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La Turchia testa l’S-400 usando gli F-16

Military Watch, 26 novembre 2019

In seguito alle crescenti minacce degli Stati Uniti sull’acquisizione da parte della Turchia dei sistemi missilistici terra-aria russi S-400 e alla richiesta ad Ankara di distruggere il sistema o restituirlo alla Russia, le forze armate turche testavano i sensori del sistema d’arma. I media turchi riferivano che il Governatorato di Ankara annunciava che nei successivi giorni vi sarebbero state delle sortite vicino la capitale turca per testare il radar dell’S-400. “Nell’ambito di alcuni piani realizzati in coordinamento con la Presidenza delle Industrie della Difesa, aeromobili F-16 ed altri aeromobili dell’Aeronautica turca effettueranno voli di prova a bassa e alta quota nei cieli di Ankara”, annunciava il governatorato. La Turchia è il primo Stato ad operare l’S-400 insieme agli aviogetti da combattimento occidentali ed è attualmente il maggiore operatore straniero degli statunitensi F-16 Fighting Falcon, che costituirà il grosso della flotta da caccia della NATO negli anni ’20-’30. Mentre l’F-16 è in servizio di prima linea da oltre 40 anni, i moderni sensori dell’S-400 sono progettati per contrastare velivoli molto più sofisticati con capacità di evasione radar come gli aviogetti F-22 Raptor e F-35 Lightning II.
L’annuncio che la Turchia testava i sensori dell’S-400 si aveva poco dopo che il ministro della Difesa Hulusi Akar dichiarava l’intenzione del suo Paese di attivare il sistema a breve. Dichiarò in tal senso: “L’S-400 funzionerà. Al momento, i militari turchi si addestrano sull’uso degli S-400. Al termine, inizierà il previsto utilizzo degli S-400. Non ne dubitate”. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu nel frattempo indicava che il sui Paese potrebbe aumentare l’ordine di sistemi S-400 se necessario, coi battaglioni attualmente in ordine insufficienti a proteggere gli obiettivi di alto valore sul vasto territorio del Paese. La Turchia attualmente pensa ad acquisire ulteriori sistemi d’arma russi, come i caccia da superiorità aerea, in particolare Su-35 e Su-57.

Traduzione di Alessandro Lattanzio