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Il Boeing ucraino e la cyberguerra spaziale degli USA

Ben’s World, 10 gennaio 2020

Diversi siti ‘alternativi’ e di ‘controinformazione’ sono balzati gioisi contro l’Iran sul caso dell’aereo ucraino abbattuto in Iran; beh, dati e notizie precedente, provenienti anche dall’altro capo del mondo, indicano che questo caso, come altri simili, non è poi così lampante e semplice come si vuol dare ad intendere. Questo articolo, trovato con un po’ d’impegno, spiega molte cose che i cossiddetti siti pseudoalternativi non si sono scomodati di cercare, e che di sicuro, qualcuno riprenderà a sbafo per ridarsi un certo tono di regolarità ‘antisistema’, dopo aver ballato di gioia nell’accusare l’Iran della nefandezza del Boeing 737 ucraino abbattuto (da chi?) vicino Teheran. Si ricordi che questo lavoro, svolto su questo blog, richiede impegno, ricerca e attenzione continui e che richiedono anche del supporto. Alessandro Lattanzio

A seguito delle tensioni in Iran, in un gioco sempre più letale, si suggerisce che Trump stia solo giocando a fare confusione, con null’altro intento reale se non avere una posa. Questo forse è vero, ma ciò che i sauditi-israeliani (o più precisamente la fazione della destra israeliana che controlla il complesso industriale-militare e, sfortunatamente, fa sì che ogni giorno gli israeliani si confondano con una forma di globalismo che non ha più a che fare con l’ebraismo più di quanto i cattolici italiani dovrebbero supporsi dei mafiosi) il piano non è così chiaro. Mentre le parti coinvolte in petrolio, armi e balzo del mercato dell’energia, possono anche vedere un’opportunità nella tensione sfruttando la crisi e guadagnarsi un dollaro.
Ben’s World osserva il recente incidente aereo in Iran, notando che la causa è ancora sconosciuta dell’aereo ucraino con 180 passeggeri e membri dell’equipaggio schiantatosi nei pressi di un aeroporto della capitale Teheran. Un incidente che ora dicono le autorità statunitensi fu causato dai sistemi di difesa missilistica dell’Iran. Una spiegazione che l’Iran sembra accettare per il momento. Sebbene il Automatic Dependent Surveillance – Broadcast (ADS-B), facilmente hackerabile, possa fornire un indizio. L’incidente è estremamente significativo per il settore energetico, come so comprende dalle lista dei passeggeri;
Sam Zokaei, ingegnere petrolifero della BP. Il suo viaggio in Iran si aveva quando il ministero del Tesoro degli Stati Uniti approva il consorzio iraniano della BP nel Mare del Nord, dopo la scoperta di un super giacimento petrolifero. La scoperta aggiungerebbe circa il 34 percento alle attuali riserve accertate del membro OPEC, stimate dal colosso energetico BP a 155,6 miliardi di barili. Le nuove riserve, se dimostrate, lo porterebbero al terzo posto, poco sopra l’arci-rivale regionale Arabia Saudita. Consentirebbe inoltre all’Iran maggiore controllo dei prezzi globali del petrolio. Il campo si trova vicino al confine iracheno-iraniano.A bordo c’era anche Mehdi Eshaghian laureatosi in ingegneria meccanica presso la Sharif University of Technology, sede del programma nucleare iraniano. Nel settembre 2018, Mehidi lavorò su progetti per migliorare l’efficienza delle batterie utilizzate nelle auto elettriche e aveva basi su automazione e robotica. Nel gennaio 2020 Lockheed-Martin compie passi da gigante nel diventare attore di primo piano nel settore energetico, annunciando il lanci o della prima batteria a flusso del mondo. Una batteria che potrebbe essere utilizzata in progetti commerciali o infrastrutturali su larga scala “Parliamo di applicazioni per le principali griglie, più megawatt, centinaia di megawatt di spazio da accumulare. Vogliamo realizzare progetti più grandi: le economie di scala funzionano sicuramente meglio con progetti più grandi”. Lockheed Martin è anche un importante cliente dell’Arabia Saudita la cui strategia dell’Agenda 2030 si orienta su ciò divenendo produttore leader mondiale di armi e tecnologia intelligenti. Tecnologia che si affida alla tecnologia delle batterie al litio. Il piano include aziende neozelandesi e australiane come Radiola e Trimble oltre a società locali di software e di progettazione di intelligenza artificiale che forniscano software e design. Lockheed in collaborazione con aziende come BAE e Raytheon (nota per il ruolo nella costruzione di missili) oggi aiuta a gestire o contrattare i partecipi al programma antartico della Nuova Zelanda cogli Stati Uniti, e i servizi di polizia ed intelligence di Nuova Zelanda ed Australia. Lockheed finanzia anche il programma spaziale privato neozelandese Rocket Lab che mira a lanciare un volo ogni due settimane nel prossimo futuro per appaltatori civili e militari. Lockheed è anche profondamente coinvolta nell’industria mineraria da trilioni di dollari per i metalli rari nel Pacifico da utilizzare per le fonti di energia in evoluzione per telecomunicazioni, satelliti e tecnologia militare. Questo in realtà fa parte del sottoprogramma SIAA Pathways (PAVE) dell’Agenda 2030 dell’ONU, che prevede di utilizzare le isole del Pacifico per produrre e fornire forza lavoro mobile a basso costo. Oltre ad essere la fonte di materie prime utilizzate per comunicazioni spaziali, città intelligenti, telecomunicazioni ed armi intelligenti. Si tratta di un’industria che avrebbe un valore netto di trilioni di dollari senza includere le industrie secondarie come la proposta biotecnologica per l’estrazione dei minerali dal fondo marino, ma anche per farne un bottino farmaceutico.
