L’influenza crescente della Russia nell’Africa sub-sahariana

Arkadij Savitskij SCF 05.06.2018

Il Ruanda vuole comprare sistemi di difesa aerea russi. La questione è stata discussa durante la visita del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov nel Paese il 3 giugno. Le forze di sicurezza ruandesi utilizzano già elicotteri, armi leggere e blindati antimine Ural Tajfun prodotti in Russia. Mosca ha recentemente aumentato l’assistenza militare alla Repubblica Centrafricana (CAR) su richiesta del governo del Paese. Il mese scorso, il Presidente Putin incontrava il presidente della CAR Faustin Archange Touadera a San Pietroburgo, per colloqui sul rafforzamento dei legami bilaterali, compresa la cooperazione militare, nel rigoroso rispetto della legge internazionale. Nel dicembre 2017, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approvava un accordo che consente alla Russia d’inviare armi e istruttori militari nel Paese colpito dalla crisi. All’ONU furono forniti i numeri di serie delle armi trasferite per consentire agli osservatori internazionali di seguirle. Le consegne delle armi erano gratuite. La Repubblica Democratica del Congo (RDC), alleato tradizionale dell’occidente, iniziava a porre le priorità di politica estera cercando altri partner. Il mese scorso, il governo della Repubblica Democratica del Congo annunciava la sua decisione di ripristinare l’accordo militare del 1999 con la Russia. Vuole che Mosca fornisca armi e addestri personale militare della RDC. Spera anche di espandere la cooperazione economica bilaterale che copre la produzione di minerali, agricoltura e contatti umanitari.
Nel 2017 la Russia firmava un accordo di cooperazione per la difesa da 1 miliardo di dollari con Angola e Nigeria. Mosca e Luanda sono in trattative per aumentare la portata dei legami militari. La Rosoboronexport ha solide relazioni con Angola, Mali, Mozambico, Nigeria, Uganda, Zimbabwe e diverse altre nazioni sub-sahariane che includono vendita di armi e manutenzione del materiale. Dal 2013, la costruzione di centri di assistenza è in pieno svolgimento. Nel 2017 furono consegnate armi russe alle seguenti nazioni dell’Africa subsahariana: Kenya, Nigeria, Mali e Angola (aviogetti Su-30K). Un contratto è stato confermato con Guinea Equatoriale per l’acquisto di sistemi di difesa aerea Pantsyr-S1. Nell’agosto 2017, il Burkina Faso ordinò due elicotteri Mi-171. La Russia è il principale esportatore di armi verso la regione, rappresentando il 30% di tutte le forniture. Le armi della Russia sono molto richieste essendo economiche ed efficaci come dimostrato dal conflitto siriano. La fiorente cooperazione militare va di pari passo con lo sviluppo di legami in altre aree. Il commercio coi Paesi africani a sud del Sahara fu di 3,6 miliardi di dollari nel 2017. Facendo un confronto, furono 3,3 miliardi nel 2016 e 2,2 miliardi nel 2015. La Russia è coinvolta in progetti di esplorazione, estrazione mineraria ed energetica. ALROSA, società mineraria di diamanti, opera in Angola, Sudafrica, Sierra Leone e Namibia. I colloqui sono in corso per raggiungere un accordo coi partner africani per evitare la doppia imposizione e proteggere la proprietà intellettuale. Trasporti ed agricoltura sono aree promettenti per i progetti comuni. La costruzione di centri di scienza nucleare in Zambia e Nigeria, così come una centrale nucleare in Sud Africa, membro dei BRICS, sono all’ordine del giorno dei colloqui. Ad aprile, il governo del Sudan invitava la Russia a partecipare ai programmi energetici. Khartoum e Mosca godono di una relazione speciale. L’anno scorso, il presidente del Sudan Omar al-Bashir chiese al presidente russo “protezione dagli atti aggressivi degli Stati Uniti”. 28 su 55 nazioni africane hanno crescenti scambi commerciali con la Russia. La cooperazione con Ghana e Tanzania ha un futuro promettente, con Angola, Mozambico, Namibia e Zimbabwe è storica avendo esperienza negli accordi con partner russi. Le relazioni con l’Unione africana sono considerate a Mosca questione di particolare importanza.
A marzo, Lavrov visitava Angola, Zimbabwe, Mozambico, Namibia ed Etiopia per rafforzare le relazioni multiformi. Lo stesso mese fu firmato l’Accordo Africano per il libero scambio (AfCFTA) per aprire nuovi orizzonti alla cooperazione economica. A gennaio, il mercato del trasporto aereo unico africano fu lanciato per divenire ancora più attraente con l’entrata in vigore del Protocollo sulla libera circolazione delle persone, del diritto di residenza e del diritto di soggiorno. Gli uomini d’affari russi avranno maggiori informazioni sulle nuove opportunità quando visiteranno la prima fiera commerciale africana che si svolgerà a Cairo l’11-17 dicembre 2018. Il programma del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) di maggio aveva sessioni speciali su opportunità di business e d’investimento nel quadro del “Business Dialogue Russia – Africa”. Lo SPIEF-2018 celebrava con due eventi speciali, l’Africa Day e il 55esimo anniversario dell’Unione Africana.
L’influenza degli Stati Uniti nell’Africa subsahariana è in declino. Al contrario, la Russia fa passi da gigante per rafforzare la posizione nella regione. Il Presidente Vladimir Putin annunciava il rafforzamento dei legami con la regione nel 2006, quando visitò l’Africa sub-sahariana. Ha mantenuto la parola. La regione è un vettore essenziale per la politica estera della Russia, diventata un altro attore importante nel continente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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