stati Uniti. Gli scettici credono che non sia la sicurezza nazionale degli Stati Uniti che Pompeo sia interessato a proteggere, ma il benessere personale di Donald Trump. La morte sospetta in un centro di detenzione federale di New York dell’ex-amico di Trump Jeffrey Epstein, arrestato nel luglio 2019 e accusato di traffico internazionale di minorenni, molti negli Stati Uniti e all’estero temevano che Pompeo e il procuratore generale William Barr dirigano una sorta di “Murder, Incorporated” per mettere a tacere chi rappresenti una minaccia per Trump e i suoi interessi. Un processo ad Epstein avrebbe potuto rivelare informazioni sulla natura della sua relazione con Trump, rappresentando una minaccia diretta alla sua presidenza.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Gli Stati Uniti: detentori del record di assassini politici”

  1. il comportamento della “”cuppola” USA,non è altro che una associazione a delinquere.
    le bande di traficqnti irlandese,giudei,italiani di Chicago,sembrano dei bambini di quartieri

    giocando con delle pistole di legno

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