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Iran, Russia, Cina: esercitazione navale congiunta nel Mare di Oman

L’esercitazione militare dimostra potenza e solidarietà tra i tre Paesi
Tehran Times 27 dicembre 2019

Le forze navali di Iran, Russia e Cina avviavano una grande esercitazione marittima nell’Oceano Indiano settentrionale e nel Mare dell’Oman, il 27 dicembre mattina. L’esercitazione militare congiunta è visto da alcuni analisti come dimostrazione di potenza e solidarietà tra l’Iran e le grandi potenze Cina e Russia di fronte alle pressioni di Washington. Il Contrammiraglio Gholamreza Tahani, Vicecomandante della Marina iraniana, dichiarava che l’esercitazione coprirà 17000 chilometri quadrati e consisterà in “varie esercitazioni tattiche”, comprendenti tiri a bersagli e salvataggio di navi da assalti ed incendi. L’esercitazione navale, nome in codice “Cintura di sicurezza marina”, durerà quattro giorni.
Parlando a una conferenza stampa il Generale di Brigata delle Forze Armate iraniane Abolfazl Shekarchi affermava che è “importante e vitale” sia stabilita la sicurezza nell’Oceano Indiano e nel Mare dell’Oman. “Oceano Indiano e Mare dell’Oman sono tra le principali rotte commerciali del mondo e molti Paesi si muovono nelle (due) regioni e, pertanto, garantirne la sicurezza è importante e vitale”, affermava Shekarchi. Shekarch aggiunse che le esercitazioni militari sarebbero volte ad aumentare potenza ed esperienza per garantire la sicurezza del commercio internazionale nella regione. Il Mare dell’Oman è una rotta particolarmente sensibile in quanto collega lo Stretto di Hormuz attraverso cui passa un quinto del petrolio mondiale, collegandosi al Golfo Persico.

Zarif affermava che l’Iran dimostra impegno per garantire rotte vitali ai partner
Il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif dichiarava che le esercitazioni militari congiunte dimostrano che l’Iran e partner sono impegnati a garantire le rotta vitali. “Le nostre esercitazioni militari congiunte nel Mare dell’Oman e nell’Oceano Indiano coi nostri partner russi e cinesi chiariscono il nostro più ampio impegno per garantirsi le rotte vitali”, twittava Zarif, che aggiunse che l’Iran insisteva sul fatto che è pronto a collaborare coi vicini sulle coste meridionali del Golfo Persico per garantire il commercio marittimo nella regione secondo l’iniziativa di pace di Hormuz. “L’Iran da tempo dichiarava la disponibilità a lavorare coi nostri vicini per proteggere il Golfo Persico. Hormuz Peace Endeavour è sul tavolo in questo momento”.

La più grande esercitazione navale iraniana con le potenze mondiali dal 1979
“Dalla vittoria della rivoluzione islamica in Iran nel 1979, è la prima volta che il Paese organizza una esercitazione così ampia con due enormi potenze navali mondiali”, affermava Tahani, secondo cui certamente che questi Paesi, condividendo interessi di sicurezza, economici, politici e di difesa, cercano di ripristinare insieme la sicurezza collettiva nella regione. “Il rafforzamento del commercio marittimo internazionale, la lotta alla pirateria, lo scambio di informazioni e le esperienze in vari settori, tra cui salvataggio e soccorso marittimo, sono tra gli obiettivi principali dell’esercitazione”, aggiungeva Tahani.

Pace, amicizia, sicurezza tra i messaggi della manovra trilaterale
Il Contrammiraglio Tahani affermava che pace, amicizia e sicurezza sostenibile sotto l’unità collettiva e la cooperazione sono i messaggi principali dell’attuale esercitazione navale. “Il messaggio di questo esercitazione è pace, amicizia e sicurezza duratura attraverso cooperazione ed nità… e il suo effetto sarà dimostrare che l’Iran non può essere isolato”.

L’Iran non è isolabile
“L’Iran non è isolabile e questo è uno dei risultati più importanti delle attuali manovre”, notava Tahani, aggiungendo che le relazioni tra Iran, Russia e Cina raggiunsero un “livello significativo” che proseguiranno anche nei prossimi anni. Di recente, gli Stati Uniti assunsero una posizione quasi bellicosa coll’Iran intensificando le provocazioni militari in Medio Oriente, tra cui l’incursione di un drone-spia nordamericano il 20 giugno nello spazio aereo iraniano.

