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Dettagli completi dell’attacco missilistico dell’IRGC sulle basi statunitensi in Iraq

ISW, 9 gennaio 2020

Gruppo di analisi ISWNews: il Generale Hajizadeh, comandante Forza Aerospaziale dell’IRGC, in una conferenza stampa spiegava i dettagli degli attacchi missilistici dell’Iran contro le basi statunitensi in Iraq.
– L’assassinio di Haj Qasim Sulaymani è stato uno dei maggiori errori storici e strategici degli Stati Uniti e questo problema causerà l’inizio di sviluppi molto vasti nella regione e nel mondo.
– La vera vendetta dei martiri è la completa espulsione degli Stati Uniti dalla regione, come sottolineava il Capo Supremo.
– L’operazione “Martire Sulaymani” è l’inizio di una grande operazione che proseguirà nella regione.
– Abbiamo identificato le basi che parteciparono a tale operazione terroristica già nelle prime ore.
– Le basi di al-Taji e Ayn al-Asad in Iraq, la base Shahid Muafar in Giordania e la base Ali al-Salam in Quwayt ebbero un ruolo nell’assassinio del Generale Sulaymani.
– La base di al-Taji fu inizialmente scelta per l’attacco, ma poche ore prima dell’operazione, il bersaglio cambiò, decidendo per Ayn al-Asad.
Al-Taji è una base comune di forze irachene e nordamericane vicino a Baghdad. Per il bene delle forze irachene ed impedire ai civili di essere spaventati dalle esplosioni, abbiamo scelto la base di Ayn al-Asad, la più grande base nordamericana in Iraq, a 170 chilometri da Baghdad.
– Nell’operazione Martire Sulaymani, gli Stati Uniti non ci hanno sparato contro dalla Seconda guerra mondiale, ma c’era l’aspettativa dello scontro.
– Ci eravamo preparati alla battaglia, e ovviamente i nostri prossimi colpi sarebbero stati più pesanti e sicuramente più estesi, ma questo confronto non continuava a causa della loro moderazione.
– Potremmo scegliere come bersagli posizioni e raduni di truppe e tutti tali siti ci sono noti. Ma non volevamo solo uccidere e il nostro obiettivo principale era distruggergli la macchina da guerra e potenza militare.
– Il loro centro di comando veniva completamente distrutto e gli statunitensi subivano gravi perdite in tale centro di comando.
– Tutti i nostri missili colpivano gli obiettivi, ma gli Stati Uniti non riuscivano a difendersi sebbene avessero materiali e sistemi di difesa e non fu sparata nemmeno un colpo ai nostri missili.
– Dopo l’operazione, almeno 9 velivoli C-130 trasportarono morti e feriti statunitensi in Israele e Giordania, e le prove sono disponibili.
– Molti elicotteri Chinook trasportavano i feriti all’ospedale nordamericano di Baghdad, vicino l’ambasciata statunitensi.
– Sebbene decine fossero stati uccisi e feriti, non abbiamo cercato di uccidere nessuno durante l’operazione.
– Gli statunitensi erano in piena allerta e 12 aerei da ricognizione monitoravano con ansia.
– Quindici minuti dopo gli attacchi missilistici, avviammo un’importante operazione di guerra elettronica e per un po’ isolammo il controllo degli Stati Uniti su tutti i loro UAV su Ayn al-Asad. E distruggemmo i collegamenti di comunicazione ed immagini.
– Le immagini dell’incidente venivano trasmesse in diretta e online negli Stati Uniti da otto UAV MQ9.
– Sulla base di ciò che vedemmo nella sala di comando, apparve chiaro che l’impatto psicologico di ciò sull’esercito nordamericano e gli operatori dei sistemi di guida erano maggiore degli attacchi missilistici.
– Lanciammo 13 missili contro le basi in Iraq, ma avevamo preparato centinaia di missili da lanciare.
– Se gli Stati Uniti rispondessero, questo conflitto probabilmente durerebbe tre giorni – una settimana e preparammo migliaia di missili per questa evenienza.
– Onestamente, non volevamo vittime, e se le avessimo avuto avremmo potuto progettare l’operazione in modo da causare almeno 500 morti al primo attacco, e se rispondevano, non avremmo avuto più l’obbligo di salvare i militari nordamericani e nel secondo e terzo attacco nelle prime 48 ore, sarebbero stati uccisi 5000 nordamericani.
– Tuttavia, alcuni rimasero uccisi nell’operazione e i dati saranno infine rivelati.
– Al popolo nordamericano: i sionisti usano i soldi del popolo nordamericano per raggiungere gli obiettivi di Israele. Il popolo nordamericano dovrebbe imparare da questo attacco e mettere i governanti sotto pressione affinché ritirino le forze statunitensi da questa regione, con costi bassi e senza perdite.
– Dovrebbero lasciare la regione prima che sia troppo tardi. Nuovi nuclei di resistenza emergono nella regione e, se non abbandonano la regione, dovranno lasciare la regione in futuro, con grandi disgrazia e danno.
– Ai governanti dei Paesi arabi della regione: avete visto cosa sono gli Stati Uniti; avevano detto che se qualcuno attaccava le basi statunitensi in questi Paesi, gli Stati Uniti sarebbero intervenuti a difenderli e partecipare alla guerra. Gli statunitensi non solo non entrano in guerra per voi, e non lo faranno neanche in futuro, ma non sono entrati in guerra per sé stessi! Questi sono gli USA.
– Per i popoli della regione: Dato che il popolo e il parlamento iracheni hanno deciso di espellere gli statunitensi, anche loro dovrebbero decidere. I kuwaitiani dovrebbero decidere. Gli Emirati dovrebbero decidere. Il Qatar dovrebbe decidere. I bahrayni dovrebbero decidere. L’Oman dovrebbe decidere. I giordani dovrebbero decidere. Gli afghani dovrebbero decidere. Decidete! altrimenti gruppi e nuclei della Resistenza decideranno per voi!
– La decisione veniva presa dai gruppi della Resistenza; il sangue del martire Sulaymani innescherà uno tsunami che li affogherà tutti.
– L’operazione che abbiamo attuato, non era una piccola operazione militare. Ma rispetto al sangue dei martiri e del martire Sulaymani era piccola.
Secondo il discorso del Supremo Leader, la vera vendetta dei martiri è l’espulsione degli Stati Uniti dalla regione e questo attacco era solo l’inizio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio