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Le favole di Krylov e la potenza statunitense

Andrej Martjanov, Reminiscence of the Future..., 10 gennaio 2020

Sapete che ricorro alle favole immortali di Krylov nei miei scritti. Ricordo solo la Russia come un gatto, secondo la favola di Krylov il Gatto e il biscotto. La Russia sa dove sono oggi gli Stati Uniti e, guardando agli ultimi 5 anni di storia mondiale, vedo la Russia come quel proverbiale gatto che si finisce il pollo, mentre chi dovrebbe scacciarlo non possono e gridano non avendo alcun bastone. Questo pollo è la Pax Americana. Una nuova necessità, tuttavia, sorge usando la lingua esopica di Krylov dalla favola Il luccio e il gatto. Ecco un’interpretazione inglese di questa favola. Un luccio pieno di sé se lo prese in testa fingendosi un gatto. Non so se il maligno l’affliggesse coll’invidia, o se, forse, si fosse stancato della cucina a base di pesce; ma in ogni caso ritenne opportuno chiedere al gatto di portarlo a fare la posta coll’intenzione di catturare alcuni topi nel magazzino. Ma, mio caro amico, “Vaska (il gatto) disse al luccio “capisci che tipo di lavoro sia? Fai attenzione ai pettegolezzi, non incorrere in una disgrazia”. Non è senza ragione che si dice: “Il lavoro dovrebbe essere compito del padrone. Perché davvero, i pettegolezzi, che affare tremendo! Topi, davvero! Presi l’abitudine di pescare i persici!” “Oh, molto bene. Vieni!” Andarono a tendere l’agguato. Il gatto si divertì moltissimo; fatto un pasto abbondante; andò a badare al compare. Ahimè! il luccio, quasi inanime, giaceva lì senza fiato, la coda mordicchiata dai topi. Quindi il Gatto, vedendo che il compare aveva intrapreso un compito ben oltre la sua forza, lo trascinò mezzo morto, nel suo stagno”.
In russo, la favola inizia con questa introduzione, difficile da comunicarne abilmente il senso, ma il punto è semplice, a ciascuno il suo, se no aspettati dei problemi, mentre il luccio l’imparò a fatica che i calzolai non cuociono torte, e i fornai non riparano stivali. Tutti devono fare ciò in cui sono bravi e avere una base professionale. Allora, chi è questo luccio? Il luccio è Peter Van Buren, come afferma la sua biografia, un veterano con 24 anni di servizio nel dipartimento estero degli Stati Uniti, che ha deciso di diventare stratega militare, pianificatore delle operazioni e analista geopolitico, tra le altre cose, tutto in uno e tutto ciò, mentre è impegnato, in modo assai poco professionale, nel controllare i danni (con la definizione di “realismo e moderazione”) degli attacchi dell’Iran alle basi statunitensi in Iraq. Comincia il suo pezzo su TAC con un’affermazione sorprendentemente da ignorante: “Respiri profondi mentre passiamo dalla crisi allo status quo. Guerra? L’Iran sa che verrà schiacciato militarmente, Trump sa che sarebbe stato schiacciato politicamente e l’Iraq ha ancora bisogno di noi”. Onestamente, mi sto davvero stancando di persone che non hanno alcuna esperienza militare, e in particolare militare-tecnologico-analitico, incerando tutto quando in realtà anche il titolo dello scritto di Van Buren è una dimostrazione del luccio che va a caccia di topi col gatto.
