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La guerra mediatica contro Corbyn dell’intelligence militare anglo-statunitense

Ben Norton e Max Blumenthal, The Gray Zone

A pochi giorni dalle elezioni storiche in Gran Bretagna, l’apparato di intelligence militare del Regno Unito si rivolge ai media aziendali e a media della NATO finanziati dal governo degli Stati Uniti per denigrare il leader laburista Jeremy Corbyn con accuse infondate su un Russiagate.

Il popolare leader socialista del Partito laburista britannico, Jeremy Corbyn potrebbe essere sul punto di diventare primo ministro del Regno Unito. E la sola possibilità terrifica i servizi d’intelligence inglesi e il governo degli Stati Uniti. Da quando Corbyn fu eletto a capo del Partito laburista nel 2015, con una vittoria schiacciante dopo aver proposto una solida piattaforma di sinistra e pacifista, i media corporativi attuarono una campagna implacabile per demonizzarlo e delegittimarlo. A pochi giorni dalle elezioni nazionali del Regno Unito il 12 dicembre, le agenzie d’intelligence inglesi e le organizzazioni sostenute dal governo degli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi a Corbyn, prendendo in prestito le tattiche isteriche del Russiagate nordamericana e facendo grandi sforzi per descriverlo, senza prove, come presunto fantoccio dell’infido Cremlino.
Tali attacchi sponsorizzati dal governo contro Corbyn, antimperialista coerente ed ex-presidente della coalizione Stop the War, sono tutt’altro che nuovi. A dicembre, The Grayzone riferiì dell’Integrity Initiative, una rete segreta finanziata dal governo inglese di spie, giornalisti e gruppi di riflessione che ripresero la guerra delle informazioni da guerra fredda per demonizzare Corbyn e denigrare la sinistra pacifista come inconsapevoli soldati di Vladimir Putin. Ma se i sondaggi mostrano sempre più entusiasmo per il Labour e il suo programma socialista alla vigilia del voto, e mentre le prospettive di un governo guidato da Corbyn sonno sempre più plausibili, gli spettri del governo occidentale rapidamente riciclavano valanghe di disinformazione dalla stampa, cercando disperatamente di minare gli sforzi elettorali del partito.
Decine di pezzi fuorvianti circolano sulla stampa che parlano degli specialisti del PSYOP e dei gruppi lobbisti del cambio di regime finanziato fino alla fine da Washington, NATO e industria delle armi come affidabili e imparziali. Il giornalista Matt Kennard documentava almeno 34 importanti pezzi che si basano su ufficiali di forze armate e servizi segreti inglesi per descrivere Corbyn come minaccia alla sicurezza nazionale. Una potente rete di disinformazione transatlantica sponsorizzata da entità legate alla NATO e dedita a diffondere paura su ingerenze russe punta sul leader laburista di sinistra.

