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L’eredità di Haj Qasim Sulaymani in Siria

ISW 16 gennaio 2020

Il Generale Sulaymani, in quanto comandante delle Forze Quds dell’IRGC, dall’inizio della crisi in Siria, dato i suo importante ruolo nella gestione di questo progetto, fornì la base per la realizzazione delle strategie dell’Iran inclusa la conservazione del governo siriano e il confronto coi gruppi di taqfiri, sostenendo l’Esercito arabo siriano, lasciando un’eredità in questo Paese come parte dell’Asse della Resistenza.
Dall’inizio della crisi in Siria, la Repubblica Islamica dell’Iran definì una strategia principale basata sulla conservazione di Bashar Assad al potere. D’altra parte, all’opposto, Stati Uniti e loro alleati regionali definirono una strategia basata sul rovesciamento di Bashar Assad per rimuoverlo dal potere. In effetti la principale strategia nemica in Siria fu definita dal principio di rimozione di Bashar, e nonostante alcune discordie tra gli alleati regionali statunitensi, tali Paesi furono concordi nella questione del piano sulla Siria, per rimuovere Bashar Assad dal potere, e in dall’altro lato, la Repubblica islamica dell’Iran arrivò in Siria come uno dei maggiori sostenitori dell’amministrazione di Bashar Assad, compiendo azioni in vari settori come militare, sicurezza, politica, economica e mediatica a sostegno dell’amministrazione al potere. E in questo percorso perseguiva la realizzazione di alcuni obiettivi strategici, tra cui la sopravvivenza di Bashar Assad e la conservazione della Siria nell’Asse della Resistenza.
Dopo aver ottenuto potere dai gruppi dell’opposizione terroristica, a causa del sostegno regionale e internazionale a tali gruppi e l’invio di terroristi stranieri in Siria, l’equilibrio militare cambiò sul campo di battaglia a beneficio dei gruppi di opposizione, dato il supporto occidentale e arabo. Fino al 2015, oltre il 70% del territorio siriano fu occupato dai gruppi di opposizione. Successivamente, la Repubblica Islamica dell’Iran con un’iniziativa gestita dal Generale Sulatmani, concluse un accordo di sicurezza militare con i russi e, sulla base di qusto accordo, entrambi i Paesi formarono una coalizione militare con una divisione di compiti specifici, per affrontare i gruppi terroristici in Siria. Questa coalizione apportò cambiamenti impressionanti nel campo dell’equilibrio militare siriano nei primi mesi e, col tempo, lo cambiò a beneficio del governo, ponendo la base per il proseguimento della coalizione in ambiti non militari, con grandi vittorie come la liberalizzazione di Aleppo e la successiva formazione del processo di Astana ed assorbimento della Turchia verso questa coalizione. Il ruolo del Generale Sulaymani nel convincere i militari russi ad entrare direttamente nella crisi siriana è importante, perché prima di allora i russi non erano disposti ad partecipare direttamente nel caso siriano. E a seguito dei negoziati del Generale Sulaymani con Putin, ci fu l’accordo bilaterale tra i due Paesi per svolgere una missione militare comune, sulla base del modello della divisione dei compiti. In modo che, dopo l’accordo, i russi svolgessero un ruolo nella parte aerea e l’Iran coll’Esercito arabo siriano e i gruppi della Resistenza.
Un altro capolavoro del Generale Sulaymani nella gestione del caso Siria, che può essere visto come allegato, dopo aver formato la coalizione strategica tra Iran e Russia, fornendo una base per il massimo contrasto ai gruppi terroristici e alla loro limitazione sul campo di battaglia, fu il potere nel riunire in una rete le forze locali, azione con cui i gruppi della Resistenza ebbero la base per affrontare i gruppi terroristici e ripristinare la sovranità di Damasco su gran parte del territorio perduto, in modo che, dopo otto anni di crisi, Bashar Assad sia il presidente di questo Paese ancora al potere. Questo problema, a prima vista, è il fallimento del nemico nella gestione delle sue strategie e la vittoria della IRI o, in altre parole, dell’Asse della Resistenza nella realizzazione dellestrategie in Siria. E che questo problema è completamente un debito del tatto intelligente del comandante delle Forze Quds dell’IRGC, il martire Haj Qasim Sulaymani.