Sempre a bordo vi era l’ingegnere della Laing O’Rourke Saeed Tahmasebi, secondo la BBC. La consociata della Laing O’rourke è la Crown House Technologies (CHt) è uno dei principali fornitori di servizi edilizi del Regno Unito, che offre soluzioni di alta qualità e cicliche ai clienti. La sua divisione Data Solutions è un fornitore internazionale di infrastrutture di gestione delle informazioni business-critical, compresi data center bancari.
Ben’s World crede che verranno alla luce ulteriori dettagli identificando i dipendenti delle società di sicurezza informatica e cloud storage sull’aereo. Mentre le università canadesi piangono più di una dozzina di docenti e studenti morti quando il volo PS752 dell’Ukraine International Airlines si schiantò in Iran l’8 gennaio, tra cui: i membri della facoltà dell’Università di Alberta Pedram Mousavi, ingegnere elettrico (e informatico) (il cui profilo Linkedin è stato rimosso) e Mojgan Daneshmand ingegnere dello spettro elettromagnetico che si occupava di Microsistemi delle radiofrequenza per la comunicazione e il rilevamento (elettromagnetico), tecnologia delle telecomunicazione come 5G e GPS. L’Università di Hogan ha perso un laureato, Amir Saeedinia, che viaggiava dall’Iran per iniziare il dottorato in bio-medicina e aveva una formazione in informatica, fisica e petro-ingegneria. Il 9 gennaio, l’università identificava sette membri della facoltà quali passeggeri, tra cui Arash Pourzarabi e Pouneh Gorji, laureati in informatica che tornavano in Canada dopo il matrimonio in Iran (entrambi i profili di Linkedin sono stati eliminati). Anche Alma Oladi, laureata alla U-Ottawa, rimase uccisa, stava completando un dottorato in matematica, secondo l’università. Almeno cinque dell’University of Windsor School of Engineering erano tra i passeggeri. Altri accademici iraniani provenienti dal Canada sono perduti per le discipline delle biotecnologiche mediche. I noti siti di disinformazione si concentravano pure sui passeggeri, ma omettendo dei passeggeri l’effettiva qualifica accademica ed ampie speculazioni sulla nanotecnologia non furono comunque presentaee con un brandello di dati empirici.
Un comunicato stampa di gennaio 2019 della società Laing O’Rourke indicava le aziende che lavorano anche per l’industria nucleare inglese in collaborazione con aziende come Serco, Babcock, BAE Armaments e Lockheed Martin. In coma ai partner della Laing O’Rourke vi sono nomi chiave dell’industria delle centrali nucleari, identificando l’UK Research and Innovation (UKRI) che diede un finanziamento iniziale di 18 milioni di sterline per un consorzio guidato dalla Rolls-Royce (con Laing O’rourke). Il consorzio svilupperà un piccolo reattore modulare progettato e prodotto nel Regno Unito per uso civile e per alimentare grandi batterie industriali. Laing O’Rourke sostiene che le operazioni della difesa australiana nel Territorio del Nord gli offrono col Larrakeyah Defence Precinct Redevelopment Programl un appalto responsabile. Si crede sia associato alla Lockheed nel programma per i sottomarini dell’Australia. L’Istituto di Stoccolma per la ricerca sulla pace riferisce che l’Australia è ora il sesto importatore di armi al mondo, aumentando le acquisizioni del 65% tra 2010 e 2014, rispetto ai quattro anni precedenti. Il 68% delle armi proviene dagli Stati Uniti, con grande percentuale assorbita dall’acquisto di Lockheed Martin F-35 per un valore di 13 miliardi di dollari australiani.
