Crea sito

I militari nordamericani evacuati dalle basi irachene si rifiutano di tornare

Avia 14/01/2020

L’esercito statunitense si rifiuta di ritornare nella base aerea distrutta dall’Iran. Dato che i sistemi di difesa aerea Patriot statunitensi non poterono respingere l’attacco missilistico balistico sulla base aerea di Balad, vicino Baghdad, e che la stessa base aerea era stata distrutta, si sapeva che non c’è ancora personale militare nordamericano nella struttura, infine si rifiutavano di tornarvi poiché non è protetta dagli attacchi missilistici. Tali informazioni venivano fornite dalla comunità irachena di Internet e venivano indirettamente confermate dagli statunitensi, in particolare, il giorno prima, durante il secondo attacco missilistico sulla base aerea di Balad, a Washington dichiaravano inaspettatamente che non c’erano truppe nordamericane in tale struttura. In precedenza, un video era apparso su Twitter, in cui era possibile notare che la base aerea di Balad era stata svuotata in un giorno, aerei, elicotteri, droni e tutto il personale furono evacuati da essa.
Non ci sono commenti ufficiali da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti riguardo al rifiuto dell’esercito americano di tornare in Iraq, tuttavia, una delle truppe della NATO che ha fotografato un attacco missilistico sulla base aerea di Al-Assad ha affermato che gli attacchi sono stati terribili.

“È stato terribile. È impossibile descriverlo, non vorrei che nessuno lo vivesse. Non potevamo fare nulla, potevamo solo accettare la situazione. Non so per quanto tempo aspettammo, diverse ore”, riferiva Rossiskaja Gazeta citando un soldato danese.

https://www.youtube.com/watch?v=xXl6wEcRYOg

Bunker statunitense distrutto da un missile balistico iraniano
Avia

Come risultato del missile balistico iraniano che centrava un bunker, il rifugio veniva distrutto. Nonostante la base militare nordamericana al-Asad fosse preparata agli attacchi missilistici balistici, si scopriva che l’attacco iraniano dalla bassa potenza poteva distruggerne i rifugi. Nella foto scattata da uno dei militari nordamericani, si nota che a seguito dell’esplosione del missile balistico iraniano, l’arco del bunker in cemento armato era stato distrutto, sebbene questa parte del rifugio sia la più dura e debba resistere a un colpo diretto.
Tra le altre cose, nella fotografia del bunker, si notato che le truppe nordamericane furono travolte dai detriti (la parte più lontana del rifugio), degli edifici distrutti della base aerea, così come da frammenti di cemento (vicino alla parete sinistra del rifugio).
Secondo gli esperti, se l’Iran avesse davvero voluto sferrare un colpo mortale, le forze armate statunitensi difficilmente si sarebbero salvate in tali rifugi. “L’Iran ha missili balistici molto più potenti nel suo arsenale, tuttavia, l’Iran aveva scelto di utilizzare le versioni sovietiche modernizzate. Se il bunker non poteva resistere a un colpo provocato da tale missile, in caso di un attacco più potente, si sarebbe trasformato in una tomba”, affermava uno specialista ad Avia.pro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio