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Nord Stream 2: Washington “libera” l’Europa dalla libertà di decidere da sé

Tony Cartalucci, LDR, 23 dicembre 2019

Nord Stream 2 è un gasdotto che si estende dalla Russia alla Germania che, una volta completato, fornirà un mezzo sicuro per esportare gas naturale russo nell’Europa occidentale, aggirando un’Ucraina instabile mentre unisce Russia ed Europa ulteriormente attraverso un’attività economica reciprocamente vantaggiosa. Naturalmente, per gli interessi speciali di oltre Atlantico di Washington e Wall Street, Russia ed Europa che costruiscono legami più stretti con un’attività economica costruttiva mina la vecchia strategia per costringere l’Europa con la costante minaccia di un presunto Cremlino ostile che Washington pretenda mini un’Europa libera ed unita. Ironia della sorte, al fine di preservare la “libertà” dell’Europa, gli Stati Uniti facevano ricorso a punizioni in Europa, e in Germania in particolare, per aver scelto liberamente di fare affari con la Russia. Non solo illustra pienamente l’ipocrisia suprema alla radice dell’attuale politica estera di Washington, ma minaccia anche di minare i legittimi interessi commerciali statunitensi che cercano, proprio come la Russia, di costruire legami economici costruttivi con aziende e nazioni nel mondo.

Le sanzioni approvate
La BBC nell’articolo, “Nord Stream 2: Trump approva le sanzioni per il gasdotto della Russia”, riferirva: “Il presidente Donald Trump ha firmato una legge che imporrà sanzioni a qualsiasi azienda che aiuti la società del gas statale russa Gazprom a finire il gasdotto per l’Unione europea.
Le sanzioni riguardano le imprese che costruiscono Nord Stream 2, un gasdotto sottomarino che consentirà alla Russia di aumentare le esportazioni di gas verso la Germania. Gli Stati Uniti considerano il progetto un rischio per la sicurezza dell’Europa. Russia ed UE condannavano fermamente le sanzioni statunitensi”. Può o meno confondere gli osservatori obiettivi vedere gli Stati Uniti che attuano unilateralmente sanzioni contro società straniere perché Washington afferma minacciare la sicurezza delle nazioni in cui risiedono. È chiaramente compito della sola Germania determinare cosa sia o meno un rischio per la sicurezza. Gli Stati Uniti decidono non solo unilateralmente che il progetto Nord Stream 2 è un rischio per la sicurezza, ma in contraddizione con le stesse valutazioni di Berlino su tali presunti rischi, espone la politica estera nordamericana radicata nei soli interessi personali palesi dietro nozioni di pace globale, stabilità e progresso. Se la Russia fosse la “minaccia” che Washington afferma sua, chiaramente la Germania non avrebbe investito l’enorme quantità di tempo, energia e risorse necessarie semplicemente per approvare il progetto Nord Stream 2, per non parlare di tempo, energia e risorse necessarie per costruirlo e gestirlo.

Motivi dichiarati. Motivi “nascosti” ammessi. Motivi maggiori e non espressi
L’articolo della BBC dà uno sguardo a ciò che veramente motiva la posizione di Washington sul Nord Stream 2. Nell’articolo osservava che: “L’amministrazione Trump teme che il gasdotto rafforzerà la presa della Russia sull’approvvigionamento energetico dell’Europa e ridurrà la propria quota nel redditizio mercato europeo del gas naturale liquefatto nordamericano”. E in effetti, gli interessi energetici statunitensi potrebbero perdere contro il gas naturale russo, ma solo perché gli interessi energetici statunitensi non possono competere con la capacità della Russia di fornire energia più economica con mezzi molto più pratici. C’è anche un’altra motivazione alla base dell’attuale politica estera di Washington, non menzionata dalla BBC, ma che eclissa gli interessi della grande energia nordamericana, non importa quanto siano grandi. Il presunto spettro di una Russia malvagia che fa preda dell’Europa giustifica, e fu per decenni il fondamento dell’alleanza NATO guidata dagli Stati Uniti, la presenza militare degli Stati Uniti in Europa e miliardi di dollari in vendite di armi e contratti e l’influenza politica che la costituiscono. Europa e Russia costruiscono un oleodotto significativo e cooperano su qualcosa di fondamentale per la sicurezza e la sopravvivenza economica dell’Europa, poiché la domanda di energia ovviamente mina completamente la pretesa della NATO di esistere, e quindi minaccia l’immenso racket costituito dall’esistenza della NATO. Ciò non solo minaccia la presa di Washington sull’Europa, ma tutte le altre guerre. La NATO viene utilizzata come veicolo per proiettare la nazione nordamericana e i suoi alleati occidentali in tutto il mondo. L’intervento occidentale in Serbia negli anni ’90, la guerra afgana che dura dal 2001, e infine l’intervento occidentale in Libia dal 2011 sono esempi della belligeranza nordamericana resa possibile dalla NATO, e che sarebbe esponenzialmente più difficile proseguire se la NATO fosse indebolita o resa superflua e sciolta.

