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La Russia riduce i dollari e aumenta l’acquisto di oro

Paul Antonopoulos, FRN 3 dicembre 2019

Dopo che la Russia acquistava più oro che tutto il resto del mondo nel 2018, l’estrazione di oro russo dava nuovo slancio, “compensando” il calo delle attività in dollari. Nel 2018, la Russia ridusse la dipendenza dalle attività denominate in dollari vendendo praticamente la maggior parte dei titoli del Tesoro USA. Allo stesso tempo, aumentava le riserve auree, diventando il primo acquirente di metalli preziosi nel 2018. La produzione di oro russo è aumentata nei primi nove mesi del 2019 del l’11% rispetto l’anno precedente, secondo i dati dell’Unione russa dei produttori di oro. L’aumento fu rilevato nello spettro della produzione dei metalli preziosi, nel riciclaggio dell’oro e nell’estrazione diretta e vendita. L’estrazione di oro diretta aumentò del 9,6%, a 213,518 tonnellate. L’aumento della produzione fu trainato principalmente dalle miniere esistenti, che aumentavano la capacità produttiva, e da due nuove società che raggiunsero la piena capacità operativa, il complesso minerario Natalkinskij e la miniera pesante di Nordgold. Alla luce di ciò, l’Unione russa dei produttori di oro confermava le previsioni sulla quantità globale di oro che la Russia dovrà estrarre mel 2019, 350 tonnellate. La Russia ne ha prodotto 330 tonnellate nel 2018.

Tendenza della de-dollarizzazione
La Russia recentemente aumentava le riserve auree, principalmente attraverso acquisto di oro a livello nazionale, divenendo il primo acquirente del metallo nel 2018 coll’obiettivo di esserlo di nuovo nel 2019. Questa tendenza iniziò nello stesso periodo in cui la Russia iniziò a vendere titoli del Tesoro USA, riducendo il valore delle attività statunitensi da 92 miliardi a 10 miliardi di dollari in debito USA. Questa tendenza a ridurre la quantità di attività denominate in dollari è in linea cogli avvertimenti di Vladimir Putin secondo cui il dollaro potrebbe perdere la posizione dominante e lo status di valuta di riservare. Il presidente russo collegava questa possibilità alla strategia adottata dalle autorità statunitensi per imporre sanzioni unilaterali e utilizzare il dollaro come leva politica per costringere altri Paesi a piegarsi alla volontà di Washington.

Traduzione di Alessandro Lattanzio