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Dietro la campagna anti-cinese degli Stati Uniti

I fatti sullo Xinjiang
Sara Flounders, IACenter 18 dicembre 2019

Al fine di valutare le affermazioni su massicce violazioni dei diritti umani degli uiguri, minoranza etnica e religiosa nella regione autonoma dello Xinjiang in Cina, è importante conoscere alcuni fatti. La provincia dello Xinjiang nell’estremo occidente della Cina è una regione arida, montuosa e ancora in gran parte sottosviluppata. Lo Xinjiang ha importanti riserve di petrolio e minerali ed è attualmente la più grande regione per produzione di gas naturale della Cina. Ospita numerosi diversi gruppi etnici, tra cui uiguri musulmani di lingua turca, tibetani, tagiki, hui e han. Lo Xinjiang confina con cinque Paesi dell’Asia centrale, tra cui Afghanistan e Pakistan, dove oltre 1 milione di truppe statunitensi e ancora più mercenari, appaltatori e agenti segreti operano da quattro decenni nella guerra infinita statunitense. Ciò che accade oggi nello Xinjiang va visto nel contesto di ciò che accade in Asia centrale. Lo Xinjiang è un importante centro logistico per l’ambiziosa Belt and Road Initiative della Cina. Lo Xinjiang è la porta per l’Asia centrale e occidentale, nonché i mercati europei. La Ferrovia del Xinjiang meridionale collega la città di Kashgar nell’estremo ovest della Cina, ora collegata alla rete ferroviaria pakistana del Corridoio economico Cina-Pakistan, un progetto della BRI. Il governo degli Stati Uniti è profondamente ostile a questo ampio progetto di sviluppo economico e fa tutto il possibile per sabotare i piani della Cina. Tale campagna fa parte del “Pivot to Asia” dell’esercito nordamericano, insieme alle minacce navali nel Mar Cinese Meridionale e al sostegno ai separatisti di Hong Kong, Taiwan e Tibet.

Alcun rapporto delle Nazioni Unite sullo Xinjiang
Stati Uniti e loro media aziendali accusano il governo cinese di aver recluso 1 milione di persone, principalmente uiguri, in campi di concentramento. I notiziari citano le Nazioni Unite come fonte. Ciò fu contestato in un dettagliato rapporto investigativo di Ben Norton e Ajit Singh dal titolo: “No, le Nazioni Unite non hanno riferito che la Cina abbia “enormi campi di internamento” per i musulmani uiguri”. (The Grayzone.com, 23 agosto 2018) su come tale affermazione ampiamente pubblicizzata si basi solo su accuse da uno statunitense, Gay McDougall, a un “comitato indipendente” dal nome ufficiale di Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale. L’Ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto commissario per i diritti umani confermò che alcun organo o funzionario delle Nazioni Unite presentò tali accuse nei confronti della Cina.

“Diritti umani” finanziati da CIA/NED
Dopo che tale notizia fasulla ebbe ampia copertura, fu seguita da “rapporti” della rete di difensori dei diritti umani cinesi di Washington. Tale gruppo riceve sovvenzioni dal governo degli Stati Uniti, principalmente dalla National Endowment for Democracy, collegata alla CIA, una delle principali fonti di finanziamento delle operazioni statunitensi di “cambio di regime” nel mondo. La rete dei difensori dei diritti umani cinesi condivide lo stesso indirizzo a Washington di Human Rights Watch. HRW è una delle principali fonti di attacchi ai governi presi di mira dagli Stati Uniti, come Venezuela, Nicaragua, Cuba, Siria e Cina. La rete chiede da tempo sanzioni contro la Cina. Le fonti del CHRD includono Radio Free Asia, agenzia finanziata da decenni dal governo degli Stati Uniti. Anche il Congresso mondiale uiguro, altra fonte di relazioni sensazionaliste, è finanziato dalla NED. Lo stesso finanziamento del governo degli Stati Uniti è alla base della Fondazione internazionale dei diritti umani e della democrazia uigura e dell’Associazione americana uigura. Gli autori dell’articolo di Grayzone citano anni di dettagliati moduli dell’IRS a sostegno delle loro affermazioni. Indicano milioni di dollari in generosi finanziamenti pubblici per creare relazioni fasulle. Tale rete di gruppi della società civile apparentemente imparziali, organizzazioni non governative, gruppi di riflessione e fonti opera sotto la copertura dei “diritti umani” per promuovere sanzioni e guerre.

