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Gli aerei più micidiali sulle portaerei cinesi saranno i droni

Forniranno i dati a missili balistici e da crociera antinave
Tyler Rogoway, Checkpoint Asia 2 dicembre 2019

Ho ricevuto molte domande sul rapporto pubblicato nel South China Morning Post in cui si afferma che i velivoli da combattimento senza pilota (UCAV) stealth Sharp Sword della Cina verrà dispiegato sulle portaerei della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione nel prossimo futuro. L’articolo afferma che secondo fonti non divulgate, il drone sarà un ricognitore disarmato. I lettori sembravano perplessi sul perché di questo, ma la realtà è che ha perfettamente senso e segue i miei pensieri sull’argomento da quasi un decennio. Quei droni furtivi disarmati rappresenterebbero in realtà l’aereo più mortale sulle portaerei cinesi. Ecco perché.
Nel corso degli anni abbiamo seguito da vicino i notevoli progressi della Cina nella tecnologia aeronautica avanzata, invisibile e senza pilota. Tenendo presente che Pechino ci mostra solo ciò che vuole far vedere, la Cina è chiaramente e profondamente impegnata nello sviluppo di velivoli da combattimento invisibili e senza pilota e nello sviluppo delle infrastrutture di comando, controllo e comunicazione necessarie per ottenere il massimo da essi nei futuri conflitti. Probabilmente ebbe enorme impulso in questo vasto sforzo dopo che il drone spia stealth nordamericano RQ-170 Sentinel cadde nelle mani dell’Iran nel 2011. Ma questo è il punto. Il fatto è che il combattimento diretto è solo uno degli obiettivi della missione della Cina nello sviluppo di questi aerei: sorveglianza e ricognizione sono gli altri. Soprattutto, la Cina deve sviluppare e implementare sistemi di raccolta informazioni che consentano le capacità d’interdizione e negazione d’area, in particolare ai missili balistici antinave e missili da crociera antinave a lungo raggio. Questi sistemi richiedono dati di puntamento in tempo reale per fare in modo che chi effettua il puntamento guardi sul punto giusto durante la fase di attacco finale del volo. Ciò significa disporre di una risorsa in grado di collegare i dati prima del lancio delle informazioni di puntamento e persino di aggiornare le informazioni per il missile durante la fase di volo a metà rotta. Ciò può essere compiuto con una serie di metodi, sebbene diventino più limitati durante un conflitto reale. Ad esempio, ombreggiare una flottiglia con una nave può fornire questi dati in periodo di pace, ma non in periodo di guerra. I satelliti possono fornire alcune funzioni in proposito, ma anche essi hanno importanti limitazioni e possono essere bloccati, accecati o distrutti durante un conflitto. Gli aeromobili da pattugliamento marittimo che possono volare lontano dalle basi e sono ottimizzati per rilevare e classificare le navi in mare sono tra i migliori strumenti, ma in guerra, entrando nel raggio di rilevamento radar e riuscendo a sopravvivere per indicare i bersagli alle unità missilistiche a centinaia o addirittura migliaia di miglia di distanza, è una proposta difficile, specialmente quando lo si tenta contro un gruppo di attacco di una portaerei della Marina statunitense. L’ombrello Aegis sostenuto da velivoli di allarme rapido E-2 Hawkeye e pattuglie di caccia rende un pattugliatore marittimo nell’affrontare un’armata del genere molto difficile se non impossibile in caso di ostilità aperte.
Qui entrano in gioco due tipi di velivoli senza pilota. Prima di tutto, i velivoli pilotati a distanza ad alta quota a luna autonomia (HALE) che possono volare su grandi distanze e sfruttare il loro carico rimanendo lontano dagli obiettivi marittimi che cercano di localizzare. Un tale mezzo potrebbe aggirarsi appena oltre il perimetro delle difese della flottiglia nemica fornendo al contempo dati di puntamento alle unità missilistiche. Potrebbe quindi sparire una volta che i missili sono lanciati e una telemetria sufficiente comunicata in modo che si abbia un’alta probabilità di colpire gli obiettivi. La Cina ha molti progetti HALE operativi, come il Guizhou Soar Dragon e Divine Eagle della Shenyang. Sebbene questi droni siano perfetti per monitorare enormi aree oceaniche alla ricerca di potenziali obiettivi per molte ore di volo, come il MQ-4C Triton nordamericano, sono abbastanza vulnerabili e devono decollare da basi terrestri che potrebbero trovarsi a migliaia di miglia da un’area di interesse. Già solo il lungo volo è problematico per il rilevamento di flotte in mare. Si basa inoltre interamente su collegamenti dati satellitari che potrebbero essere degradati in guerra. Tuttavia, possono coprire ampie aree oceaniche e potrebbero essere particolarmente efficaci quando il loro uso è associato ad altri tipi di intelligence.
I secondi sono i droni di media altitudine e media autonomia (MAME) che potrebbero teoricamente essere lanciati da una portaerei. Una tale imbarcazione può espandere la portata dei sensori delle portaerei cinesi e della loro scorta. Ciò che manca in raggio e quota estremi, può compensarsi in sortite maggiori, tempi di stazionamento più elevati e schieramento avanzato. Dato che le capacità della portaerei cinesi sono oceaniche, lontano dalle coste dove persino le basi aeree non sono a portata, i droni MAME potrebbero dare alla Cina la possibilità di avanzare i sensori oltre senza affidarsi a pattugliatori a lungo raggio o droni HALE. Si aggiungano le capacità furtive e tale drone potrebbe avventurarsi abbastanza vicino le navi nemiche non solo per rilevarne la presenza, ma per trasmettere continuamente dati di puntamento sulla loro posizione rimanendo attivi. Questi dati potrebbero essere utilizzati per dirigere attacchi missilistici antinave da navi da guerra, aerei da combattimento imbarcati o missili da crociera antinave a lungo raggio cinesi, in particolare missili balistici antinave situati a terra o lanciati da bombardieri pesanti. Idealmente, l’attacco sarebbe coordinato coinvolgendo contemporaneamente varie di queste capacità, rendendo molto più difficile difendersi.
I droni MAME furtivi imbarcati potrebbero anche esseere un mezzo per inoltrare queste informazioni senza utilizzare i collegamenti dati satellitari integrati. “Concatenando a margherita” alcuni di questi velivoli su una lunga distanza, possono inoltrare informazioni dall’aereo più avanzato agli altri tramite un collegamento dati direzionale orizzontale, che può essere molto difficile da rilevare o interrompere. L’ultimo velivolo di questa catena può quindi inoltrare le informazioni a un punto di entrata in superficie, come una nave della Marina, dove può quindi essere inviato ai satelliti e di nuovo alle unità missilistiche a terra o in volo. Altrimenti, la connettività satellitare non è assolutamente necessaria per il puntamento in quanto i gruppi d’attacco delle portaerei cinesi potrebbero perseguire un attacco a distanza usando solo la telemetria di collegamento dati della linea di orizzonte del drone.
Configurare un UCAV furtivo come il drone Sharp Sword, in fase di test di volo da sei anni ormai, per questa missione ha senso. Eliminarne l’armamento di bordo sarebbe probabilmente necessario per lanciarlo in modo affidabile dalle portaerei cinesi dotate di trampolino di lancio, che non beneficiano dell’assistenza di una catapulta. Una configurazione senza vani per armi consentirebbe ai progettisti di adattarne peso, sensori e carico del carburante alle limitazioni del trampolino. E come si vede da ciò di cui è discusso, il ruolo di “cacciatore” disarmato sarebbe comunque molto più importante che non armato. Questo non vuol dire che una versione armata non sia possibile, una volta che le portaerei cinese equipaggiate con catapulte entreranno in linea sarà un dato di fatto, e un modello terrestre con vani armi ricoprirà il ruolo tradizionale dell’UCAV. Quindi, in realtà non si propone una configurazione o l’altra, ma quando si tratta di cacciare e rilevare gruppi di attacco delle portaerei nemiche o convogli in alto mare, una versione di ricognizione imbarcata sarebbe cruciale. Ciò renderebbe le portaerei cinesi dei moltiplicatori di forza molto più potenti di quanto non siano attualmente. Va notato che un tale aereo potrebbe fornire altre funzioni di raccolta di informazioni e comunicazione quando non ricerca flottiglie nemiche.
Indipendentemente se sarà una versione del Sharp Sword, ci sono altri potenziali contendenti, la possibilità che la Cina abbini la componente imbarcata ad ala fissa, in qualche modo limitata, con un drone di sorveglianza furtiva, è estremamente alta. Si adatta esattamente all’esperienza della strategia interdizione/diniego di area e al modo in cui ha la straordinaria abilità nel trovare le debolezze della dottrina operativa di USA ed alleati da sfruttare. La Marina degli Stati Uniti aveva abbandonato il proprio promettente programma UCAV di attacco e sorveglianza solo pochi anni prima. Invece, cercò di sviluppare un drone cisterna disarmato con possibilità di sorveglianza di base. Mentre molti, incluso l’autore, seppero che fu un errore incredibilmente miope, va notato che l’aereo scelto, lo MQ-25 Stingray della Boeing, fu adattato direttamente dal suddetto programma UCAV. Letteralmente, la cellula del dimostratore UCAV fu rielaborata per la gara per le aviocisterne. Anche se il gruppo di attacco delle portaerei nordamericane presenta un ombrello di sorveglianza molto più robusto di quello cinese, potrebbe comunque beneficiare di un sensore imbarcato su un drone che può ampliarne il raggio, pur presentando anche caratteristiche a bassa osservazione per ridurne la rilevazione. Con questo in mente, non sarà affatto sorprendente se vedremo una versione furtiva dell’MQ-25 della Boeing seguire rapidamente il progenitore, essenzialmente riportando il progetto alla configurazione originale per la sorveglianza e l’attacco. Anche Lockheed Martin, il cui concetto di ala volante perse col MQ-25, lo previde. Tuttavia, gran parte del programma MQ-25 della Marina non riguarda solo l’aereo, ma anche lo sviluppo e l’implementazione dell’infrastruttura e dei concetti operativi necessari per mettere in campo un drone semi-autonomo da una portaerei operativa. Quindi, una volta installata l’infrastruttura, aggiungervi funzionalità dovrebbe essere abbastanza semplice, soprattutto se ciò significa sfruttare la stessa cellula di base del modello di aviocisterna.
Sarà interessante vedere prima quale Paese attuerà tale capacità, ma a questo punto sembra che la Cina stia già proseguendo e che le sue forze ne abbiano sicuramente bisogno più urgente rispetto a quelle degli Stati Uniti. Proprio come previdi nel 2012, la capacità di fornire informazioni alle forze missilistiche a lungo raggio della Cina è essenziale non solo quando per attuare tali capacità, ma anche come dissuasione nella strategia di interdizione e negazione d’area. Si scommetta che solo le foto di un drone cinese furtivo che opera dalla crescente flotta di portaerei del Paese sveglieranno molti sulla realtà del futuro aereo da combattimento senza pilota.

Traduzione di Alessandro Lattanzio