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Il Raid del Generale Badanov

Bolshevik

Il 17 dicembre 1942 iniziò un raid nel villaggio di Tatsinskaja del 24.mo Corpo Corazzato del Generale Badanov.
L’incursione del 24.mo Corpo Corazzato del Generale Badanov nel villaggio di Tatsinskaja fu una delle pagine più gloriose della nostra storia militare. Durante il raid, il corpo eliminò 11292 soldati e ufficiali nemici, ne catturò 4769, distrusse 84 carri armati e 106 cannoni, 10 batterie e… 431 aerei nell’area di Tatsinskaja. Fu dopo l’incursione del raid di Tachin che iniziò a circolare tra le truppe la battuta che il modo migliore per combattere gli aerei nemici era coi carri armati.
Il Natale tedesco del 1942 si stava avvicinando. Le truppe di Manstein tentarono di sbloccare le forze di Paulus raggruppate a Stalingrado. L’operazione “Wintergevitter”, eseguita da Manstein, fu una sorpresa tattica per il nostro comando. Naturalmente, ci aspettavamo un colpo per liberarlo, ma non da sud, da ovest, dove la distanza tra le principali forze tedesche e l’accerchiamento era minore. La 302.ma Divisione Fucilieri dell’Armata Rossa, che subì l’attacco principale, fu rapidamente dispersa, da cui apparve un vuoto nel fronte della 51.ma Armata. Ciò permise alle unità tedesche rapidi progressi. Alla fine della giornata, la 6.ta Divisione Panzer raggiunse la riva sud del fiume Aksaj e la 23.ma Divisione Panzer l’area a nord di Nebykov. Il 13 dicembre, attraversando l’Aksaj, la 6.t Divisione Panzer raggiunse il villaggio di Verkhne-Kumskij. Le truppe dell’armata di Paulus, che erano circondate, venivano rifornite per via aerea e non si sarebbero arrese. I rifornimenti per la 6.ta Armata provenivano dall’aerodromo situato nel villaggio di Tatsinskaja. In quel momento difficile, il nostro comando maturò un piano per lanciare un’incursione di carri armati sul Tatsin per distruggere da un lato questo campo d’aviazione e, dall’altro, costringere Manstein a fermare l’offensiva e lanciare forze per combattere contro i carri armati sovietici che irrompevano nelle retrovie tedesche.
Badanov era un leader militare esperto. Dopo essersi diplomato all’Accademia Militare Chuguev nel 1916, era già tenente e comandava una compagnia durante la Rivoluzione. All’inizio della guerra, Badanov comandava lla 12.ma Brigata della 55.ma Divisione Corazzata, e il 2 settembre 1941 assunse il comando della 12.ma Brigata Corazzata formata a Kharkov, e nel marzo 1942, cedendo la Brigata ad Avraham Solomonovich Kirnos, guidò il 24.mo Corpo Cotazzato. Il 24.mo Corpo fu formati nella primavera 1942 e riformato ad autunno dopo aver perso i due terzi delle unità presso Kharkov. Fino al novembre 1942, il corpo era del quartier generale della riserva. Il corpo comprendeva la 4.ta Brigata carri armati della Guardia, la 54.ma Brigata carri armati, la 130.ma Brigata carri armati, la 24.ma Brigata Fucilieri motorizzati, il 658.mo Reggimento di Artiglieria antiaerea e il 413.mo Reggimento autonomo mortai della Guardia.
Avanzando sul campo di battaglia dalla testa di ponte di Osetrovskij, nella striscia del 4.to Corpo Fucilieri della Guardia, nella sezione occupata dagli italiani, il Corpo di Badanov non incontrò una significativa opposizione. Le unità schierate in profondità nel fronte dagli italiani, nel bacino del Chira, fuggirono sotto la pressione degli attacchi sovietici, lasciando cannoni e automezzi. Molti ufficiali si strapparono i gradi e cercarono di nascondersi. Alla fine del primo giorno dell’operazione, Badanov raggiungere l’area di Tverdokhlebovo, e Lofitskoe alla fine del secondo giorno avanzando su Degtevo, ed alla fine del terzo giorno si avvicinò a Iljinka e alla fine del quarto prese Apanaskino, nell’area di Tatsinskaja.

La direttrice del 24.mo Corpo corazzato nei primi tre giorni del raid.

