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La Corea democratica invoca “contromisure militari”

FARS

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha chiesto “contromisure diplomatiche e militari” attive per preservare la sicurezza del Paese in un lungo discorso a una conferenza politica chiave, intesa a legittimare importanti cambiamenti nella diplomazia nucleare cogli Stati Uniti. Kim parlava a una riunione del Partito dei Lavoratori, che dovrebbe continuare per quattro giorni, secondo la Korean Central News Agency. Nel suo discorso di sette ore, Kim pubblicava obiettivi nazionali per ricostruire l’economia della Corea democratica e preparare contromisure politiche, diplomatiche e militari attive e offensive per preservare fermamente sovranità e sicurezza del Paese”, riferivano i media di Stato. Kim utilizzerà il suo indirizzo annuale di Capodanno per annunciare cambiamenti significativi nelle politiche economiche e di sicurezza. Alcuni esperti ritengono che Kim potrebbe usare il discorso per dichiarare la sospensione de negoziati nucleari con Washington, a un punto morto per disaccordi nello scambio tra sanzioni e disarmo, e che potrebbe eventualmente rilanciare il confronto revocando la moratoria autoimposta sui test nucleari e missilistici.
La KCNA non indicava alcuna decisione presa alla riunione del partito né menzionato alcun commento specifico di Kim nei confronti degli Stati Uniti. Ma dichiarava che Kim aveva osservato che il Partito dei Lavoratori è deciso ad entrare in “un’altra lotta ardua e prolungata”, riferendosi agli sforzi per superare sanzioni e pressioni dagli Stati Uniti, prima di concludere il discorso invitando ad “aprire dinamicamente la strada” verso la costruzione di una potente nazione socialista.
La KCNA aggiungeva che il partito lavora alla stesura di una risoluzione basata sull’agenda decisa da Kim e prevede di discutere un “documento importante” non specificato. Nel discorso di Capodanno del 2019, Kim dichiarò che il suo Paese avrebbe seguito una “nuova strada” non specificata se l’amministrazione del presidente Donald Trump persisteva nelle sanzioni e pressioni alla Corea democratica. I negoziati fallirono dopi il crollo del secondo vertice di Kim con Trump a febbraio, dove gli Stati Uniti respinsero le richieste nordcoreane di ampi provvedimenti sulle sanzioni in cambio dello smantellamento del vecchio impianto nucleare di Yongbyon, rappresentando la parziale rinuncia alle capacità nucleari. La Corea democratica annunciava all’inizio di questo mese di aver condotto due test “cruciali” nella struttura di lancio dei missili a lungo raggio, sollevando speculazioni sul fatto che sviluppi un nuovo missile a lungo raggio o prepari un lancio satellitare.
Il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo osservava che l’amministrazione Trump crede ancora che “possa trovare un percorso per convincere i leader della Corea democratica che il miglior modo di agire è creare una migliore opportunità per il popolo sbarazzandosi delle armi nucleari”. “Osserviamo cosa fanno negli ultimi giorni di quest’anno e speriamo che prendano una decisione che porti a un percorso di pace e non a uno scontro”, aveva detto Pompeo in un’intervista.

Traduzione di Alessandro Lattanzio