La CNN riferisce che “Un tweet della Sharif University suggeriva che altri 12 ex studenti fossero tra i morti, ma l’identità non veniva ancora confermata”. Istituita nel 1966, la Sharif University of Technology (SUT) svolge un ruolo significativo sui missili balistici e programmi nucleari civili iraniani. Fu al centro degli omicidi di scienziati nucleari nel 2012, come Mostafa Ahmadi Roshan, laureatosi alla Sharif University e, fino alla morte, vicedirettore della struttura di arricchimento dell’uranio di Natanz; quando fu ucciso in un attentato dinamitardo, i futuri scienziati iraniani che lavorano sull’arricchimento dell’uranio sono noti per essere stati assassinati. Nel 2018 Israele tentò di sovvertire l’accordo nucleare internazionale iraniano sostenendo di avere diversi documenti nucleari iraniani rubati da spie israeliane che mostravano che Teheran aveva ottenuto informazioni sul design di armi da una fonte estera, ed era sul punto di padroneggiare le tecnologie chiave per fabbricare bombe quando la ricerca fu interrotta 15 anni prima. I documenti rubati non contengono rivelazioni sulla recente attività nucleare e alcuna prova che l’Iran abbia violato l’accordo nucleare del 2015 raggiunto con Stati Uniti ed altre cinque potenze globali. La CNN riferiva di due terremoti vicino al reattore nucleare iraniano do Bushehr, lo stesso giorno dei raid aerei contro gli obiettivi statunitensi in Iraq, “Un drammatico giorno per l’Iran, i due terremoti avvennero poche ore dopo che il Paese lanciò numerosi missili contro due basi irachene che ospitano truppe statunitensi, in rappresaglia per l’uccisione da parte degli Stati Uniti di un generale iraniano la settimana prima. Sulla scia dell’omicidio di Qasim Sulaymani, l’Iran dichiarava che poneva fine all’impegno all’accordo nucleare del 2015 con le potenze mondiali. Inaugurato nell’agosto 2010, Bushehr non è solo la prima centrale nucleare iraniana, ma il primo reattore civile in Medio Oriente”. L’8 gennaio, dopo l’attacco missilistico statunitense, il reattore nucleare di Busher fu scosso da due terremoti che i documenti aziendali riferivano non correlati se non ad eventi naturali.
Nel marzo 2018 il Times riferiva del piano di utilizzare bombardieri stealth israeliani Lockheed Martin per colpire i reattori dell’Iran. “Israele ha pilotato i suoi nuovi aerei da combattimento stealth sulle basi nucleari iraniane, secondo un quotidiano kuwaitiano che si pensa sia strumento per i messaggi israeliani nel mondo arabo. Il giornale al-Jarida affermò che due caccia F-35 israeliani sorvolarono Siria ed Iraq per raggiungere lo spazio aereo iraniano e non furono rilevati dai radar. I funzionari israeliani non risposero al giornale. I nuovi aerei possono volare da Israele all’Iran due volte al giorno senza fermarsi”. Il ministero della Difesa israeliano assegnò al produttore aerospaziale nordamericano Lockheed Martin ulteriori 42 milioni di dollari per gestire il centro di addestramento per F-35, annunciava il ministero. Lockheed Martin sarà anche responsabile del centro di addestramento dell’Aeronautica nel prossimo decennio. Il centro di addestramento Lockheed, che ospita il simulatore di missione completo (FMS) presso la base aerea israeliana Nevatim, si trova a sud-est di Be’er Sheva, centro dove gli Stati Uniti decisero di basare il radar X-Band o FBX-T, anche noto come HAARP terrestre, in riferimento alla ionosfera utilizzata nella difesa antimissile e controversa (ma sempre meno col tempo che passa) geoingegneria tettonica o geo-guerra. Il 6 gennaio 2019 il Lockheed F-35 fu coinvolto nella sperimentazione dell’uso di telecomunicazioni civili basate su GPS per scopi militari. I test Starlink delle reti civili militari assimilate si svolsero in Australia e Nuova Zelanda nell’ambito