Terrorismo finanziato dalla CIA
L’Asia centrale subì le peggiori forme di aggressione militare degli Stati Uniti. Dal 1979, la CIA, opera col servizio di intelligence pakistano ISI e denaro saudita, finanziando e armando le forze reazionarie dei mujahidin in Afghanistan per far cadere il governo rivoluzionario. Gli Stati Uniti coltivarono e promossero l’estremismo religioso basato in Arabia Saudita contro i progressisti regimi secolari della regione. Tale forza reazionaria fu armata contro l’Unione Sovietica e la corrente islamica antimperialista della Rivoluzione iraniana. Per quattro decenni, CIA e forze segrete dell’ISI pakistani in Afghanistan reclutarono e addestrarono mercenari uiguri per usarli come forza terroristica in Cina. I ceceni della regione del Caucaso russo furono reclutati per lo stesso motivo. Entrambi i gruppi furono inviati in Siria durante l’operazione di cambio di regime degli Stati Uniti. Tali fanatici religiosi, insieme ad altri gruppetti etnici, costituirono la spina dorsale dello Stato islamico e di al-Qaida. Dall’11 settembre 2001, il bombardamento del World Trade Center, le stesse forze che le operazioni segrete statunitensi avevano creato divenero nemiche. Gli uiguri dello Xinjiang erano tra i prigionieri di al-Qaida catturati in Afghanistan e detenuti per anni e senza accuse nella prigione degli Stati Uniti di Guantanamo. I ricorsi legali rivelarono che i prigionieri uiguri erano detenuti nelle peggiori condizioni d’isolamento.

Le guerre statunitensi sconvolgono la regione
L’occupazione nordamericana dell’Afghanistan e l’invasione dell’Iraq nel 2003 crearono delle fratture. Il progresso sociale, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e le infrastrutture furono distrutti. La divisione settaria ed etnica fu incoraggiata per dividere l’opposizione alle occupazioni statunitensi. Nonostante le promesse di grandi progressi, l’occupazione statunitense seminò solo distruzione. In tale lunga guerra, le prigioni statunitensi in Afghanistan, Pakistan e Iraq erano famose. La CIA usò tecniche di “interrogatorio potenziato”, torture, e consegne segreta a Guantanamo, Bagram e valle del sale in Afghanistan. Tali prigioni segrete furono da allora la fonte di molte cause legali. Secondo le indagini delle Nazioni Unite, nel 2010 gli Stati Uniti trattenevano più di 27000 prigionieri in oltre 100 strutture segrete nel mondo. Emersero immagini e resoconti di torture sistematiche e abusi ai prigionieri d’Abu Ghraib in Iraq e della base aerea di Bagram in Afghanistan.

Denunciare l’insabbiamento dei crimini di guerra
Nel luglio 2010 WikiLeaks pubblicò oltre 75000 rapporti classificati USA/NATO sulla guerra in Afghanistan. Nell’ottobre dello stesso anno, una massiccia fuga di 400000 video, foto e documenti militari, esposti in strazianti dettagli, torture, esecuzioni sommarie e altri crimini di guerra. L’analista dell’intelligence dell’esercito, l’ex-soldato Chelsea Manning, diede questo materiale dannoso a Wikileaks. Sulla base dei documenti trapelati, il capo investigatore delle Nazioni Unite sulle torture Manfred Nowak invitò il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a ordinare un’indagine completa su tali crimini, tra cui abusi, torture, stupri e omicidi commessi contro il popolo iracheno coll’invasione ed occupazione USA. I rapporti trapelati diedero prove documentali su 109000 morti, inclusi 66000 civili. Questo viene raramente menzionato dai media, in contrasto con le accuse assai pubblicizzate e infondate ora sollevate contro la Cina.