I media dell’intelligence occidentali accusano la Russia per la denuncia di Corbyn sullo scandalo del SSN
Il 27 novembre, la campagna di Jeremy Corbyn rivelava un dossier di 451 pagine contenente i dettagli dei negoziati segreti tra il governo conservatore del Regno Unito e gli Stati Uniti per privatizzare il servizio sanitario nazionale inglese (NHS) nell’ambito dell’accordo Brexit. La rivelazione esplosiva sbugiardò la promessa del primo ministro Boris Johnson che il SSN non era negoziato. Meno di una settimana dopo, una storia peculiare arrivava ai media inglesi. Un titolo del 2 dicembre del pro-tory Telegraph chiariva che il dossier del SSN distribuito da Corbyn “indica la Russia”. Il Guardian liberale pubblicava un articolo analogo affermando che i documenti trapelati furono “messi online usando metodi russi”. La storia superava l’Atlantico grazie al tabloid neoconservatore Daily Beast. In ogni caso, i media si affidarono a un’unica fonte per collegare il dossier del SSN, e Corbyn, all’interferenza russa: una presunta società di consulenza sui dati chiamata Graphika e il suo direttore, il presunto “esperto di informazioni” Ben Nimmo. Assicurando al pubblico che la fuga edi documenti “ricorda da vicino… una nota operazione russa”, Nimmo simultaneamente ammise che “non disponiamo di tutti i dati che consentano di decidere in modo definitivo questo caso”. Alcun media si prese la briga di informare i lettori su chi sia Nimmo o di dare dettagli sulle potenti forze statali dietro la Graphika. In realtà, Nimmo non è un esperto o un giornalista, ma un ex.addetto stampa della NATO che in consultò la macchina della propaganda Integrity Initiative, finanziata dal Foreign Office del Regno Unito e dedita a creare conflitti con la Russia. Nimmo esibì incompetenza giornalistica quando lanciò una confusa caccia alle streghe nel 2018 contro gli utenti di twitter le cui pubblicazioni si discostavano dalla linea della NATO, marchiando diverse persone come bot russi. Tra le sue vittime c’erano Mariam Susli, nota personalità dei social media siriano-australiana, la famosa pianista ucraina Valentina Lisitsa e il pensionato inglese Ian Shilling. Ad aprile, Nimmo fu assunto come direttore delle indagini di Graphika. Descrivendosi umilmente come “il migliore al mondo nell’analisi di come i social network online si formano, evolvono e vengono manipolati”; i partner di Graphika includono Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), Minerva Initiative del Pentagono, Senate Select Intelligence Committee e la campagna siriana, ramo i pubbliche relazioni finanziato per miliardi dei caschi bianchi siriani. Nimmo lavora anche come ricercatore presso il Digital Forensic Research Lab (DFRLab) del Consiglio Atlantico, il think tank non ufficiale della NATO di Washington.
Come aveva riferito The Grayzone, il Consiglio Atlantico è una discarica del denaro corrotto degli oligarchi ucraini e mediorientali, nonché delle monarchie del Golfo, dell’industria delle armi, del Foreign Office inglese e del dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Il DFRLab fu arruolato da Facebook per “identificare, esporre e spiegare la disinformazione durante le elezioni nel mondo”, e successivamente ricevete 1 milione di dollari dall’impero dei social media di Mark Zuckerberg per svolgere tale lavoro. Ad ottobre, con la guida di Nimmo e del DFRLab dell’Atlantic Council, facebook e twitter cancellarono gli account di centinaia di utenti, inclusi molti media alternativi gestiti da cittadini nordamericani. Tra quelli presi di mira dall’eliminazione coordinata c’erano popolari siti alternativi che scrutavano la brutalità di polizia e militarismo, insieme a pagine di giornalisti professionisti. Ora, nel Regno Unito, il Consiglio Atlantico s’infila in una campagna elettorale nazionale, sfruttando un’atmosfera di isteria russofoca che i suoi “esperti di informazioni” autonominati contribuivano ad alimentare. Il 6 dicembre, Reddit annunciava che la sua piattaforma fu utilizzata da “sospetti” attori russi per pubblicare lo scandaloso dossier del SSN al fulcro della campagna di Corbyn contro Johnson. Come al solito, la fonte principale dell’affermazione di Reddit era l’Atlantic Council, a cui fu attribuito il merito di “fornirci […] un importante contributo”. La direttrice della politica di Reddit, Jessica Ashooh, è l’ex-vicedirettore della task force strategica per il Medio Oriente del Consiglio Atlantico ed ex funzionaria del governo degli Emirati Arabi Uniti. Fu assunta dal colosso dei social media nel 2017, nello stesso periodo in cui il co-presidente del Senato Select Intelligence Committee del Senato Mark Warner chiedeva maggiore controllo del governo su Reddit per il fatto che si trattava di un potenziale veicolo dell’influenza russa.
In una rubrica del 2016 per Foerign Policy, Ashooh paragonò Donald Trump all’autoproclamato califfo dello SIIL Abu Baqr al-Baghdadi e sembrò lamentarsi del fatto che “gli attacchi dei droni sulla Trump Tower probabilmente non arriveranno presto”. Si lamentava del fatto che Trump “dava voce a racconti preoccupanti di emarginazione e disincanto sullo status quo” e rimproverava la “classe d’élite” per averlo sottovalutato. Tali rimostranze dell’élite animano la campagna per distruggere Corbyn, un populista di sinistra le cui opinioni politiche sono alternative a quelle di Trump. E le stesse tattiche ciniche affinate nel paranoico gioco di passione del Russiagate furono riusate contro il leader laburista. Nel più recente assalto a Corbyn sostenuto dall’intelligence, i media aziendali persino si affidavano a nazisti e blog neofascisti come fonti.

Usare i post da blog nazisti per denigrare Corbyn come simpatizzante dei terroristi
Una delle sbavature più scioccamente disoneste su Jeremy Corbyn fu pubblicata sul tabloid britannico The Sun il 7 dicembre. L’articolo, intitolato iperbolicamente “‘LAVORO INCANTATO’ ‘Ex-ufficiali dell’intelligence inglese affermano che Jeremy Corbyn è al centro di una rete estremista di estrema sinistra”, affermava che la “ragnatela del leader laburista di contatti si estende da intellettuali marxisti a gruppi militanti e illegali di organizzazioni terroristiche”. Il pezzo riprende acriticamente le opinioni di un gruppo di lobbisti di destra chiamato Hijacked Labour, fondato da ex-ufficiali dell’intelligence militare coll’obiettivo esplicito di estromettere Corbyn e di eliminare la fazione antimperialista del Partito Laburista. Al posto di una qualsiasi prova, il rapporto si basava su una grafica creata da tali ex-spie conservatrici e scontente che tentano di collegare Corbyn al terrorismo attraverso vari passaggi e citando i neonazisti. La rete cospiratoria non mostra alcun legame tangibile tra tali dati e contesta Corbyn con vacue parole d’ordine di estrema destra come “marxismo globale” e “neo-marxismo postmoderno”. Quest’ultimo termine è un inesistente e paradossale intruglio del noto ultra-conservatore Jordan Peterson, basandosi sul mito fascista ed antisemita del “marxismo culturale”, ripreso dalla propaganda della Germania nazista sul “bolscevismo culturale”. In effetti, il sito di Hijacked Labour si riferisce direttamente al sapientone di destra, raccomandando una lezione di Jordan Peterson intitolata “Postmodernismo e marxismo culturale”. Il libello di Peterson fu pubblicato da The Epoch Times, un attrezzo mediatico di destra gestito dal culto fascista cinese Falun Gong, che sostiene che scienza e mescolanza di razze sono demoniaci e che Donald Trump sia un inviato di Dio per distruggere il Partito Comunista Cinese. Il gruppo anti-Corbyn di spettri inglesi ha anche implorato i lettori di guardare un video di Thomas DiLorenzo, economista neoliberista di destra del libertario Mises Institute, che secondo Hijacked Labour “lavora contro gli effetti decostruttivi e distruttivi del marxismo culturale”.
Data la dipendenza della rete cospiratrice dalla terminologia di estrema destra, potrebbe non essere una sorpresa il fatto che citi anche i nazisti letterali come fonte. I critici su twitter rapidamente notavano che il sito di Hijacked Labour utilizzato dai media inglesi per attaccare Corbyn citava un sito neonazista chiamato Aryan Unity. Insieme a tale pagina suprematista bianca, gli ex-ufficiali dell’intelligence militare inglese citatvan una critica agli antifascisti pubblicata dal sito di estrema destra The Millennium Report.Tale blog pubblicò palesemente post antisemiti con titoli del tipo: “Perché gli ebrei sono così insultati nel mondo? Hanno emesso questo giudizio su loro stessi?”, “Nuovo ordine mondiale promesso agli ebrei”, e “Questo è il modo in cui gli “ebrei di corte” furono strategicamente collocati nelle famiglie dei potenti nel corso di millenni”. Dopo aver affrontato la reazione dai social media, l’articolo di The Sun fu rimosso dal sito. E il nuovo URL per il post include il termine “rimozione legale”, suggerendo che la pubblicazione potrebbe essere stata minacciata di azioni legali per la pubblicazione di una storia assurda. Ma questo era ben lungi dall’essere l’unico attacco mediatico aziendale contro Corbyn basandosi sull’intelligence militare come fonte.
Il giornalista Mark Curtis ampliò il rapporto del collega Matt Kennard dimostrando che circa 40 pezzi mediatici furono pubblicati nei principali media aziendali per denigrare Jeremy Corbyn con le affermazioni infondate delle spie inglesi. L’apparato dell’intelligence militare del Regno Unito ha dimostrato una straordinaria capacità di influenzare i media mainstream, suscitando pseudo-scandali ogni settimana. Nel disperato tentativo di impedire l’elezione di una Primo ministro autenticamente di sinistra, non nasconde il proprio ruolo nell’assalto a Corbyn. Ma c’è un’arma di cui Corbyn si vanta che tale elemento spurio ed oscuri può solo sperare di avere: i cuori e le menti del popolo inglese. E questo 12 dicembre, il popolo decide.

Traduzione di Alessandro Lattanzio