Cos’è lo Status Quo di cui parla Van Buren? Non c’è alcun status quo in Medio Oriente in quanto gli Stati Uniti, con scuse totalmente inventate, distrussero l’Iraq scatenando il caos nella regione, non ultimo grazie alla responsabilità diretta nel sostegno di jihadisti e terroristi sunniti, sostenendo contemporaneamente la cancellazione ufficiale, stranamente, dall’elenco delle organizzazioni terroristiche da Obama del MEK, ancora indicato come “associato ad attività terroristiche” dalle Nazioni Unite. Da allora, dal 2003, non vi è alcun status quo per l’Iran, che sempre più si rafforza i anche di fronte alla guerra economica e terroristica nordamericana. L’Iran si è preparato alla guerra cogli Stati Uniti. Quindi l’affermazione di Van Buren secondo cui l’Iran sa che “verrà schiacciato militarmente” è la dichiarazione di un ignorante che ancora non comprende che tutto ciò che sa sulla regione è sbagliato e sbaragliato dalle prime salve di missili iraniani nelle basi statunitensi in Iraq due giorni prima. Van Buren, ovviamente, non riconosce il fatto che NON voler, pur evitando, la guerra e sapere che “sarà schiacciato militarmente” sono una falsa equivalenza e, di fatto, descrive due questioni militari completamente diverse. Ad esempio, la Russia può letteralmente spazzare via gli Stati Uniti, ma non vuole la guerra per una serie di “ragioni di Stato” (Clausewitz), tra cui la sopravvivenza della nazione come obiettivo primario. La Russia evita la guerra cogli Stati Uniti per questo motivo. L’Iran evita la guerra per lo stesso motivo. Ma qui è il punto principale di cui Van Buren non sa e, forse, non è nemmeno pronto a capire: gli Stati Uniti NON POSSONO schiacciare l’Iran militarmente perché gli Stati Uniti NON hanno risorse per farlo, a meno che non usino le armi nucleari. Solo una persona che non sa nulla della guerra moderna può inventare tale pura e semplice idiozia che può essere spiegata solo da un enorme ed insopportabile dolore al culo:
“Tutto ciò era prevedibile. I leader iraniani sanno che il loro Paese può essere distrutto dall’aria. Essendo solo una potenza regionale, soffre dell’enorme svantaggio tecnologico in qualsiasi conflitto diretto cogli Stati Uniti. È molto oltre i giorni in cui i Marines furono cacciati dalla Somalia dopo il “Black Hawk Down” nel 1993, o dal Libano dopo l’attentato del 1983 alle caserme dei marines dell’agente iraniano Hezbollah. A differenza degli anni passati, gli USA sono disposta a dare un pugno per respingerne due. I leader politici iraniani sono consapevoli dei limiti della guerra asimmetrica in questo mondo, soprattutto perché la mancanza di dipendenza nordamericana dal petrolio del Golfo Persico significa che il 2020 non è il 1991. L’Iran, sotto sanzioni, è quasi totalmente dipendente dal petrolio che può esportare. Il petrolio richiede enormi infrastrutture, che tutte possono essere bombardate. L’esercito iraniano opera in gran parte da siti fissi. La sua marina è piccola e le sue basi possono essere distrutte dall’aria, i suoi porti minati dall’alto e dal basso. La forza militare dell’Iran è al 14° posto a livello globale dopo Brasile ed Italia; gli Stati Uniti sono al primo posto”.
Smontiamo tale delirio strategico militare di un “funzionario” del Servizio Esteri degli Stati Uniti:
1. Gli USA non possono “respingere” alcun attacco serio perché:
a) l’Iran combatterà se necessario;
b) gli Stati Uniti non hanno risorse militari ed economiche per combattere una guerra REALE nella regione, mancano anche di volontà politica;
c) Van Buren non ha mai sentito (ovviamente né fatto) di una cosa del genere, che la migliore difesa aerea del mondo sia la distruzione delle basi aeree e risorse nemiche in esse, prima che la difesa aerea entri in azione.
