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Chi ha abbattuto il volo 752 dell’Ukraine Airlines?

Philip Giraldi, AHTribune 15 gennaio 2020

L’affermazione secondo cui il Maggiore-Generale Qasim Sulaymani fosse un “terrorista” in missione per un attacco “imminente” che avrebbe ucciso centinaia di nordamericani si rivelava una menzogna, quindi perché si dovrebbe credere a qualsiasi altra cosa sui recenti sviluppi in Iran e Iraq? A dire il vero, il volo 752 dell’Ukraine International Airlines dall’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran, la mattina dell’8 gennaio, con 176 passeggeri ed equipaggio a bordo fu abbattuto dalle difese aeree iraniane, cosa che il governo della Repubblica islamica aveva ammesso, ma potrebbe esserci molto di più nella storia della guerra informatica degli Stati Uniti e forse dei governi israeliani. A dire il vero, le difese aeree iraniane erano in allerta temendo un attacco nordamericano a seguito dell’assassinio del Sulaymani da parte del governo degli Stati Uniti il 3 gennaio, seguito da un attacco missilistico dell’Iran su due basi statunitensi in Iraq. Nonostante la tensione e l’escalation, il governo iraniano non chiuse lo spazio aereo del Paese. I voli civili ancora partivano ed arrivavano a Teheran, quasi certamente un errore delle autorità aeroportuali. Inspiegabilmente, gli aerei civili continuarono a decollare ed atterrare anche dopo che il volo 752 fu abbattuto. Cinquantasette passeggeri erano canadesi di origine iraniana, portando il primo ministro Justin Trudeau ad accusare il governo iraniano per la sua disattenzione e Washington, osservando con rabbia che l’amministrazione Trump aveva deliberatamente e incautamente cercato di “intensificare le tensioni” coll’Iran coll’attacco vicino l’aeroporto di Baghdad, incurante dell’impatto su viaggiatori e altri civili nella regione.
Ciò che sembra un caso di giudizi errati ed errori umani, tuttavia, include elementi che vanno ancora spiegati. Secondo quanto riferito, l’operatore missilistico iraniano subì un notevole “disturbo” e il transponder degli aerei si era spento smettendo di trasmettere per diversi minuti prima del lancio dei missili. Ci furono anche problemi con la rete di comunicazione del comando della difesa aerea, che potrebbero essere correlati. Il disturbo elettronico da una fonte sconosciuta fece sì che il sistema di difesa aerea operasse manualmente, basandosi sull’intervento umano per il lancio. Il ruolo umano significava che un operatore doveva dare un rapido giudizio in una situazione di pressione, in cui aveva solo pochi secondi per reagire. L’arresto del transponder, che avrebbe automaticamente segnalato ad operatore ed elettronica Tor che l’aereo era civile, indicava automaticamente che era ostile. L’operatore, essendo stato particolarmente informato sulla possibilità di missili da crociera nordamericani, quindi sparò. I due missili che abbatterono l’aereo provenivano da un sistema di fabbricazione russa designato SA-15 dalla NATO e chiamato Tor dai russi. I suoi otto missili sono normalmente montati su un veicolo cingolato. Il sistema include il radar per rilevare e tracciare gli obiettivi, e il sistema di lancio indipendente, che include la funzionalità del sistema Identification Friend or Foe (IFF) in grado di leggere segnali di chiamata e dei transponder per evitare incidenti. Dato ciò che accadde quella mattina a Teheran, è plausibile supporre che qualcosa o qualcuno abbia interferito deliberatamente con le difese aeree iraniane e col transponder sull’aereo, probabilmente nel tentativo di creare l’incidente aereo da attribuire al governo iraniano.
Il sistema di difesa Tor SA-15 utilizzato dall’Iran ha una grande vulnerabilità. Può essere hackerato o “falsificato”, consentendo a un intruso d’impersonare un utente legittimo e assumerne il controllo. Secondo quanto riferito, Marina ed Aeronautica degli Stati Uniti svilupparono tecnologie “che possono ingannare i sistemi radar nemici con obiettivi falsi e ingannevolmente mobili”. Imbrogliare il sistema significa anche ingannare l’operatore. Il Guardian aveva anche riferito come i militari degli Stati Uniti da tempo avessero sviluppato sistemi che possono a distanza alterare elettronica e puntamento dei missili disponibili in Iran. La stessa tecnologia può, naturalmente, essere utilizzata per alterare o persino mascherare il transponder su un aereo di linea civile in modo tale da inviare informazioni false su identità e posizione. Gli Stati Uniti hanno la capacità da guerra informatica ed elettronica da bloccare e alterare i segnali relativi ai transponder dell’aereo di linea che alle difese aeree iraniane. Israele presumibilmente ha la stessa capacità. Joe Quinn di Sott.net nota anche una storia retrospettiva interessante su foto e video apparsi sul New York Times e altrove che mostrano il lancio del missile iraniano, l’impatto con l’aereo e i resti dopo l’incidente, inclusi i resti del missile. Apparvero il 9 gennaio in un account Instagram chiamato “Rich Kids of Tehran”. Quinn chiede come mai i Rich Kids si trovassero in “una zona residenziale dal basso reddito nella periferia della città [vicino l’aeroporto] alle 6 del mattino dell’8 gennaio, con le telecamere puntate sulla destra del cielo, in tempo per riprendere un missile che colpiva un aereo passeggeri ucraino…?” Mettete insieme i Rich Kids e la possibilità della guerra elettronica e tutto ciò suggerisce un evento premeditato ed attentamente pianificato di cui l’assassinio di Sulaymani era solo una parte. C’erano rivolte in Iran a seguito della caduta dell’aereo, incolpandone il governo per l’inettitudine. Alcuni per strada chiedevano chiaramente l’obiettivo a lungo perseguito da Stati Uniti ed Israele, ovvero il “cambio di regime”. Se non altro, l’Iran, ampiamente visto come vittima dell’omicidio di Sulaymani, viene rappresentato dai una parte dei media internazionali come poco più di un attore senza principi e dalla mani insanguinate. C’è ancora molto da spiegare sull’abbattimento del volo 752 dell’Ukrainian International Airlines.

Traduzione di Alessandro Lattanzio