Un altro eminente risultato del Generale Sulaymani nel caso della Siria è la liberazione della città di Buqmal nella provincia di Dayr al-Zorm dallo SIIL e nella fase successiva la riapertura del valico di frontiera Buqamal-Qaym. La riapertura di questo passaggio fu un passo importante per riportare la situazione all’inizio della crisi in Siria e normalizzare anche il traffico quotidiano tra Iraq, Siria e Iran. La riapertura di questo passaggio ha benefici speciali per il governo siriano, specialmente perché il governo siriano è esposto ad intense sanzioni economiche dagli Stati Uniti, e questo passaggio può fornire la base per esportare i prodotti agricoli e cibo siriani in Iraq e rilanciare le relazioni economiche e commerciali tra due Paesi, oltre a spezzare il blocco economico. In effetti la riapertura di questo passaggio nella situazione attuale, significa dare respiro economico al governo siriano e formare un’importante risorsa economica per questo Paese, nella misura in cui si prevede che la transizione di beni e servizi tra due Paesi arriverà al30 %. Secondo le statistiche disponibili, il tasso di scambi commerciali tra Iraq e Siria nel 2011, e prima dell’inizio della crisi in questo Paese, fu di oltre 2 miliardi di dollari. L’esportazione della Siria in Iraq rappresentò circa il 46 percento dell’intera esportazione di questo Paese nella sfera araba nel 2012. Nella situazione attuale, si prevede che il tasso di scambi economici tra due Paesi aumenterà e il valore della Lira siriana migliorerà date le potenzialità di questo passaggio nel facilitare gli scambi commerciali tra o due Paesi, specialmente su esportazioni ed importazioni. La riapertura di questo passaggio non solo porterà ad un aumento degli scambi commerciali tra Iraq e Siria, ma fornirà anche la base per migliorare le relazioni economiche tra Iran e Siria. Pertanto, come afferma il capo del comitato economico comune Iran-Siria, la riapertura del passaggio di Buqamal riduce il costo della transizione per ogni container a circa 1500-2000 dollari, il 50 percento. Mentre in precedenza, le merci iraniane venivano spedite in Siria dal porto di Abbas o dal porto turco di Mersin, via nave. Col costo di questa transizione compreso tra 4500 e 5000 dollari per ogni container. Inoltre, l’invio di merci dall’Iran alla Siria richiedeva 20-40 giorni, ma nella situazione attuale ciò sarà della metà. Inoltre, la riapertura di questo passaggio costituirà la base per la crescita dell’industria turistica e l’aumento del pellegrinaggio e anche i viaggi di riparazione dei cittadini iracheni in Siria. In particolare, dato il fatto che la Siria nell’offrire servizi medici è a un livello migliore dell’Iraq. Inoltre, la riapertura di questo passaggio svolgerà un ruolo vitale nella fornitura di carburante e prodotti petroliferi alla Siria, specialmente a causa del fatto che una grande quantità di risorse petrolifere del governo siriano è fuori dal controllo del governo e gli Stati Uniti usano tale problema per fare pressione sul governo. Pertanto, la riapertura di questo passaggio svolgerà un ruolo speciale nell’eliminazione della carenza di prodotti petroliferi in Siria e nella riduzione del costo del carburante nel Paese.
Il ruolo del Generale Sulaymani nella riapertura di questo passaggio e nella normalizzazione della situazione non è un segreto per nessuno. In modo che, dopo la liberazione della città di Buqamal, con un’intelligente innovazione, si considerino i gruppi della Resistenza per le principali strategie per la riapertura di questo passaggio e la normalizzazione del traffico giornaliero tra Iraq e Siria. I risultati e i capolavori del Generali Sulaymani nel caso della Siria, sono così vasti che la maggior parte di esse non può essere qui descritta. Ma alcune azioni importanti possono essere indicate come parte del suo patrimonio in Siria:
1. Obiettivo della strategia di conservazione e sopravvivenza del governo siriano e Bashar Assad
2. Formazione della coalizione strategica edel partenariat, tra Iran e Russia nel campo della sicurezza militare
3. Riunire le forze locali e native (Zaynabiyun, Fatamiyun, Haydaryioun, Forze di difesa nazionali)
4. Frenare il terrorismo nella regione
5. Intensificare la sicurezza e il collo di bottiglia geopolitico del regime d’Israele
6. Riapertura del passaggio strategico Buqamal-Qaym.

Traduzione di Alessandro Lattanzio