2. Van Buren, ovviamente, non ha capito l’enorme significato degli attacchi ad alta precisione dell’Iran sulle basi statunitensi, fatto che non è sfuggito ai professionisti militari di tutto il mondo. Ecco un vero professionista di alto livello statunitense citare la valutazione della Defense Intelligence Agency (e non dell’US Foreign Service) dell’ultimo anno: “L’uso di una migliore tecnologia di guida e manovrabilità durante la fase terminale del volo consente a questi missili di essere utilizzati in modo più efficace contro obiettivi più piccoli, compresi specifici impianti militari e navi in mare”, affermava la Defense Intelligence Agency nella valutazione più recente dell’esercito iraniano. “Questi miglioramenti potrebbero ridurre il circolo d’errore di alcuni missili iraniani a decine di metri, richiedendo potenzialmente un minor numero di missili per danneggiare o distruggere un obiettivo e ampliare le opzioni iraniane nell’uso dei missili”. E qui ci sono le conseguenze. Lasciatemi entrare nella modalità che odio con tutta l’anima, ma vi sono costretto per rispondere al luccio che cerca di catturare i topi:
I) Anche la guerra aerea, incluso il dispiegamento di un paio di CBG contro l’Iran richiederà una massiccia concentrazione di aerei sulle basi attorno l’Iran. Tali basi saranno attaccate e gravemente danneggiate incorrendo in enormi perdite di aerei e personale. Prima che qualsiasi prima ondata di aerei statunitensi possa volare, dovranno affrontare la questione del controllo dei danni. L’Iran NON è l’Iraq, raggiunge ogni singola base nella regione in cui risorse dell’USAF potrebbero essere schierate, compresi gli aerei che trasportino armi straordinarie.
II) La difesa aerea degli Stati Uniti è soprattutto spettacolo. Ecco The Twisted Genius coi suoi pensieri: “Ero scioccato dal fatto che alcun missile iraniano fosse intercettato. Sembra che il CENTCOM non avesse nemmeno la capacità di intercettarli sulla base aerea di Ayn al-Asad. Questa è incompetenza militare. Una serie di ufficiali dovrebbe essere sollevato per grave incompetenza, incluso il CINC CENTCOM. Non c’è da stupirsi che i neocon di Pentagono e Casa Bianca abbiano deciso di non unirsi alla danza nelle prime ore dopo l’attacco iraniano. Cil dice proprio paura”.
Lo dico di continuo, ALCUN sistema AD occidentale può intercettare testate manovranti balistiche ad altissima velocità. Alcuna. La forza missilistica iraniana (aerospaziale) gestisce numerosi di tali missili. Ciò significa solo UNA cosa:
III) Anche se immaginare che gli Stati Uniti decidessero di suicidarsi iniziando i preparativi per una massiccia invasione, sarebbe immediatamente evidente IMPOSSIBILE, perché:
a) Tutti i porti, gli approcci, le basi e le infrastrutture necessarie per la logistica di tale invasione sarebbero distrutti, compreso affondando i trasporti, prima che qualcosa venisse inviato o rifornito per tale missione suicida;
b) Invasione e “schiacciamento militare” dell’Iran richiederà all’incirca un anno di massicci sforzi di mobilitazione, incluso ma non limitato all’assemblaggio della forza di circa un milione di truppe, capacità di spostare 4-5 milioni di tonnellate di merci e richiederà la presentazione del piano. Tutto questo, mentre Russia e Cina, in vista di tali preparativi, si assicurerebbero che l’Iran abbia ciò di cui ha bisogno per infliggere perdite agli Stati Uniti non subiscono dalla Seconda Guerra Mondiale.
c) Chi pagherà? I sauditi? Il Qatar? Saranno i primi a essere annientati dagli iraniani. L’invasione o persino campagna aerea contro l’Iran affonderà il dollaro USA e farà dell’economia globale un enorme casino.
La domanda principale è quindi questa: CHI sarà realisticamente “militarmente schiacciato”? L’Iran NON vuole la guerra ma combatterà se ne dovrà . La guerra che gli Stati Uniti VOGLIONIO, ma NON POSSONO combattere per un milione di ragioni, alcune delle quali, di gran lunga non tutte, ho già indicato. Compreso quello principale, che gli Stati Uniti non possono “schiacciare militarmente l’Iran” per motivo di perdite gigantesche in sangue, soldi e reputazione di superpotenza. A questo punto diventa davvero insopportabile leggere il delirio ignorante (tatticamente, operativamente, strategicamente e tecnologicamente) dell'”eccezionalista” nordamericano in lutto e che ancora non riesce a capire una realtà geopolitica di cui avverto da anni, le forze armate statunitensi non sono progettate per combattere in modo ravvicinato senza subire perdite che destabilizzino internamente gli Stati Uniti fino allo scoppio di una campagna di disobbedienza civile, se non Civil War 2.0. Se Van Buren pensa che stia esagerando, potrebbe guardare il Center for Strategic and Budgetary Assessments, null’altro che un epitaffio delle opinioni nordamericane sulla guerra navale, di cui gli Stati Uniti hanno una gloriosa, ricca e orgogliosa storia: “La guerra di superficie navale attraversa un periodo di rapidi cambiamenti tecnologici e operativi. Durante i quasi 30 anni dalla fine della guerra fredda, le marine hanno incontrato ambienti relativamente permissivi e le minacce che dovettero affrontare potevano essere in gran parte sconfitte da sistemi difensivi migliorati. È emersa una nuova generazione di sfide, tra cui sensori passivi onnipresenti, sottomarini silenziosi, missili antinave supersonici e ipersonici (ASM), mine “intelligenti” e il crescente uso di forze paramilitari nelle operazioni navali. Di conseguenza, molte flotte rivedono i loro concetti e capacità nelle tradizionali missioni di superficie come difesa aerea, guerra antisommergibile (ASW), attacco marittimo e terrestre e guerra di mine (MIW). La Marina degli Stati Uniti è stata lenta nell’affrontare il mutevole ambiente delle minacce. Di conseguenza, la forza di superficie odierna è priva delle dimensioni, resilienza e capacità offensiva per supportare efficacemente l’approccio della Strategia di difesa nazionale degli Stati Uniti nel dissuadere l’aggressione degradando, ritardando o sconfiggendo gli attacchi nemici. La flotta di superficie si poggia su grandi navi troppo costose e ad alta intensità di manodopera per raggiungere i dati necessari per le operazioni schierate. Si basano anche su sensori che probabilmente non saranno disponibili o creeranno vulnerabilità inaccettabili durante il combattimento contro una grande potenza come la Cina. Forse la cosa più preoccupante è che l’attuale flotta è fiscalmente insostenibile a causa dei crescenti costi per equipaggi, funzionamento e manutenzione delle navi da combattimento di superficie con equipaggi altamente integrati di oggi”.
Questa è la storia della “modo di guerra” nordamericana che di volta in volta non riusciva a riconoscere gli enormi cambiamenti geopolitici e tecnologici nella guerra e falliva di volta in volta ad ottenere la vera vittoria. Non c’è riuscita in Iraq, Afghanistan, Siria e pensare che gli Stati Uniti possano combattere e vincere in Iran è un’assoluta follia spacciata da persone che sono come il proverbiale luccio della favola di Krylov, che pensano di poter catturare topi a terra. Non c’è niente di più pericoloso del diplomatico, politologo o filosofo che illustra militarismo fingendo di sapere qualcosa su come si combattono le guerre, la moderna storia militare degli Stati Uniti è proprio questa, una marcia incessante di lucci presuntuosi verso agguati sulla terraferma da cui, credono, possono di catturare i topi. I pensieri di Peter Van Buren ne sono un esempio. Per Status Quo, comprenderemo la scala completa di ciò che accadde due giorni prima solo col passare del tempo e la disponibilità di ulteriori informazioni. Come osservava The Twisted Genius: “L’Iran non ha finito. Come ha detto il Generale Hajizadeh nel briefing di oggi, l’attacco “era il punto di partenza di una grande operazione”. Gli iraniani e i loro alleati regionali controllano il ritmo delle operazioni a loro vantaggio. Ora ci combatteranno alle loro condizioni per perseguire l’obiettivo immediato di scacciare le nostre forze e influenza da Iraq e Siria. Come disse il colonnello Lang, dovremmo uscire da Siria, Iraq e Afghanistan e non fermarci qui. Dobbiamo lasciare anche Israele, Giordania, Arabia Saudita e Libano”. Sottoscrivo ogni parola della valutazione di questo vero professionista militare nordamericano e, in generale, ribadisco il mio punto: lasciate che i veri professionisti facciano il loro lavoro. Alla fine, non ho mai postato su forum gastroenterologici, ginecologici, meccanico-quantistici e… diplomatici, semplicemente non ne ho la qualifica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio