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La Libia sarà un fronte di lotta tra Grecia e Turchia

L’avventurismo nel Mediterraneo orientale di Erdogan vede la Turchia ulteriormente isolata
Paul Antonopoulos, InfoBrics, 13 dicembre 2019 – The Duran

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha appena aperto la scatola di Pandora in Libia che gli è ora difficile chiudere dopo aver fatto una serie di grossolani calcoli e aggressioni alla Grecia. Ciò scatenava una crisi nel Mediterraneo orientale. Con la Libia in stato di guerra da quando l’alleanza NATO-jihadisti uccise il governante di lunga data Muammar Gheddafi nel 2011, dal caos iniziale sono emerse due forze importanti, il governo di accordo nazionale sostenuto dalla Turchia in coalizione coi Fratelli Musulmani che controlla la capitale di Tripoli, e l’Esercito nazionale libico (LNA) guidato dal Generale Qalifa Haftar, che controlla l’80% del Paese e ha il sostegno del parlamento libico di Tobruq. Le alleanze iniziano a formarsi divenendo proiezioni in Libia. L’accordo Erdogan-Tripoli per rubare lo spazio marittimo greco sfruttandone i giacimenti di gas e petrolio diventa un ostacolo importante mentre le ostilità aumentano tra Grecia e Turchia. Non solo Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Israele denunciarono le mosse della Turchia nel Mediterraneo orientale, Egitto, Italia e Francia categoricamente appoggiano la Grecia promettendo di intervenire contro qualsiasi aggressione turca.
Nell’ampia crisi del Mediterraneo orientale, il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavu?oglu dichiarava che la Turchia è disposta ad usare le forze armate per derubare petrolio e gas dalla zona economica esclusiva (ZEE) di Cipro. I commenti arrivavano quando Cipro, Francia e Italia conducevano “l’esercitazione navale CYP/FRA/IT-2019 nella ZEE dell’isola”, dimostrando che Parigi e Roma vogliono ruolo ed influenza maggiori nel Mediterraneo orientale collaborando con altri Stati dell’UE: Cipro e Grecia. Gli Stati Uniti puntano anche a sfruttare la pressione della Turchia per rafforzare le relazioni con la Russia negli ultimi tempi, col Congresso che probabilmente toglierà l’embargo sulle armi del 1987 contro Cipro, già approvato dal Senato a metà anno.
Nel frattempo, il confine turco-greco s’irrigidiva. Anche se la Turchia viola quotidianamente lo spazio aereo greco provocando pari decolli di aviogetti greci per inseguire gli aerei da guerra turchi, il 10 dicembre fu particolarmente intenso poiché 38 aviogetti greci scacciarono oltre 20 aviogetti turchi, con una fonte militare greca che diceva “ci siamo divertiti. “Questo accade quando la Turchia annunciò d’essere disposta a usare la forza militare contro la Grecia per prendere petrolio e gas vicino le isole greche. Ciò provocava una raffica di risposte da governo e militari greci annunciando che non temono di rispondere a qualsiasi aggressione turca. Atene inoltre adotta misure diplomatiche e soft power per impedire alla Turchia di iniziare lo scontro militare con la Grecia. Atene utilizzava i meccanismi dell’UE per garantirsi il sostegno contro le ostilità turche, con Ursula Von Der Leynen, nuova presidentessa della Commissione europea, che dichiarava: “Siamo dalla vostra parte [Grecia], l’azione della Turchia nell’Egeo è inaccettabile, invieremo un chiaro messaggio alla Turchia”. La Grecia decise anche d’espellere l’ambasciatore del GNA (governo di accordo nazionale), aprendo la via affinché l’LNA ottenga il riconoscimento europeo in quanto apertamente appoggiato da Egitto, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti (Emirati Arabi Uniti). L’espulsione dell’ambasciatore del GNA vide alla televisione pubblica greca Faraz al-Mahtii, capo della Marina del LNA, dichiarare che affonderebbe personalmente le navi turche se arrivassero in Libia dopo che Erdogan aveva minacciato d’intervenire militarmente nel Paese nordafricano. Ed è esattamente qui che si svolgerà la battaglia greco-turca, attraverso gli agenti in Libia e non direttamente. Mahtui, un filo-greco addestrato presso la Scuola navale greca, era impegnato in una corsa politica dicendo in perfetto greco alla televisione che Fayaz al-Saraj, primo ministro della GNA, non è “libico, ma turco”, essendo i suoi antenati coloni ottomani in Libia, mentre espresso la speranza del sostegno greco.
Con Grecia, Egitto e Cipro nell’alleanza militare, Atene ora espande ulteriormente la cooperazione militare. Una mossa di particolare importanza strategica della leadership militare greca fu firmare un memorandum di cooperazione militare tra Grecia e Emirati Arabi Uniti, che se ricordiamo, è un alleato chiave di Haftar e si oppone alla Turchia. Ciò accade mentre circolano notizie secondo cui Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita preparano un’operazione aerea in coordinamento con Haftar per sconfiggere il GNA a Tripoli. Ciò si aveva mentre i rappresentanti del Parlamento libico giungevano ad Atene per discutere col governo greco. Se i rappresentanti libici riusciranno a convincere Atene ad riconoscerli, è probabile che si avrà un effetto domino in diversi Stati dell’UE che ritireranno il riconoscimento del GNA, isolando ulteriormente la Turchia che non ha alcun sostegno internazionale nella crisi iniziata nel Mediterraneo orientale. Perfino la Russia, che rafforzava le relazioni con la Turchia infastidendo la NATO, continua la sua coerente politica di adesione al diritto internazionale, coll’ambasciatore russo Andrej Maslov in Grecia che dichiarava che “le norme stabilite dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare dovrebbe essere fondamentale. Non ci sono alternative”. Questo ovviamente è problematico in quanto la Turchia è uno dei soli 15 membri delle Nazioni Unite, su 193, che non l’ha firmato. Sebbene la Turchia affermi di seguire il diritto internazionale, non specificava quale. Ciò creava la crisi nel Mediterraneo orientale che probabilmente si riverserà in Libia mentre le forze di Haftar avanzavano su Tripoli. Sebbene sia improbabile che Grecia e Turchia entreranno in guerra, è possibile che emerga un guerra per procura tra i due Paesi rivali nel campo di battaglia in Libia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio