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La guerra potrebbe scoppiare tra USA e Corea democratica “in qualsiasi momento”

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Le tensioni tra Washington e Pyongyang continuano a crescere mentre i media nordcoreani avvertono che un conflitto tra le due nazioni potrebbe trasformarsi in guerra in qualsiasi momento. Persino un incidente potrebbe portare al conflitto armato totale avvertiva la Central News Agency coreana (KCNA), aggiungendo che se Washington ricorre alla forza militare, Pyongyang prontamente risponderà a mordo. Il severo avvertimento si aveva il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minacciava di usare la potenza militare del “Paese più potente del mondo” contro Pyongyang, se necessario. Allo stesso tempo, si vantava anche di evitare nientemeno che la “terza guerra mondiale” mentre si prendeva il merito di aver disinnescato le tensioni con la Corea democratica.
I negoziati tra le due nazioni nel frattempo sono in stallo. Washington e Pyongyang espressero l’impegno all’idea della denuclearizzazione della penisola coreana in cambio della revoca delle sanzioni a Pyongyang a giugno, durante i primi colloqui diretti tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un. Tuttavia, compiere passi concreti in tale direzione si rivelava molto più difficile. Il secondo vertice di Trump-Kim in Vietnam a febbraio collassò a causa dei disaccordi sulla tempistica sulla riduzione delle sanzioni. L’ultima tornata di colloqui operativi ad ottobre non fece progressi significativi. Pyongyang poi affermava che spetta a Washington decidere quale regalo ricevere a Natale.

Usare la forze contro la Corea democratica sarà orribile per gli Stati Uniti
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La Corea democratica considera qualsiasi atto d’aggressione degli Stati Uniti come “orribile” per la Casa Bianca e avrà una risposta corrispondente, dichiarava il comandante dell’esercito, esprimendo delusione per la minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla possibilità di usare la forza contro Pyongyang. Pak Jong-chon, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Popolare coreano, dichiarando alla KCNA che il leader nordcoreano Kim Jong-un era “dispiaciuto” dalla minaccia. “Ho sentito che il presidente degli Stati Uniti ha formulato osservazioni indesiderate su di noi il 3 dicembre durante il vertice NATO in Gran Bretagna. Anche il comandante supremo delle nostre forze armate era scontento”, osservava.
Durante il vertice della NATO, Trump dichiarava di avere ancora fiducia nel leader nordcoreano, ma aggiunse che a Kim “piace mandare razzi, vero?” “Abbiamo i militari più potenti mai avuti e siamo di gran lunga il Paese più potente del mondo. E, si spera, di non doverli usare, ma se lo facciamo, li useremo. Se dobbiamo, lo faremo”, dichiarava Trump.
Pyongyang recentemente aveva annunciato che prepara un “regalo di Natale” per gli Stati Uniti se l’amministrazione Trump non cambierà la sua “politica ostiei” entro la fine dell’anno. Kim fissava la fine del 2019 come termine per dei progressi nei colloqui sulla denuclearizzazione bloccati con la Casa Bianca. “L’uso delle forze armate contro la Repubblica democratica popolare di Corea sarà orribile per gli Stati Uniti”, aveva detto Pak, aggiungendo che il suo Paese avrebbe intrapreso “azioni corrispondenti e tempestive a qualsiasi livello”. Il comandante dell’esercito della Corea democratica osservava che i due Paesi sono ancora tecnicamente in guerra e che lo stato di tregua potrebbe trasformarsi in “conflitto armato totale in qualsiasi momento”, anche per caso.
Corea democratica e Stati Uniti sono coinvolti in una diplomazia intermittente dal 2018. Mentre i loro leader si sono incontrati tre volte, i negoziati effettivi sulla denuclearizzazione della penisola coreana sono bloccati. Il Nord fu sottoposto a diverse severe sanzioni da Nazioni Unite e Stati Uniti per i programmi nucleari e missilistici. Nonostante tali sanzioni, adottava diverse misure unilaterali come segnali di buona volontà nella diplomazia con gli Stati Uniti. Washington, tuttavia, non offriva nulla in cambio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio