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Gli obiettivi politici e militari dell’intervento turco in Libia

Internationalist 360°, 31 dicembre 2019

Il media arabo favorevole a Qatar ed Islam politico, New Arab, citava una fonte libica informata che affermava che la sessione parlamentare della Grande Assemblea Nazionale della Turchia (TBMM) il 2 gennaio era volta a realizzare progressi sul campo, col sostegno militare diretto della Turchia alle forze del governo di accordo nazionale (GNA), prima che i ministri degli Esteri di Francia, Italia e Germania arrivino a Tripoli il 7 gennaio, accompagnati dall’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
La fonte anonima citata dal giornale rivelava che l’obiettivo di precedere la visita programmata dei tre ministri europei nella capitale libica era cambiare la situazione sul terreno a Tripoli nel tentativo di ridurre la prevista pressione dell’UE sul governo di Tripoli e migliorare la posizione negoziale. Il rapporto affermava che “la Turchia prevede di costituire un punto d’appoggio militare prima della prossima riunione dei tre ministri degli esteri dell’UE e Josep Borrell, alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza a Tripoli. La decisione della Turchia di schierare truppe in Libia potrebbe dare ad Ankara un vantaggio strategico nel pantano libico”. Il secondo obiettivo, secondo il rapporto, è consentire al governo di Tripoli di affrontare la decisione emessa oggi dal Consiglio della Lega Araba che chiede di fermare i combattimenti e la non interferenza negli affari interni della Libia. La Turchia desidera anche ridurre l’influenza dei rivali geopolitici che appoggiano l’Esercito nazionale libico (LNA). La fonte rivelava che la Turchia, in coordinamento col GNA, decise di sviluppare un piano di intervento rapido basato su attacchi aerei effettuati da squadroni di caccia F-16 turchi, e che furono identificati 27 obiettivi delle forze del “Maggiore Generale in pensione Qalifa Haftar “(il comandante in capo dell’LNA) compresi obiettivi nelle regioni orientali e meridionali della Libia, che sarebbero soggetti al primo attacco aereo.
New Arab affermava che il comandante dell’LNA feldmaresciallo Qalifa Haftar si rifiutava di parlare col ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu secondo i media turchi. New Arab inoltre rivelava che droni turchi, alcuni recentemente dispiegati nella base aerea turca di Gecitkale a Cipro del Nord, ed elicotteri forniranno supporto aereo alle “forze del governo di accordo nazionale (GNA) nelle vicinanze della capitale”, oltre che altre città della Libia occidentale, per spezzare il cordone imposto dalle forze dell’LNA e consentire alle forze del GNA di lanciare un massiccio attacco contro i concentramenti del LNA, potendo raggiungere, se ci riuscissero, la regione della Mezzaluna del petrolio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio