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La de-dollarizazione avanza: “L’economia africana ha bisogno dello yuan cinese”

Zerohedge 02/06/2018

La spinta mondiale verso la de-dollarizzazione continua ad accelerare mentre gli statunitensi passano la vita a preoccuparsi di comici blasfemi, trofei di partecipazione e tradimenti di Kim e Kanye.
Dai futures sul petrolio denominati in yuan (e presto con contratti sui metalli in yuan) alla decisione dell’Europa di utilizzare lo yuan per pagare il petrolio iraniano; e dai sistemi di regolamento non-dollaro nel commercio Russia /Cina alla richiesta della Turchia ai cittadini di scaricare il dollaro, sembra che ogni azione dell’amministrazione Trump approfondisca la sfiducia nell’egemonia del dollaro, coalizzando il mondo contro l’ordine unipolare della valuta di riserva di Washington. Tutto ciò porta a questo…
In un’intervista promossa su Xinhua, l’agenzia stampa ufficiale della Repubblica popolare cinese, funzionari africani chiedevano la yuanificazione delle grandi economie del continente. C’era consenso tra i Paesi dell’Africa orientale e meridionale che ci dovrebbe avere un maggiore uso dello yuan cinese nella regione data la crescente influenza della Cina negli affari e nel commercio, secondo un esperto finanziario. Il direttore esecutivo dell’Istituto di gestione macroeconomica e finanziaria dell’Africa orientale e meridionale (MEFMI) Caleb Fundanga affermava che un forum di esperti finanziari all’inizio della settimana aveva convenuto sulla necessità d’utilizzare lo yuan cinese come valuta di riserva perché la Cina ha un ruolo attivo nelle loro economie. Al forum partecipavano vicegovernatori di banche centrali e vicesegretari permanenti della finanza di 14 Paesi del MEFMI. “La conclusione generale è che dovremmo usare lo yuan più perché è giunto il momento, facciamo sempre più affari (con la Cina), quindi è naturale che usiamo la valuta del Paese con cui commerciamo. Proprio come abbiamo usato il dollaro (USA) e l’euro, vogliamo usare la ancor più la valuta cinese nelle nostre transazioni perché è un nostro vantaggio”, e affermava che che l’uso dello yuan potrebbe proteggere la regione dalle volatilità valutaria. Il forum discusse le implicazioni dell’uso della valuta cinese e convenne del bisogno di maggiori informazioni sui mercati e prodotti sui quali potrebbe essere investito. “Al momento questa informazione non è liberamente disponibile”, aveva detto, suggerendo inoltre che gli esperti finanziari cinesi dovrebbero rendere disponibili informazioni in questi forum. Fundanga aveva detto che l’entrata dello yuan darebbe alla regione più opzioni per la gestione delle riserve.
L’uso dello yuan è anche utile perché la Cina concede prestiti alla regione e ad altri Paesi africani. “Uno dei problemi che abbiamo discusso era che a volte, se avevate prestiti dalla Cina, si fatturavano in dollari USA. Ora diciamo che il nostro governo deve iniziare a discutere con le imprese e il governo cinesi per fatture in yuan e pagare in yuan, perché non ha senso iniziare a mantenere le nostre riserve in yuan, ma fatturiamo in dollari, non va bene”, riconoscendo, tuttavia, che alcuni Paesi già fatturano in yuan per beni e servizi cinesi. Fundanga aveva detto che ci furono discussioni su possibili scambi di valute come quello della Cina con la Nigeria, dove i nigeriani che viaggiano in Cina possono facilmente accedere allo yuan dalle loro banche locali.
La MEFMI sostiene che la maggior parte delle riserve dei Paesi della regione sono in dollari USA, tuttavia la loro composizione non tiene il passo coi grandi cambiamenti nell’economia mondiale. Ciò è particolarmente vero dato che Cina e India continuano a modellare le tendenze economiche globali in quanto principali partner commerciali per la regione. I Paesi MEFMI sono Angola, Botswana, Burundi, Kenya, Lesotho, Malawi, Mozambico, Namibia, Ruanda, Swaziland, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe.
Si tenga presente che avvertimmo della crescente “colonizzazione” dell’Africa nel 2010, notando la crescente militarizzazione dell’Africa nel 2015 e i recenti avvertimenti dai generali USA che Cina e Stati Uniti sono “in rotta di collisione in Africa”. Sembra che il “vecchio amico” del presidente Trump Xi faccia silenziosamente mosse notevoli contro lo status quo prevalente. La marea cambia lo status di riserva del dollaro USA? Su ricordi che nulla è per sempre… Persino l’ex-capo economista della Banca Mondiale vuole rimpiazzare il dollaro con una moneta unica globale, affermando che creerà un sistema finanziario globale più stabile. “Il predominio del biglietto verde è la causa principale delle crisi finanziarie ed economiche globali”, affermava Justin Yifu Lin aò Bruegel, think tank politico di Bruxelles. “La soluzione è sostituire la valuta nazionale con una valuta globale”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio