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Disastro aereo in Iran, chi ha girato i video?

Soraya Sepahpour-Ulrich e Finian Cunningha, AHTribune 14 gennaio 2020

Il video di 19 secondi pubblicato dal New York Times che mostrava il momento in cui un missile iraniano colpiva l’aereo passeggeri suscita molto scetticismo sui social media. Sorgono domande sui tempi e le circostanze improbabili della registrazione al momento preciso in cui l’aereo fu colpito. Il giornale pubblicava la storia del disastro il 9 gennaio, il giorno dopo che l’aereo di linea ucraino venisse abbattuto presso Teheran. Era intitolata: “Il video mostra un aereo ucraino colpito dall’Iran”. Tutte le 176 persone a bordo furono uccise. Due giorni dopo, l’esercito iraniano ammise che una delle sue unità di difesa aerea aveva sparato contro l’aereo nella convinzione errata che si trattasse di un missile da crociera nemico. “La pistola fumante” fu come il giornalista del NY Times Christiaan Triebert descrisse il video in un tweet. Triebert lavora nel gruppo di investigazioni visive del documento. Nello stesso tweet, ringraziava, “un grande urlo”, un cittadino iraniano di nome Nariman Gharib “che fornì [il video] al NY Times e all’autore, che vorrebbe rimanere anonimo”. L’autore anonimo è la persona che girò il video di 19 secondi che mostra un missile colpire il volo PS752 poco dopo il decollo dall’aeroporto Imam Khomenei di Teheran, intorno alle 6.15. Costui, che rimase in silenzio durante la riprese fumando una sigaretta (il fumo si diffonde brevemente sullo schermo), è in piedi nel sobborgo di Parand e guarda a nord-ovest. La sua posizione fu verificata dal NY Times utilizzando i dati satellitari. Il modo rapido in cui le risorse tecniche del giornale sottoposero l’indagine pone una curiosa domanda su come una presentazione video apparentemente casuale avesse un’attenzione così scrupolosa. Ma la grande domanda che molti sui social media si pongono è: perché questo “autore” si trovava in una zona industriale abbandonata fuori Teheran alle sei del mattino con una videocamera da cellulare che si puntava ad angolo fisso il buio del cielo? L’aereo di linea era appena visibile, ma la persona che guardava il cielo aveva la telecamera puntata e pronta a filmare un dramma, pochi secondi prima che accadesse. Ciò suggerisce una forte conoscenza preliminare.
Dato che fu appena visto qualcosa di terribile, è ancora più strano che chi reggeva la videocamera rimanesse calma e irremovibile. Non c’era alcuna espressione udibile di shock o la minima inquietudine. Si scopre che Nariman Gharib, il tizio che ricevette il video ed accreditato dal NY Times di averlo presentato, è un noto dissidente anti-iraniano che non vive in Iran. Promuove ardentemente il cambio di regime nei suoi post sui social media. Christiaan Triebert, l’esperto di video del NY Times, che collaborò strettamente con Gharib per far spacciate la storia a poche ore dall’incidente, in precedenza fu investigatore senior di Bellingcat, che si autodefinisce progetto di giornalismo investigativo online indipendente, ma che numerosi critici accusano di essere uno strumento dei servizi segreti occidentali. Bellingcat è un noto sostenitore delle narrazioni mediatiche che insultano i governi russo e siriano per l’abbattimento dell’MH17 in Ucraina nel 2014 e gli attacchi chimici. Nell’ultimo caso su Teheran, lo stretto legame tra un autore anonimo e sospetto e un dissidente iraniano espatriato che ottiene pronta e generosa attenzione tecnica del NY Times, suggerisce orchestrazione, e non come crediamo una presentazione casuale. Ancora più sinistro, il fatidico incidente è stato strumentale.
Sembra ragionevole ipotizzare che nelle prime ore dell’8 gennaio venisse creato il disastro. L’incidente avvenne solo quattro ore dopo che l’Iran attaccò due basi militari statunitensi in Iraq. Tali attacchi vendicarono l’assassinio coi droni statunitensi del 3 gennaio del comandante iraniano, Generale Qasim Sulaymani. Successivamente, i sistemi di difesa aerea iraniani erano in allerta per un possibile contrattacco dalle forze statunitensi. Numerosi rapporti indicano che i radar della difesa iraniani rilevavano aerei da guerra e missili da crociera nemici la mattina dell’8 gennaio. Sembrò strano che le autorità iraniane non cancellassero i voli commerciali da Teheran in quel momento. Forse perché gli aerei di linea civili possono normalmente essere distinti da radar e altri segnali da quelli militari. Tuttavia, con la tecnologia da guerra elettronica (EW) sviluppata dagli Stati Uniti negli ultimi anni, è del tutto possibile che i radar militari nemici siano “ingannati” da oggetti fantasma. Uno di queste EW sviluppata dal Pentagono è il Minoy Air-Launched Decoy (MALD) che può creare segnali ingannevoli sui sistemi radar nemici con testate in arrivo. Ciò che sosteniamo quindi è questo: gli statunitensi sfruttarono uno scenario di guerra in cui anticiparono i sistemi di difesa aerea iraniani prima che fossero pronti. Inoltre, a tale tensione su in assalto della guerra elettronica ai radar militari iraniani, in cui era tecnicamente possibile distorcere i dati di un aereo di linea civile come obiettivo offensivo. L’esercito iraniano affermò che questa è la natura dell’errore dell’abbattimento. Sembra plausibile vista la guerra elettronica utilizzata dal Pentagono. È una scommessa giusta, sebbene nefasta, che le vie di fuga da Teheran venissero deliberatamente messe in una posizione estremamente pericolosa dall’assalto insidioso della guerra elettronica nordamericana. Un tizio a terra che scopriva dei volo verso l’estero, con tempistica nota dagli orari pubblicamente disponibili, poteva quindi riprendere l’errore del missile istigato.
L’allestimento di ciò spiegherebbe perché i servizi segreti occidentali furono così svelti a dichiarare con sicurezza l’accaduto, contraddicendo le iniziali affermazioni dell’Iran di un guasto tecnico a bordo dell’aereo. Il disastro aveva gravemente minato il governo iraniano, sia in patria che nel mondo. In Iran scoppiavano delle proteste denunciando le autorità e l’Islamic Revolutionary Guards Corp per aver “mentito” sull’incidente. La maggior parte delle 176 vittime erano cittadini iraniani. La rabbia di piazza fu alimentata dai commenti pubblici di capi occidentali come Donald Trump, che senza dubbio vedono clamore e recriminazioni come un’opportunità per sostenere ancor più il cambio di regime in Iran.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Disastro aereo in Iran, chi ha girato i video?”

  1. E’ palese che uno che sta fissando una certa zona di cielo nella notte dove nulla si vede di chiaramente definito stava aspettando qualcosa. Tale sospetto è confermato nel pieno dal fatto che continua a filmare senza interruzione perché sapeva che c’era dell’altro. La velocità dei servizi segreti occidentali e del NYT conferma che il tutto era orchestrato e loro ne erano a conscenza.

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