Procedimento contro gli informatori
Il National Endowment for Democracy della CIA paga profumatamente i documenti infondati che accusano di torture la Cina, mentre chi forniva le prove documentate delle tortura degli Stati Uniti sono trattati come criminali. John Kiriakou, che lavorò per la CIA dal 1990 al 2004 e che confermò l’uso diffuso di torture sistematiche, fu perseguito dall’amministrazione Obama per aver rivelato informazioni riservate e lo condannò a 30 mesi di prigione. Il rilascio di decine di migliaia di documenti governativi da parte di Chelsea Manning, che confermano torture ed abusi, oltre a foto orribili di stragi, lo portò all’incarcerazione. Julian Assange di Wikileaks è imprigionato in Gran Bretagna e rischia la deportazione negli Stati Uniti per la diffusione di questi documenti.

Riscrivere la storia
Quanto della copertura dello Xinjiang è destinata a distogliere l’attenzione del mondo dai continui crimini di guerra statunitensi, dall’Afghanistan alla Siria? Nel 2014 un rapporto sulle torture della CIA del Senato confermò che un programma di torture, chiamato “Programma di detenzione e interrogatorio”, fu approvato da alti funzionari statunitensi. Fu rilasciato solo un sommario esecutivo di 525 pagine su 6000 pagine, ma bastò a confermare che il programma della CIA era molto più brutale ed esteso di quanto noto precedentemente.

I mercenari si riversano in Siria
Lo sforzo del cambio di regime degli Stati Uniti per rovesciare il governo siriano inviò più di 100000 mercenari stranieri e fanatici in guerra. Erano ben equipaggiati con armi avanzate, equipaggiamento militare, provviste e buste paga. Un terzo della popolazione siriana fu sradicata durante la guerra. Milioni di rifugiati si riversarono in Europa e Paesi vicini. Dal 2013, migliaia di combattenti uiguri furono infiltrari clandestinamente in Siria per addestrarsi col gruppo estremista uiguro Partito islamico del Turkistan. Combattendo a fianco delle unità terroristiche di al-Qaida e al-Nusra, tali forze ebbero ruoli chiave in diverse battaglie. Reuters, Associated Press e Newsweek riferirono che 5000 uiguri dello Xinjiang combattevano in vari gruppi “militanti” in Siria. Secondo i media siriani, una colonia uigura trapiantata trasformò la città di al Zanbaqa (al confine turco) in un campo trincerato di 18000 persone. Molti combattenti uiguri furono infiltrati clandestinamente nell’area di confine turco-siriana con le loro famiglie. Parlando in turco, piuttosto che in cinese, si affidavano al supporto dei servizi segreti turchi.

La Cina segue un percorso diverso
La Cina è decisa a seguire una strada diversa nel trattare coi gruppi fanatici armati dell’estremismo religioso. L’azione della Cina arriva dopo che attacchi terroristici ed esplosivi uccisero centinaia di civili nelle affollate aree commerciali e nelle stazioni di treni ed autobus dagli anni ’90. La Cina affrontava il problema dell’estremismo religioso istituendo centri di istruzione e formazione professionale su larga scala. Piuttosto che creare un sottosviluppo peggiore con campagne di bombardamento, interessa la popolazione ad istruzione, sviluppo delle competenze e rapido sviluppo economico e infrastrutturale. Gli attacchi terroristici nello Xinjiang cessarono quando iniziò la campagna di rieducazione nel 2017.

Due visioni del mondo dello Xinjiang
Nel luglio di quest’anno, 22 Paesi, soprattutto dell’Europa oltre a Canada, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, inviarono una lettera al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per criticare la Cina per le detenzioni arbitrarie di massa ed altre violazioni contro i musulmani nella regione cinese dello Xinjiang. La dichiarazione non includeva un solo stato a maggioranza musulmana. Giorni dopo, un gruppo molto più ampio di 34 Paesi, diventati 54, di Asia, Africa e America Latina presentò una lettera in difesa delle politiche cinesi. Questi Paesi espressero fermo sostegno alle misure antiterrorismo e deradicalizzazione della Cina nello Xinjiang. Più di una dozzina di Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione islamica alle Nazioni Unite firmò la dichiarazione. Un’ulteriore dichiarazione, il 31 ottobre, al terzo comitato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite spiegò che numerosi diplomatici, organizzazioni internazionali, funzionari e giornalisti si erano recati nello Xinjiang per assistere al progresso dei diritti umani e ai risultati dell’antiterrorismo e della deradicalizzazione. “Ciò che videro e sentirono nello Xinjiang smentì completamente ciò che fu riportato dai media occidentali”, affermava la nota.

Traduzione di Alessandro Lattanzio