della rete Space X Starlink che ora sorvola la Nuova Zelanda dalle 22.30 alle 23 poco dopo l’attuale passaggio della stazione spaziale ISS che sorvola la Nuova Zelanda su un’orbita simile. Entrambe le attività passano oltre la 45.ma latitudine meridionale, che attraversa il centro di Otago in Nuova Zelanda, dove recentemente fu costruito il nuovo impianto Leolab (i cui finanziamenti rimangono oscuri). Nonostante l’assenza di reportage aziendali in Nuova Zelanda, la rete Starlink, che assomiglia a una linea di “UFO” in volo, fu vista da migliaia di persone ed ampiamente riconosciuta dalla stampa aziendale oltreoceano, poiché i media locali della Nuova Zelanda rimangono silenti su questo significativo sviluppo. Alla fine la rete si estenderà ad oltre 30000 satelliti con altre società che pianificano di avviare operazioni di scala simile per avere una potente rete di segnali in grado di trasmettere e potenziare i segnali sulla superficie terrestre. L’esercito nordamericano ha di nascosto occupato lo spazio aereo della Nuova Zelanda nel 2016 (dopo aver assunto la comunicazione militare in seguito all’immersione della Nuova Zelanda nel conflitto in Iraq e Afghanistan dopo l’11 settembre) coll’inserimento dell’appaltatore militare nordamericano (e famiglia interconnessa dei soliti sospetti) ora responsabile dei computer del controllo del traffico aereo della Nuova Zelanda e che includerà il monitoraggio satellitare. Il mio best seller del 1999 Segreti di Stato riferiva di un simile inserimento “a lungo termine” dell’intelligence statunitense della sua gente tra l’autorità dell’aviazione civile e nel settore delle telecomunicazioni per le operazioni future e di assimilazione militare dei sistemi civili. La presa del 2016 iniziò a fine giugno, a seguito di un incidente nazionale del sistema di controllo aereo della Nuova Zelanda, che mise a terra i voli sulla Nuova Zelanda; NZ Airways firmò in risposta un memorandum d’intesa per collaborare con la società di gestione del traffico aereo degli Stati Uniti Aireon, per sviluppare la sorveglianza spaziale del traffico aereo nella regione dell’Asia-Pacifico, denominato Automatic Dependent Surveillance – Broadcast (ADS-B) e noto per essere vulnerabile alla pirateria informatica. NBC confermava che il Boeing 737 ucraino abbattuto disponeva del sistema di sorveglianza automatica all’avanguardia ADS-B, sistema “che trasmette automaticamente altitudine, velocità e posizione e indica generalmente che un aereo non fa parte di un’operazione militare”, mentre anche un’app civile come Flight Aware avrebbe potuto identificare l’aereo come aereo civile dal sistema ADS-B. Ciò presuppone che il sistema non veniva disturbato. Una situazione replicata in Australia, dove l’assimilazione civile e militare delle reti di telecomunicazione coinvolge anche Lockheed Martin (tra i partner ironici vi è anche Huawei, la controversa società cinese di telecomunicazioni che si ritiene abbia compromesso l’intera rete deii Cinque Occhi con gare discutibili e modello di partneriato strategici aziendali). Nel 2015 assunse il controllo del traffico di Nuova Zelanda ed Australia e la preparazione del traffico aereo civile al monitoraggio satellitare si ebbe quando i sauditi “dichiararono la disponibilità all’aeronautica israeliana nel sorvolare il proprio spazio aereo per attaccare l’Iran se si fosse rivelato necessario”. Secondo quanto riferito, la mossa consentirà agli aerei Lockheed F-35 israeliani di bombardare obiettivi in Iran offrendogli una scorciatoia, risparmiando carburante e tempo. La posizione saudita fu confermata da numerosi colloqui diplomatici, secondo RT. “Le autorità saudite sono completamente coordinate con Israele su tutte le questioni relative l’Iran”, affermava il funzionario europeo di Bruxelles.
Lockheed Martin fu molto attiva in Nuova Zelanda avendo ospitato il Lockheed Martin Arms Expo il 16 novembre 2016, in occasione del fiorente mercato delle armi in Nuova Zelanda. Un mercato concentratosi principalmente su cyber security, tecnologia smart e spaziale, ad esempio della Rocket Lab. L’esposizione di armi fu ospitata nella stessa data in cui il colosso della guerra elettronica l’USS Sampson entrò nelle acque della Nuova Zelanda, lo stesso giorno dei terremoti di Kaikoura. coordinandosi con l’esercitazione congiunta Mahia Tangoroa (orientata su una “minaccia comune non convenzionale”). L’USS Sampson fu la prima nave da guerra degli Stati Uniti a visitare la Nuova Zelanda in trentacinque anni, quando i laburisti dichiararono la Nuova Zelanda libera dal nucleare a seguito della risposta pubblica all’attentato della Rainbow Warrior effettuato dal governo francese, alleato della NATO. Nel 2018 il viceprimo ministro Winston Peter annunciato che mai la Nuova Zelanda avrebbe chiesto agli Stati Uniti di dichiarare se un bombardiere nucleare a lungo raggio, B52, trasportasse armi nucleari. Ciò dopo che il governo laburista guidato da Jacinda Adern invitò gli Stati Uniti ad inviare un grande bombardiere nucleare a partecipare a Wings over Wairarapa nel 2018. Arrivò quando il governo di Adern firmò una proposta di spesa di venti miliardi di dollari (in oltre dieci anni) del governo nazionale. Lockheed sarà uno dei beneficiari dell’accordo. Lockheed Martin finanzia (insieme alla Marina nordamericana) il Rocket Lab, situato vicino la penisola di Mahia, dove i missili ipe-sonici di nuova generazione (che alimentano l’attuale corsa agli armamenti tra superpotenze) lanciano numerosi satelliti di difesa statunitensi, oltre a satelliti come il QuakeTek della Auckland University of Technology. QuakeTek esamina il rapporto tra la ionosfera e placche tettoniche terrestri e propagazione del segnale ai fini dei “bisogni della società”, ciò siglato dal Ministro dello Sviluppo Economico della Nuova Zelanda come grande agenzia professionale.
I media sempre più riconoscono la realtà della geo-ingegneria e della tecnologia della geo-guerra. Ora riportano una serie di progetti basati sulla ionosfera gestiti da Russia e Cina. Questi sono simili alla tecnologia statunitense (in gran parte prodotta da BAE e Lockheed) e come gli Stati Uniti utilizzati sia per uso militare che scientifico. I media mainstream ora ammettono apertamente la manipolazione del tempo [geoingegneria] e che la manipolazione dello spettro elettromagnetico è possibile. Un riconoscimento che arriva dopo un decennio di dinieghi e insulti dagli stessi media che avevano affermato altro per oltre un decennio. Tali fonti ora ammettono che il campo magnetico che usiamo nella tecnologia GPS ha una relazione diretta con l’attività sismica tettonica. Ad essere onesti, uno dei problemi reali che i critici a lungo termine (che si opposero all’idea che tale tecnologia venisse utilizzata per stimolare l’attività sismica) era il problema della propagazione della potenza del segnale necessaria per tali imprese. I segnali richiesti per iniziare tale stimolazione anche dei campi di plasma basati sulla ionosfera (che è la vera punta di tale tecnologia) non erano semplicemente abbastanza potenti. Nel marzo 2019 Rocket Lab avviò l’antenna DARPA R3D2 della difesa nordamericana (una settimana dopo gli spari di Christchurch). L’obiettivo è aumentare la propagazione del segnale dell’antenna a terra coinvolta nella manipolazione dello spettro elettromagnetico terrestre per scopi militari. Sarà inoltre supportata da una rete globale di satelliti per telecomunicazioni collegati a reti GPS civili terrestri, parte dell’interconnessione dell’Internet of Things (IOT). La tecnologia sostenuta da una legione di reti terrestri 5G. La trasmissione a terra e il problema della propagazione improvvisamente ebbero molte spinte. Non sorprende che il lancio di R3D2 in Nuova Zelanda avvenga simultaneamente all’avvio del lancio del 5G in Nuova Zelanda. Venduto con la promessa di più dati e maggiore potenza del segnale agli utenti di terra e ai satelliti in orbita. Arriva mentre ad Otago Centro il radar di localizzazione dei detriti spaziali LeoLab fu inaugurato lo scorso anno. Leo Lab si trova sulla 45.ma latitudine sud dove Starlink civile assimilato dai militari dopo quattro anni che lo spazio aereo della Nuova Zelanda veniva d nascosto preparato al prezioso ruolo di portaerei di terra (USS CVN Aotearoa) fungendo da piattaforma di comunicazione ed armi per le nuove forze spaziali statunitensi e i loro giocattoli di nuova generazione più avanzati. Giocattoli che hanno reso le aziende come Lockheed Martin ricche ma anche immensamente potenti in quanto sono in procinto di diventare non solo fornitore di armi ma anche di energia. Anche se ciò significa mettere un bersaglio sulla popolazione di Nuova Zelanda, Australia e Pacifico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio