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L’economia della Corea democratica si sviluppa nonostante le sanzioni

Thomas Maresca, UPI

L’economia nordcoreana mostra segni di rapido sviluppo nonostante sia soggetta a severe sanzioni internazionali, secondo un rapporto dal Sejong Institute, think tank di Seoul. “Assistiamo a una nuova Corea democratica, che non avremmo mai potuto immaginare prima”, afferma il rapporto, definendo i cambiamenti economici “sorprendenti”. “In effetti, i cambiamenti sono così drammatici che possono sfidare la percezione esistente che di base imposta la politica sulla Corea democratica”, afferma il rapporto “Demistificare l’economia nordcoreana”. Uno degli obiettivi politici chiave delle sanzioni internazionali, imposte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel dicembre 2017, era portare la Corea democratica ai negoziati per smantellare il suo programma nucleare. Tuttavia, il solo ricorso alle sanzioni non basterà ad indurre la Corea democratica a denuclearizzare, secondo Cheong Seong-chang, direttore del Center for North Korea Studies del Sejong Institute, in un briefing coi giornalisti. “Ovviamente la Corea democratica subisce le sanzioni ma non tali da arrendersi agli Stati Uniti”, aveva detto Cheong. “Per superare la sfida delle sanzioni, la Corea democratica collabora con la Cina, in particolare sul turismo”. Nell’aprile 2018, il leader nordcoreano Kim Jong Un annunciò una nuova “strategia del partito” per abbandonare lo sviluppo militare ed economico a doppio binario e concentrarsi a diventare economicamente autosufficienti. Il rapporto, basato sui dati delle visite al sito, immagini satellitari e ricerche sulle aree di confine cinesi con la Corea democratica, descriveva dettagliatamente diversi cambiamenti guidati dal mercato nel Paese, emersi negli ultimi anni.
La Corea democratica ha promosso la produzione nazionale di merci, osservava il rapporto, citando un forte aumento della varietà di articoli esposti in fiere e in vendita nei supermercati e grandi magazzini. Il numero di mercati, consentiti per la prima volta nel 2003, è passato da circa 200 a livello nazionale nel 2010 a 500 nel 2019. Oltre il 98 percento dei nordcoreani ora possiede una televisione e quasi un quarto il cellulare, affermava il rapporto. Il Paese ha anche avuto un boom edilizio, poiché recentemente furono annunciati numerosi nuovi aree residenziali e turistici sui media nordcoreani. Kim inaugurò Samjiyon, nuovo comune ai piedi del Monte Paektu, che l’agenzia di stampa centrale coreana definiva “l’epitome della civiltà moderna”. La città dispone di nuovi appartamenti, piste da sci e stadio sportivo e può ospitare 4000 famiglie. Allo stesso tempo, le esportazioni della Corea democratica furono grandemente ridotte e il Paese dovette affrontare gravi carenze alimentari a causa di un raccolto particolarmente scarso all’inizio dell’anno. Tuttavia, secondo la relazione, la Corea democratica “ha già assicurato una redditività minima in risposta alle sanzioni” riuscendo ad evitare le condizioni per la carestia che afflisse il Paese negli anni ’90.
Il rapporto osservava che i prezzi del riso e del mais rimanevano stabili nonostante le sanzioni e che il tasso di cambio non oscilla di molto dal 2013. Cheong affermava che l’attività commerciale del mercato nero con la Cina lungo l’area di confine era aumentata in modo sostanziale e che i legami economici sembravano stringersi ulteriormente attraverso sviluppi come un ponte che attraversa il fiume Yalu, in via di completamento. La costruzione di aree turistiche, come il Monte Kumgang, dove Kim il mese scorso ordinò la demolizione delle strutture sudcoreane e l’area costiera di Wonsan, sarà un obiettivo chiave per garantirsi valuta estera, affermava il rapporto. L’industria del turismo della Corea democratica non è soggetta a sanzioni e i visitatori internazionali, in particolare dalla Cina, potrebbero dare una spinta significativa all’economia.
A luglio, la Banca di Corea pubblicò un rapporto in cui si afferma che l’economia della Corea demistificar si era contratta di oltre il 4%, ma Cheong affermò che tali cifre ufficiali non tengono conto dell’attività del mercato nero o delle enormi quantità di cibo e forniture date dalla Cina come aiuto umanitario. “L’economia della Corea democratica non è solo stabilizzata, ma potrebbe anche migliorare in futuro”, affermava Cheong.
Mentre Corea democratica e Cina si avvicinano, rimangono le domande chiave su cosa aspettarsi dal rapporto tra Pyongyang e Washington. I negoziati sul nucleare sono bloccati da quando il vertice di febbraio tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Kim fu interrotto bruscamente senza un accordo. La Corea democratica impose un termine per la fine dell’anno affinché gli Stati Uniti presentino una nuova proposta ai negoziati. Il Viceministro degli Esteri Ri Thae-song dichiarò in una nota che “spetta solo agli Stati Uniti quale regalo di Natale scegliersii”. Trump, nel frattempo, riprese il soprannome di “Rocket Man” per Kim e minacciò l’uso della forza contro la Corea democratica nelle osservazioni in occasione del vertice NATO in Gran Bretagna. “Gli piace sicuramente mandare razzi, vero? Ecco perché lo chiamo ‘Rocket Man'”, aveva detto Trump. “Abbiamo i militari più potenti mai avuti, e siamo di gran lunga il paese più potente del mondo. E si spera di non doverli usare, ma se accadesse, li useremo”. Cheong affermava che i recenti segnali della Corea democratica mostrano che è pronta ad assumere una posizione più provocatoria nel prossimo anno.
Kim fece un giro a cavallo nei siti della guerra rivoluzionaria sul Monte Paektu, accompagnato da alti ufficiali, parlando della necessità “di prepararsi alla durezza e al carattere prolungato della nostra rivoluzione”, riferiva KCNA. Se le sanzioni non bastano a riportare la Corea democratica ai negoziati, affermava Cheong, la Cina assumerà un ruolo attivo ne i futuri colloqui sulla denuclearizzazione. “È ideale per espandere la bilaterale USA-Corea democratica in un dialogo a quattro tra Coree, Stati Uniti e Cina”, affermava.

Traduzione di Alessandro Lattanzio