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L’Armata Rossa della Ruhr

VKbP2017

La regione industriale della Ruhr nella Germania occidentale fu sempre uno dei centri del movimento rivoluzionario. Ma si manifestò soprattutto nel 1920. Il 13 marzo 1920, le organizzazioni di estrema destra guidate da Wolfgang Kapp si ribellarono a Berlino, sequestrando edifici governativi e rimuovendo i socialdemocratici dal potere. In risposta alla ribellione di Kapp, l’Armata Rossa della Ruhr fu creata. Secondo varie stime, comprendeva 50-80mila effettivi. Erano operai aderenti al Partito Comunista, al Partito Comunista Operaio, al Partito Socialdemocratico Indipendente e ai sindacati liberi. 300mila minatori della Ruhr sostennero le azioni dell’Armata Rossa, avendo organizzato uno sciopero a suo sostegno. Gli scioperi iniziarono a Dusseldorf, Elberfeld, Essen e presto si diffusero in tutta la Ruhr. L’avventura di Kapp fallì: il 17 marzo 1920 Kapp fuggì in Svezia. Tuttavia, dopo questo, l’Armata Rossa della Ruhr non depose le armi. Quando il governo Ebert chiese la fine dello sciopero generale il 18 marzo, il Partito Comunista di Germania chiese la continuazione dello sciopero “fino al completo disarmo di tutti i controrivoluzionari e all’armamento di tutti i lavoratori ed impiegati rivoluzionari”.
Nel corso delle battaglie coi corpi di volontari locali, Reichswehr e unità di polizia, comunisti, socialdemocratici e simpatizzanti indipendenti e di sinistra degli scioperanti, coll’aiuto di esperti militari del Komintern, formarono distaccamenti della sicurezza ben organizzati, che presto si riunirono nell’Armata Rossa della Ruhr (o “Armata della Ruhr Rossa”, come veniva anche chiamata). Evitando nuove sconfitte, i poche reparti di polizia, Reichswehr e Freikors, su pressione dell’Armata Rossa lasciarono molte città, comprese le grandi come Dusseldorf e Duisburg. Incoraggiati da questa riuscita trasformazione dello sciopero generale in rivolta rivoluzionaria, nonché dalle notizie di simili rivolte in Turingia e Sassonia, USPD e KPD decisero di ripetere seriamente l’esperienza bolscevica sul suolo tedesco.
Il 22 marzo, anche il partito nazista chiese la fine dello sciopero. Ma l’ala sinistra, separata da essa, insieme al KKE insistette sul proseguimento dello sciopero. Il 24 marzo 1920, su iniziativa della leadership del SPD, fu dichiarata una tregua tra l’Armata Rossa della Ruhr, da un lato, e Reichswehr e corpo dei volontari, dall’altro. Ma in effetti, le parti accumularono forze per un nuovo scontro armato.
Gli operai chiesero il completo disarmo dei Freikorps. Gli scioperi nella valle della Ruhr continuarono. Il 2 aprile 1920, il presidente Friedrich Ebert mosse contro le unità dell’Armata Rossa della Ruhr la Reichswehr tedesca, e poiché le forze dell’esercito regolare non erano abbastanza, dovette affidarsi ai Freikorps, esortandoli a combattere contro il bolscevismo. All’inizio di aprile, i combattimenti tra i Freikors e l’Armata Rossa della Ruhr si conclusero. Il movimento proletario fu soppresso. Durante i combattimenti, furono uccisi più di 1000 combattenti dell’Armata Rossa della Ruhr.

Traduzione di Alessandro Lattanzio