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La Cina sostituisce gli Stati Uniti come prima potenza navale

RussiaToday 21 dicembre 2019

La Cina potrò presto cambiare l’equilibrio navale mondiale e scacciare gli Stati Uniti come moderno padrone dei mari. Il processo sembra in corso e non c’è molto che Washington possa fare per fermarlo. Visibilmente scossa da ciò che vide in una foto che mostrava solo uno dei cantieri militari di Shanghai, la rivista Forbes recentemente raccontava ai lettori una storia allarmante su “velocità impressionante” e “vasta scala” della modernizzazione navale cinese. Il cantiere in questione sembra davvero uno spettacolo impressionante. Vi si possono vedere nove cacciatorpediniere di nuova costruzione allineati lungo la banchina e attraccati in un bacino interno del cantiere navale. Al contrario, la Royal Navy ha in tutto solo sei navi simili, osservava Forbes. Come se non bastasse, lo stesso cantiere costruisce anche la nuova portaerei cinese, la terza della serie. La seconda, la Shandong, entrava in servizio presso la Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN) all’inizio della settimana. Progettata per trasportare 36 aviogetti da combattimento J-15, è la prima portaerei interamente prodotto in Cina. Si prevede che quella in costruzione presso il cantiere di Shanghai sarà ancora più grande e potente. In particolare, avrà una catapulta elettromagnetica, proprio come l’ultima portaerei della Marina nordamericana, l’USS Gerald R. Ford . Ancora più importante, questo cantiere navale è solo un’anteprima delle reali capacità della Cina in quanto vi sono “molti cantieri in Cina altrettanto impressionanti”, avvertiva Forbes.

“Buona ragione” per preoccuparsi
Ciò che potrebbe essere una sorpresa per Forbes occupava le menti di tutti gli analisti dai tempo. I media e i think tank statunitensi sono tutti uniti nella preoccupazione per la crescente potenza militare di Pechino. A giugno, il Center for a New American Security (CNAS), un think tank di Washington, sostenne che le capacità industriali e tecnologiche della Cina potrebbero “battere gli statunitensi nel loro gioco” e ottenere un vantaggio nella nuova corsa agli armamenti. “I sovietici non sono mai stati in grado di eguagliare, tanto meno superare, la superiorità tecnologica nordamericana. Lo stesso potrebbe non essere vero per la Cina”, avvertiva il CNAS, aggiungendo che Pechino “si sforza di raggiungere la parità tecnologica, e infine il dominio tecnologico”. Allo stesso modo, molti media da The Diplomat a National Interest non si risparmiavano nel dire ai propri lettori che la modernizzazione militare della Cina rappresenta una “sfida” per gli Stati Uniti e dà a Washington “buone ragioni” di cui preoccuparsi. Harvard Policy Review fece un ulteriore passo avanti chiedendosi se la strategia di Pechino potesse metterla su un “percorso verso l’egemonia”, ammettendo infine che dipende principalmente da “quanto la Cina è disposta ad andare”. Nel frattempo, la RAND Corporation, importante think tank militare statunitense, mostrava nella sua ricerca che il rapido programma di sviluppo militare della Cina le ha già permesso di colmare drasticamente il divario di potenza e tecnologia e persino di mettere gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio in alcuni scenari. I think tank e i media apparentemente credono che sia giunto il momento che Washington inizi a preoccuparsi di perdere la superiorità militare contro il drago cinese, che sembra stia semplicemente allargando le ali. Ma nel caso della potenza navale, potrebbe essere già troppo tardi.

“Programma senza precedenti che gli americani non possono nemmeno sognarsi”
Pechino ha reso le sue forze navali la pietra angolare della modernizzazione militare, dicono gli analisti di RT. La Cina persegue attivamente il ruolo di potenza militare globale in grado di proiettare la propria forza in qualsiasi angolo della terra e gli Stati Uniti potrebbero non avere la capacità industriale di competere. “È più facile per la Cina aumentare il numero della flotte in quanto è il più grande costruttore navale del mondo. Ha immense capacità nei cantieri navali, cui gli Stati Uniti mancano, poiché la costruzione navale commerciale è in disordine negli ultimi decenni”, afferma Vasilih Kashin, ricercatore sull’estremo oriente dell’Accademia delle scienze russa. Lo scienziato politico ed esperto militare Aleksandr Khramchikhin, vicedirettore dell’Istituto di analisi politica e militare, descrive il programma di sviluppo della Marina cinese come “totalmente inedita”. Non si possono nemmeno contare tutte le navi che vi vengono costruite. Il moderno programma cinese non ha rivali al mondo e i nordamericani non possono nemmeno sognarsi un tale ritmo. Khramchikhin ritiene che Pechino potrà competere con Washington per dimensioni della flotta in circa un decennio. Notava in particolare che la Cina ha saputo costruire fregate, corvette e persino cacciatorpediniere a dozzine negli ultimi decenni. “Dieci anni fa, gli Stati Uniti avevano 15 portaerei e la Cina no. In dieci anni, potrebbero diventare persino… Hanno più cantieri navali del resto del mondo insieme”.

Colmare il divario tecnologico
Un vantaggio che gli Stati Uniti sembrerebbero sicuramente mantenere è la superiorità tecnologica. Potrebbero tentare di frenare la potenza navale emergente della Cina limitando l’accesso di Pechino alle moderne tecnologie. È improbabile che tale strategia funzioni, secondo gli analisti, poiché la Cina ha già tecnologie all’avanguardia che potrebbe facilmente sviluppare ulteriormente. Inoltre, può anche avvicinarsi al partner strategico Russia. “Compiono grandi progressi tecnologici”, affermava Kashin, notando che i cinesi furono la seconda nazione al mondo ad equipaggiare le navi con sistemi d’arma universali integrati in grado di competere con l’Aegis nordamericana, avanzato sistema di comando e controllo che utilizza potenti computer e radar per tracciare e guidare le armi delle navi. Khramchikhin ritiene che le tecnologie navali cinesi siano già assai paragonabili a quelle degli Stati Uniti. “Nel caso delle navi di superficie, i cinesi dispongono già delle tecnologie più avanzate”. È vero che alcune tecnologie militari sono difficili da padroneggiare e impiegano decenni per svilupparsi. È particolarmente rilevante nel caso dei sottomarini, un campo in cui la Cina ancora segue gli Stati Uniti. Qui, tuttavia, la stretta cooperazione tra Pechino e Mosca potrebbe ribaltare la situazione, ritengono gli analisti. Ultimamente, il Presidente Vladimir Putin aveva dichiarato a una conferenza stampa di fine anno a Mosca, che la Russia continuerà a collaborare con la Cina come “partner strategico” nel campo delle tecnologie della difesa, anche se smentiva qualsiasi piano per entrare in una formale alleanza militare con Pechino. “Alcuni progetti di sviluppo congiunti, componenti di apparecchiature sofisticate… possono provenire dalla Russia”, riteneva Kashin. Washington potrebbe rallentare un po’ Pechino a un certo punto, ma per come stanno le cose oggi, non sembrano avere alcun mezzo credibile per impedire alla Cina di diventare la prossima superpotenza navale mondiale entro un decennio o due.

Traduzione di Alessandro Lattanzio