La Cina inviava un cacciatorpediniere lanciamissili nell’esercitazione
Secondo il New York Times, la Cina inviava un cacciatorpediniere lanciamissili per le esercitazioni di quattro giorni, definendo ciò “normale scambio militare” tra le tre Forze Armate. “Non è necessariamente legata alla situazione regionale”, dichiarava un portavoce del Ministero della Difesa cinese. La Cina ha stretti legami diplomatici, commerciali ed energetici coll’Iran, che ha legami d’amicizia con la Russia. L’esercitazione militare arriva mentre gli Stati Uniti ricorrono ad ogni stratagemma per fare pressione sull’Iran e isolarlo.

Le navi da guerra della Flotta del Baltica russa assistono all’esercitazione
Il Ministero della Difesa russo dichiarava di aver inviato tre navi dalla Flotta del Baltica, una fregata, una petroliera e un rimorchiatore di salvataggio, partecipando alle esercitazioni, secondo Stella Rossa, giornale ufficiale delle Forze Armate russe. Il ministero veniva citato dire che era la prima volta che tali esercitazioni si svolgevano in questo formato. Il Times of Israel riferiva che le esercitazione furono le prime trilaterali in cui Teheran rafforza la cooperazione militare con Pechino e Mosca tra le sanzioni economiche inedite di Washington.

L’esercitazione è la risposta alle manovre statunitensi nella regione
Anche il sito web Navy Times reagiva riferendo che l’esercitazione era visto come risposta alle manovre statunitensi coll’alleato regionale Arabia Saudita.

L’esercitazione trasmette un gesto di buona volontà
Global Time citava Wu Qian, portavoce del Ministero della Difesa cinese, affermare che l’esercitazione mira ad approfondire la cooperazione tra le Marine dei tre Paesi trasmettendo un gesto di buona volontà. Inoltre, affermava che l’esercitazione congiunto dimostrerà la capacità della Cina di mantenere la pace nel mondo e la sicurezza marittima.

Esperto militare cinese: l’esercitazione invia un messaggio a Washington
Nel frattempo, Global Times citava Song Zhongping, esperto e commentatore militare cinese, affermare che il Mare dell’Oman è un luogo sensibile e vitale del trasporto globale di energia, e la sua situazione “potrebbe influenzare in gran parte l’economia e la sicurezza della Cina”. Song ritiene che l’esercitazione congiunta ridurrà la tensione regionale mentre due Paesi influenti si uniscono per salvaguardare pace e stabilità del Golfo Persico. “Un simile gesto spinge gli Stati Uniti a non lanciare azioni militari unilateralmente o ad esercitare maggiori pressioni sull’Iran”, affermava. “La mossa invia un chiaro segnale agli Stati Uniti: la questione dell’Iran va affrontata coi negoziati basati sull’accordo precedente piuttosto che su azioni militari. Gli Stati Uniti dovrebbero smettere di alimentare le fiamme”, aveva detto Song. Il rafforzamento della cooperazione militare attraverso tali esercitazioni rafforzeranno economia, energia e sicurezza nazionale della Cina, oltre a salvaguardare le vie di trasporto ed energetici regionali, affermava Song al Global Times, rilevando l’importanza per la Cina di rafforzare la strategia della scorta all’estero. Tale esercitazione migliora anche le capacità dell’Esercito di liberazione cinese (PLA) nelle missioni antiterrorismo, anti-pirata e umanitarie, affermava Song.

L’esercitazione navale unica e senza precedenti
Inoltre, l’Associated Press riferiva che l’esercitazione trilaterale è la prima del genere in un momento in cui l’Iran affronta le sanzioni inaudite degli Stati Uniti. Le esercitazioni congiunte sono probabilmente percepite come provocatorie da Washington. Le tensioni aumentavano notevolmente tra Teheran e Washington dall’anno scorso, quando il presidente Donald Trump ritirò unilateralmente gli Stati Uniti dall’accordo nucleare multilaterale del 2015, ufficialmente noto come JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action), e lanciava le sanzioni “più dure di sempre” contro la Repubblica islamica. Secondo Sputnik, gli Stati Uniti monitoravano le esercitazioni navali congiunte, secondo il portavoce del Pentagono Sean Robertson. “Sappiamo dell’esercitazione multilaterale tra Iran, Cina e Russia nel Mar Arabico”, affermava Robertson. “Le monitoriamo e continueremo a lavorare coi nostri partner e alleati per garantire la libertà di navigazione e il libero flusso del commercio nelle vie navigabili internazionali”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio