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Il leader nordcoreano promette di svelare nuove armi strategiche

TASS, 1 gennaio 2020

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha detto che il suo Paese presto svelerà una nuova arma strategica, secondo l’agenzia KCNA che lo citava alla riunione plenaria del 7.mo Comitato centrale del Partito dei Lavoratori. “Dicendo che dovremmo portare avanti attivamente il progetto per lo sviluppo di armi strategiche, Kim confermava che il mondo sarà testimone di una nuova arma strategica della RPDC nel prossimo futuro”, riferiva l’agenzia. Secondo Kim, la Corea democratica non fermerà i suoi progetti strategici nucleari finché gli Stati Uniti avranno una posizione ostile verso Pyongyang. “Non possiamo rinunciare alla sicurezza del nostro futuro solo perde i risultati economici visibili, la felicità e il conforto nella realtà ora che ostilità e minaccia nucleare contro di noi aumentano e nulla cambiava dai giorni in cui abbiamo mantenemmo la linea di avanzare simultaneamente costruzione economica e costruzione della forza nucleare e ora che lottiamo per dirigere i nostri sforzi verso la costruzione economica, a causa di simili atti dei gangster statunitensi”, affermava l’agenzia citando il leader nordcoreano. Kim aggiungeva che non permetterà a Washington di abusare del dialogo con Pyongyang per motivi politici. “Non permetteremo mai agli impudenti Stati Uniti di abusare del dialogo RPDC-USA per raggiungere un sordido obiettivo, ma passeremo a un’azione scioccante per fargli pagare i danni subiti finora dal nostro popolo e lo sviluppo finora frenato”, dichiarava. Secondo Kim, la portata e la profondità di sostenere il deterrente del paese saranno adeguatamente coordinate a seconda dell’atteggiamento futuro degli Stati Uniti nei confronti della RPDC.

Moratoria sui test nucleari
La Corea democratica non è più obbligata ad attuare la moratoria sui test nucleari a causa dei continui test missilistici statunitensi sulla penisola coreana, secondo l’agenzia KCNA affermava il leader del Paese Kim Jong-un durante la riunione plenaria del 7.mo Comitato centrale del Partito dei Lavoratori. “Solo negli ultimi due anni, quando la Corea democratica adottava misure preventive e cruciali per fermare i test nucleari e di lancio di ICBM, e chiudendo il poligono nucleare per rafforzare la fiducia tra RPDC e Stati Uniti, gli USA, lungi dal rispondere con misure appropriate, conducevano decine di esercitazioni militari congiunte grandi e piccole che il suo presidente promise personalmente di fermare, e minacciavano militarmente inviando materiale di guerra ultramoderno in Corea del Sud”, dichiarava Kim. “In tali condizioni, non c’è motivo di rimanere vincolati all’impegno, a cui non aderisce la parte opposta, e questo raffredda i nostri sforzi per il disarmo nucleare mondiale e la non proliferazione”, affermava. “Non è necessario esitare su alcuna aspettativa sulla sollevazione delle sanzioni dagli Stati Uniti anche ora che abbiamo esaminato da vicino la reale intenzione degli Stati Uniti”, aggiunse, ribadendo che se gli Stati Uniti persisteranno nella politica ostile nei confronti della Corea democratica, non ci sarà mai la denuclearizzazione nella penisola coreana. “Metteremo costantemente in allerta il potente deterrente nucleare in grado di contenere le minacce nucleari degli Stati Uniti e garantire la nostra sicurezza a lungo termine, rilevando che portata e profondità del rafforzamento del nostro deterrente sarà adeguatamente coordinato coll’atteggiamento futuro degli Stati Uniti verso la RPDC “. Aggiunse Kim.
Fine di dicembre era la scadenza fissata da Pyongyang per Washington per la stesura di un compromesso reciprocamente accettabile nei colloqui sulla denuclearizzazione. Il 3 dicembre, il Viceministro degli Esteri della Corea democratica Ri Thae Song dichiarò che la palla era nel campo degli Stati Uniti. “Dipende solo dagli Stati Uniti quale regalo di Natale sceglieranno”, aveva detto Ri. Durante la visita in Corea del Sud, il 30 giugno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump visitò la zona demilitarizzata coreana (DMZ) al confine con la Corea democratica, incontrando il leader nordcoreano Kim Jong-un nel villaggio di confine di Panmunjeom. I due leader decisero di riprendere le consultazioni di lavoro sulla denuclearizzazione, sospese dopo l’inutile vertice di Hanoi nel febbraio 2019. In base a questo accordo, le delegazioni di Stati Uniti e Corea democratica s’incontrarono a Stoccolma il 5 ottobre per discutere la normalizzare le relazioni bilaterali. Tuttavia non riuscirono a stabilire un dialogo. Mentre Kim Myong-Gil, che guidava la delegazione nordcoreana, affermò che i colloqui furono un fallimento, il dipartimento degli Stati Uniti le descrisse come costruttive.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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