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Trump agisce solo per rilanciare il complesso militare-industriale statunitense

Tasnim, Tasnim 07 gennaio 2020

“Trattando gli alleati in modo sprezzante e avendo poca considerazione per la diplomazia, spera di mostrare ai Joe della strada quanto sia impegnato a mettere gli interessi nordamericani al di sopra di tutto, assicurandosi così la rielezione nel 2020”, duce Federico Pieraccini, di Milano, in un’intervista a Tasnim. “Tuttavia, Trump agisce solo per rilanciare il complesso militare-industriale degli Stati Uniti, obbligando gli alleati degli Stati Uniti a spendere una parte maggiore dei propri budget in materiale militare nordamericano”, aggiungeva. Pieraccini è un autore indipendente ed esperto politico di Milano, Italia. È specializzato in affari internazionali, conflitti, politica e strategie. Ha seguito i conflitti di Ucraina, Libia, Egitto, Siria e Iraq. Ciò che segue è il testo integrale dell’intervista:
Tasnim: Gli Stati Uniti, con la loro politica “America First” si sono allontanati dagli alleati negli ultimi due anni e ridotto la partecipazione internazionale nelle organizzazioni internazionali. In primo luogo, Washington esorta gli alleati della NATO a sostenere i costi dell’alleanza transatlantica, poi faceva pressioni su Corea del Sud e Giappone e ora UE. Secondo Lei, questo cambiamento di approccio può essere interpretato come nuova tendenza nell’ordine mondiale?
Pieraccini: Il relativo ridimensionamento del ruolo di Washington negli affari internazionali può in parte spiegarne il comportamento nei confronti di alleati ed organizzazioni internazionali. Il mondo passa da un ordine mondiale unipolare a uno multipolare costituito da diversi poli costruiti da concorrenti alla pari. L’abbandono di Trump di accordi internazionali come l’accordo di Parigi o l’accordo nucleare iraniano è motivato dal desiderio di dimostrare alla propria base la buona fede nell'”America First”. Trattando gli alleati in modo sprezzante e avendo poca considerazione per la diplomazia, spera di mostrare ai Joe della strada quanto sia impegnato a mettere gli interessi nordamericani al di sopra di tutto, assicurandosi così la rielezione nel 2020. Tuttavia, Trump agisce solo per rilanciare il Complesso militare-industriale degli Stati Uniti, costringendo gli alleati ad impegnarsi a spendere una parte maggiore dei bilanci per il materiale militare nordamericano.

Tasnim: Molti analisti non attribuiscono queste mosse del governo degli Stati Uniti a Donald Trump, ma piuttosto pensano che gli Stati Uniti cerchino di salvare capitalismo ed economia nordamericani dal collasso. È d’accordo?
Pieraccini: Penso che la tendenza globale verso la de-dollarizzazione porterà il dollaro statunitense a perdere l status di valuta di riserva mondiale, che a sua volta limiterà la capacità di Washington di spendere somme illimitate per alimentare l’insaziabile appetito della sua macchina da guerra. Se i Paesi di tutto il mondo cessano sempre più d’ investire in buoni del tesoro statunitensi, ciò ridurrà progressivamente la capacità degli Stati Uniti di spendere un trilione di dollari all’anno per gli armamenti. Con una capacità sempre più ridotta dei Paesi militarmente forti del mondo nell’affidarsi esclusivamente sul dollaro USA per negoziare prodotti come il petrolio, i Paesi sceglieranno sempre più di affidarsi a un paniere di altre valute senza doversi preoccupare di evitare l’ira di Washington. Trump segue solo i passi dei predecessori continuando a esercitare la clava delle pressioni militari e finanziarie statunitensi sugli “Stati canaglia” che potrebbero avere l’idea di utilizzare valute diverse dal dollaro USA per commerciare in cose come il petrolio. Tuttavia, ciò accelera solo il distacco dalla dipendenza dal dollaro USA e da roba come la rete dei pagamenti SWIFT.

Tasnim: Come sapete, nel bilancio della difesa degli Stati Uniti per l’anno fiscale 2020, ci sono stati alcuni casi d’interferenza negli affari interni degli alleati europei come le sanzioni statunitensi sul gasdotto Nord Stream 2 (NS2). Non interpreta tale cambiamento nella politica degli Stati Uniti e l’interferenza diretta come mossa per sacrificare gli interessi europei a proprio vantaggio? Non è una sorta di bullismo e totalitarismo degli Stati Uniti?
Pieraccini: Tali misure non hanno nulla di nuovo o sorprendente. Gli Stati Uniti hanno una leadership in piena schizofrenia vedendo alleati e nemici collaborare su nuovi progetti derivanti dagli sviluppi dell’ambiente multipolare nelle relazioni internazionali. Storicamente, Washington ha sempre temuto l’asse Berlino-Mosca-Pechino che significa piena integrazione eurasiatica, precisamente la tendenza che accompagnerà il prossimo decennio. I tentativi degli Stati Uniti di finanziare un bilancio militare per contrastare le iniziative commerciali sino-russo-europee probabilmente accelereranno ancora più la fine dell’egemonia centrale degli Stati Uniti. Una nazione non può in alcun modo pensare di limitare crescita ed integrazione economica tra i Paesi semplicemente minacciando sanzioni o peggio.

Tasnim: Data la politica estera degli Stati Uniti e le reazioni dei rivali come Cina e Russia, e degli alleati, tra cui Francia e Germania, cosa ne pensa del futuro dell’ordine mondiale?
Pieraccini: Come cercavo di ribadire nelle mie risposte, il mondo appartiene a più nazioni. Più poli di potere dovranno collaborare per dare forma alle relazioni globali. L’ultimo decennio ha visto l’impero nordamericano come centrale potenza egemonica. I prossimi 10 anni vedranno la piena integrazione eurasiatica del continente europeo, africano e asiatico grazie a progetti come la Belt Road Initiative ma anche semplicemente con la naturale evoluzione di Paesi come Russia, Cina, Indonesia, India e continente europeo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio