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La maggior parte delle portaerei statunitensi é in riparazione

Military Watch 2 dicembre 2019

La Marina degli Stati Uniti è attualmente l’unica marina del mondo che impiega superportaerei, come le 10 navi classe Nimitz e la nuova piattaforma Gerald Ford attualmente in servizio, ciascuna delle quali disloca 100000 tonnellate. Le navi sono tutte a propulsione nucleare, integrano avanzati sistemi di lancio a catapulta e dispiegano una vasta gamma di velivoli, dalle piattaforme di preallarme e controllo aereo E-2 Hawkeye agli aviogetti d’attacco elettronico E/A-18G. Mentre la flotta di portaerei nordamericana è più grande di tutte le altre potenze militari messe insieme, i massicci costi di gestione delle navi da guerra, loro complemento aereo e la necessaria scorta di cacciatorpediniere e incrociatori, fanno sì che gran parte della flotta sia fuori servizio. Ciò è aggravato dall’età delle più vecchie navi della classe Nimitz, che richiedono più manutenzione delle navi più nuove. Di undici superportaerei, sei sono attualmente in riparazione o manutenzione e non sono disponibili per le operazioni. Queste navi sono attualmente di stanza sulla costa orientale degli Stati Uniti ,a Norfolk.
È improbabile che i problemi di manutenzione della flotta di portaerei nordamericane vengano risolti nel prossimo futuro. La portaerei classe Nimitz USS Harry Truman ebbe seri problemi alla rete elettrica, nel settembre 2019, e fu costretta ad abbandonare la missione tornando a Norfolk, mentre la nuova USS Gerald Ford subiva notevoli ritardi nell’entrata in servizi, a causa di numerosi difetti nei sottosistemi, dagli elevatori ai sensori. Con le dieci portaerei classe Nimitz destinate a essere sostituiti dalle navi della classe Gerald Ford, resta da vedere se le nuove navi da guerra coi loro equipaggi più ristretti e automazione più elevata si dimostreranno più facili o meno da mantenere operative. Con la Cina che costruisce proprie superportaerei e la Russia che prende in considerazione una sua imponente piattaforma a propulsione nucleare nell’ambito del programma Shtorm, non è ancora chiaro fin dove l’altro operatore di navi da guerra così grandi potrà mantenerne alta la disponibilità.

Traduzione di Alessandro Lattanzio