Più di 15000 italiani furono catturati. I resti delle divisioni italiane si ritirarono, lasciando autoveicoli e magazzini di cibo. Molti quartier generali iniziarono a ritirarsi dal campo, perdendo il contatto con le truppe. Le unità attaccate dai carri armati sovietici tentarono di fuggire. L’8.va Armata italiana, che aveva circa 250000 soldati e ufficiali nell’autunno 1942, perse metà degli effettivi tra morti, feriti e prigionieri. Il 21 dicembre, alle 20.00, il 24.mo Corpo Corazzato raggiunse il villaggio di Bolshinka. Il Generale Badanov ordinò ai comandanti della 54.ma Brigata carri armati, Colonnello V.M. Poljakov, e della 130.ma Brigata carri armati, Tenente-colonnello S, K. Nesterov, di trasferire le formazioni sui ponti sopravvissuti per attraversare il fiume Bolshaja, aggirando Bolshinka da nord e nord-ovest, per Iskod, il 21 dicembre per prenderne possesso. La 4.ta Brigata carri armati del Colonnello G.I. Kopylov, fu incaricata di liberare Iljinka entro la mattina del 22 dicembre. Dopo aver attraversato il fiume, parti della 130.ma Brigata carri armati distrussero la guardia nemica, irruppero nella periferia nord-orientale di Bolshinka e iniziarono la battaglia coi nazisti.

Non avendo dati sulle forze avanzanti, il nemico avanzò le sue riserve contro la 130.ma Brigata carri armati. In quel momento, la 54.ma Brigata carri armati colpì da nord-ovest. Il 21 dicembre, alle 23, il villaggio fu conquistato. La notte del 23 dicembre, Manstein trasferì l’11.ma Divisione Panzer contro il Corpo di Badanov. Insieme alla 6.ta Divisione Panzer, avvicinandosi a marce forzate, avrebbe dovuto fermare l’incursione impudente e pericolosa del Generale Badanov. Nel frattempo, applicando abilmente puntate e coperture, il Corpo del Generale Badanov avanzò di 240km combattendo per cinque giorni. La mattina del 24 dicembre, inaspettatamente per il nemico, le sue unità irruppero a Tatsinskaja e ne presero il controllo. Allo stesso tempo, furono sequestrati cibo, artiglieria, magazzini e depositi di carburante, e sull’aeroporto e nella stazione ferroviaria 428 velivoli. I pionieri locali Grisha Volkov e Fedja Ignatenko mostrarono la strada non custodita per l’aerodromo verso i depositi di benzina. Pochi giorni dopo, Fedya Ignatenko morì uccisa da un cecchino, e Grisha Volkov fu catturato dai nazisti e ucciso a colpi di arma da fuoco il 29 dicembre 1942. Dopo la guerra a Tatsinskaja gli furono eretti un monumento.
Il 24 dicembre, il distaccamento avanzato della 6.ta Divisione Panzer, col supporto dei cannoni d’assalto, conquistò l’area a nord di Tatsinskaya. Al 25 dicembre 1942 il Corpo di Badanov aveva 58 carri armati: 39 T-34 e 19 T-70. Ma poi due divisioni panzer tedesche arrivarono. Il Corpo di Badanov era intrappolato. Il Generale Vatutin inviò due corpi motorizzati e due divisioni fucilieri ad aiutare Badanov, ma il generale Raus con la sua 6.ta divisione Panzer li respinse. Parti di Badanov resistettero ferocemente. Molti combatterono fino all’ultimo proiettile. I silos e i granai che bruciavano a Tatsinskaja illuminarono un quadro terrificante: carri armati distrutti, canoni anticarro, convogli danneggiati, feriti, congelati. Con una dura battaglia nella gelida notte del 28 dicembre, il 24.mo Corpo Corazzato, con un colpo improvviso, attraversò il fronte del nemico e spezzò l’accerchiamento nell’area di Iljinka, attraversando il fiume Bystraja. L’Alto Comando Supremo e il Consiglio Supremo Sovietici notarono l’eroismo dei reggimenti di Badanov. La loro valorosa resistenza fino alla fine e, soprattutto, l’ineguagliabile raid dei carri armati nelle profondità delle retrovie tedesche furono un meraviglioso esempio per l’Armata Rossa. La cattura da parte corazzati sovietici dell’aerodromo di Tatsinskaja e la distruzione di un gran numero di velivoli da trasporto su di esso complicarono significativamente i rifornimenti alle truppe naziste circondate presso Stalingrado e ne accelerarono la resa. Il governo sovietico elogiò l’impresa dei carri armati. Per abilità militare, bravura e coraggio, il 24.mo Corpo Corazzato divenne 2.ndo Corpo Corazzato della Guardia il 26 dicembre 1942 e ricevette il nome onorario di Tatsinskij, e il suo comandante Vasilij Badanov divenne il Primo cavaliere dell’Ordine di Suvorov di II grado.

Traduzione di Alessandro Lattanzio