Non serve agli interessi europei, e nemmeno statunitensi
Bisogna stare attenti quando si dice “gli Stati Uniti impongono sanzioni alla Germania”. Gli Stati Uniti non lo fanno. Una manciata di interessi speciali a Washington, diretta da una manciata di interessi ancora più piccola a Wall Street, impone sanzioni all’Europa per il progetto Nord Stream 2. Lo fa chiaramente a discapito della Russia. Ma ovviamente anche a scapito della Germania e delle società europee coinvolte nel completamento, gestione e ricezione dei vantaggi della pipeline. Impone anche sanzioni all’Europa a scapito del popolo, imprese e stessa nazione nordamericani, per restare così a livello internazionale di oggi, a scapito di quello internazionale futuro. Mentre le industrie di armi ed energia statunitensi trarranno sicuramente vantaggio da uno status quo in Europa che include la perpetuazione del cuneo artificiale tra Europa e Russia, non ne beneficia nessun altro. E mentre tali industrie impiegano certamente molti nordamericani, sono insostenibili e incapaci di competere alla pari, e ora nemmeno effettivamente capaci d’imbrogliare. Il futuro è desolante per chi lavora o dipende da tali aziende per come attualmente sono. La politica di Washington di agire per conto dei grandi produttori di energia ed armi viene attuata a spese di tutti gli altri. Per un mondo desideroso di fare affari cogli Stati Uniti. una nazione ancora popolata da persone di talento in grado di contribuire all’economia globale, sanzioni contro la Germania ed altre nazioni coinvolte nel Nord Stream 2 avranno un riflesso costringendo potenziali partner commerciali degli Stati Uniti a rivalutare le future joint-venture. Pertanto, nonostante la natura egoistica a breve termine delle sanzioni statunitensi sul Nord Stream 2, potranno solo accelerare il declino generale degli USA. Una Washington fissata su tali metodi di “competizione” con la Russia e mantenere l’influenza sull’Europa non può concentrarsi o investire in strategie veramente necessarie per migliorare la competitività nordamericana, competitività quale unico mezzo per creare e mantenere influenza globale. Per il popolo e gli imprenditori nordamericani, separarsi dalle attuali politiche di Washington e trovare modo di aggirarle mentre il resto del mondo aggira le sanzioni statunitensi, potrebbe aiuterà a costruire ponti, o almeno a prepararne il terreno, così quando l’attuale circolo di interessi speciali che travia gli Stati Uniti verso l’ulteriore declino svanirà, qualcosa di meglio potrebbe sostituirle.
Nord Stream 2 è solo il segno della realtà futura. Gli Stati Uniti dovranno affrontare altro “Nord Stream 2” non solo come cooperazione russo-europea, ma anche in Asia, incentrata sulla Cina e la sua ascesa internazionale. Gli sforzi di Washington su una strategia perdente non farà che accelerare il declino degli USA, non a risolverlo. Fin quando Washington non lo capirà, o il popolo nordamericano non troverà un modo per aggirare l’agenda di Washington, tali problemi si moltiplicheranno a detrimento di tutti.

Tony Cartalucci, ricercatore e autore geopolitico di Bangkok.

Traduzione di Alessandro Lattanzio