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Le conseguenze della risposta missilistica dell’Iran

Alessandro Lattanzio, 9.1.2020

La risposta iraniana all’omicidio di Qasim Sulaymani avveniva nell’attacco missilistico diretto contro delle basi statunitensi in Iraq di Ayn al-Asad, nella provincia di Anbar, nell’Iraq occidentale, ed Irbil nel Kurdistan iracheno.
Nell’attacco la Forza Aerospaziale dell’IRGC impiegava 22 missili balistici Fateh-313 e Qyam, rispettivamente dalla gittata di 500 km e di 800 km; 17 furono lanciati su Ayn al-Asad e 5 su Irbil, secondo il comando iracheno. I missili Fateh-313 hanno una velocità così alta che i sistemi di difesa nordamericani non poterono intercettarli, mentre i missili Qyam erano dotati di sistemi di disturbo radar e testate a frammentazione. I missili furono lanciati dall’area di Tabriz (contro Irbil) e da Kermanshah (contro Ayn al-Asad).
I funzionari iraniani riferivano che almeno 80 militari statunitensi furono eliminati e 200-300 feriti dall’attacco, che distruggeva 9 hangar per aeromobili come droni ed elicotteri. Infatti, la base aerea di Ayn al-Asad era la base più moderna dell’Iraq baathista; fu costruita dagli jugoslavi ed è dotata di 33 hangar corazzati, bunker e strutture protette; benché pesantemente attaccata durante la guerra del Golfo, ne uscì intatta. Solo una parte di essa è oggi utilizzata dagli Stati Uniti.
Nel giugno 2017, l’IRGC utilizzò i Qyam per colpire obiettivi dello SIIL in Siria, ma i missili lanciati avevano testate regolari poiché gli obiettivi erano raggruppati su una piccola area. Le testate a frammentazione dei missili Qyam lanciati su Ayn al-Asad causava decine di esplosioni nella base aerea statunitense.
Con questa operazioni in risposta all’assassinio di Sulaymani:
1. L’Iran ottenevao l’adozione dal parlamento iracheno della decisione ufficiale di far ritirare le truppe statunitensi.
2. L’Iran esce completamente dall’accordo nucleare liberandosi da vincoli e restrizioni sul suo programma nucleare.
3. L’attacco inflitto alle basi nordamericane in Iraq, con l’Operazione “Martire Sulaymani”, dimostrava che l’Iran può bombardare le forze statunitensi senza che gli USA possano reagire, consolidando ufficialmente la posizione dell’Iran a potenza regionale militarmente inattaccabile.
4. Venivano denunciate le azioni degli Stati Uniti e giustificate le azioni dell’Iran presso gli organismi internazionali, come Segretario generale delle Nazioni Unite e Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
5. Gli alleati dell’Iran in Libano, Iraq e Yemen adottavano misure di ritorsione.
Ciò muta la situazione generale in Medio Oriente, con gli USA impossibilitati a rispondere militarmente all’operazione iraniana, perché ciò significherebbe una grande guerra che Washington non può permettersi. Inoltre, non è impossibile che gli statunitensi abbiano reagito all’attacco, sia abbattendo il Boeing ucraino (e non è un caso che Teheran decidesse di non consegnare le scatole nere dell’aero alla Boeing, che la principale industria bellica degli USA insieme alla Lockheed-Martin) e sia cercando di colpire la centrale elettronucleare di Bushehr, dove secondo l’istituto geologico degli USA (un ramo delle agenzie d’intelligence elettronica NSA e NRO) vi sarebbe stata una scossa proprio nelle ore della risposta iraniana. Entrambe le azioni fallendo miseramente, e con probabilmente mezzo esercito statunitense in stato di sommossa, avrebbero spinto Trump e neocon a moderarsi, anche visto lo stato di debolezza degli USA, visto il terrore negli occhi degli alleati sionisti e sauditi, e avendo paura di subire una sonora sconfitta militare proprio in un anno elettorale.

Una risposta a “Le conseguenze della risposta missilistica dell’Iran”

  1. in oriente circola un altra versione, un non molto velato avviso .
    Semplice avviso ai naviganti a riprendere in mano il timone . Alcuni particolari : Prima di lanciare i missili gli iraniani hanno avvisati gli iracheni , a loro volta tutti, atto per dimostrare il fiasco dei tanto sbandierati Patriot ,patacca acquistata anche dall’Italia . Nelle stesse ore veniva abbattuto un aereo delle linee naziucraine pieno zeppo di infiltrati occidentali (NATO ) e iraniani nelle manifestazioni delle settimane prima. Qualche ora dopo due terremoti nella zona di Borazjan due scosse di 4,5 e 4,9 gradi , epicentri distanti qualche km , esplosioni atomiche per ricordare a Banditi Uniti , sionisti e tirapiedi europei che il vanto delle atomiche in monopolio è finito .

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