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L’Iran bombarda una base aerea statunitense in Iraq

PressTV 7 gennaio 2020

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniana (IRGC) bombardavano la base aerea statunitense di Ayn al-Asad, nella provincia di Anbar nell’Iraq occidentale, dopo aver giurato ritorsioni per l’assassinio del comandante dell’antiterrorismo iraniano, Tenente-Generale Qasim Sulaymani. “Decine di missili superficie-superficie” sono stati lanciati contro la base aerea strategica e l’attacco è stato successivamente confermato dai funzionari statunitensi. L’IRGC aveva chiesto il completo ritiro delle truppe statunitensi dal Paese arabo, affermando che non avrebbe distinto tra Stati Uniti ed Israele nella rappresaglia per l’assassinio dell’eroe nazionale iraniano. “Avvertiamo gli alleati degli statunitensi che forniscono le basi all’esercito terroristico [nordamericano]… che qualsiasi Paese che funga da basi per attacchi belluini e aggressivi in qualsiasi forma contro la Repubblica islamica dell’Iran sarà preso di mira”, si legge nella dichiarazione dell’IRGC. L’IRGC aggiungeva che avrebbe rilasciato ulteriori dettagli sull’attacco. L’attacco non è una sorpresa poiché l’Iran ha promesso una “dura vendetta” dopo l’attacco terroristico statunitense.
Secondo quanto riferito, le sirene venivano sentite ed elicotteri nordamericani sorvolavano la base aerea e l’allarme totale veniva attivato. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump veniva informato dell’rappresaglia. “Sappiamo delle notizie di attacchi alle strutture statunitensi in Iraq. Il Presidente è stato informato e monitora attentamente la situazione consultandosi col suo team della sicurezza nazionale”, aveva detto la portavoce della Casa Bianca Stephanie Grisham in una nota. Il Pentagono affermava che avrebbe adottato le misure necessarie per proteggere le forze militari statunitensi tra le tensioni accresciute nella regione. “Lavoriamo alle valutazioni iniziali dei danni in battaglia”, dichiarava il portavoce del Pentagono Jonathan Hoffman, aggiungendo che le basi colpite erano la base aerea al-Asad e un’altra a Irbil, la capitale della regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno. “Verso le 17.30 (2230 GMT) del 7 gennaio, l’Iran ha lanciato più di una dozzina di missili balistici contro le forze militari e della coalizione statunitensi in Iraq”, dichiarava l’assistente del segretario alla Difesa per gli affari pubblici Jonathan Hoffman. “È chiaro che questi missili sono stati lanciati dall’Iran colpendo almeno due basi militari irachene che ospitano personale militare e della coalizione degli Stati Uniti ad Al-Assad e Irbil”.
In seguito agli attacchi, i prezzi del petrolio aumentavano di oltre il 4,5% a un certo punto. Il benchmark WTI è balzato del 4,53 percento a 65,54 dollari al barile prima di stabilizzarsi. Anche i mercati azionari globali sono crollati mentre gli investitori si spaventavano per le crescenti tensioni. Tokyo apriva bruscamente in ribasso. L’indice di riferimento Nikkei 225 è sceso dell’1,57 percento o 370,40 punti a 23.205,32 nei primi scambi, mentre l’indice Topix più ampio era in calo dell’1,35 percento o 23,32 punti a 1.701,73. Le azioni di Wall Street perdevano di più, con The Dow Jones Industrial Average che aveva perso lo 0,4 per cento per chiudere la sessione a 28.583,68. S&P 500 perdeva lo 0,3 percento per finire a 3.237,18 ma l’indice Nasdaq Composite, tecnologico, era sceso solo di una frazione a 9.068,58.

L’Iran lancia decine di missili balistici sulle strutture militari statunitensi in Iraq
TASS 8 gennaio 2020

L’Iran ha lanciato attacchi missilistici contro almeno due strutture militari in Iraq, dichiarava l’assistente del segretario alla Difesa degli affari pubblici degli Stati Uniti Jonathan Rath Hoffman. “Circa alle 17:30 (EST) del 7 gennaio, l’Iran ha lanciato più di una dozzina di missili balistici contro le forze militari e della coalizione statunitensi in Iraq”, si legge nella nota. “È chiaro che questi missili sono stati lanciati dall’Iran e hanno preso di mira almeno due basi militari irachene che ospitano personale militare e della coalizione degli Stati Uniti ad al-Asad e Irbil”. La dichiarazione non specificava danni e vittime degli attacchi missilistici sulle strutture dicendo “Stiamo lavorando alle valutazioni iniziali dei danni della battaglia”. “Mentre valutiamo la situazione e la nostra risposta, adotteremo tutte le misure necessarie per proteggere e difendere personale, partner ed alleati degli Stati Uniti nella regione”, aggiungeva la nota.

Traduzione di Alessandro Lattanzio