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Scontro tra Grecia-Egitto e Turchia-GNA libico sul Mediterraneo

Alessandro Lattanzio, 2/12/2019

Gli accordi firmati dal presidente turco Tayyip Erdogan e dal primo ministro del GNA libico Fayaz al-Saraj ad Istanbul, il 27 novembre, ridefinivano i confini marittimi tra Libia e Turchia.
Il Ministro degli Esteri greco Nikos Dendias incontrando l’omologo egiziano Samiq Suqri, a Cairo, dichiarava “Entrambi abbiamo l’impressione in primo luogo che Saraj probabilmente non abbia la legalità necessaria per firmare questi memorandum. Ad ogni modo, agiscono da agenti destabilizzanti della regione”. Il ministro degli Esteri greco concordava col ministro egiziano di accelerare le discussioni sulla designazione e delimitazione delle zone economiche esclusive (ZEE) tra Grecia ed Egitto, mentre i greci avevano chiesto al GNA libico spiegazioni sull’accordo, mentre l’ambasciatore turco veniva convocato al ministero degli Esteri di Atene. Infatti, il Ministero degli Esteri della Grecia aveva definito l’accordo libico-turco “grave violazione del diritto internazionale. Condanniamo le dichiarazioni della leadership turca. Il principale violatore del diritto internazionale nella regione insiste nel non rendersi conto che l’illegalità non produce giustizia”. Inoltre, la delegazione greca guidata dal viceministro dell’ambiente e dell’energia Dimitris Economou aveva lasciato la cerimonia di inaugurazione del gasdotto TANAR a Ipsala, Turchia, quando Erdogan, presente all’evento, affermò che l’accordo con la Libia sulla ZEE sarà attuato. “Ora hanno iniziato a minacciare la Libia”, aveva detto, osservando che le navi turche “continueranno a svolgere i loro compiti” nel Mediterraneo orientale.
Cipro e Grecia avevano definito l’accordo tra Turchia e governo dei fratelli mussulmani di Tripoli, Libia, grave violazione del diritto internazionale, avendo ignorato i legittimi diritti degli altri Paesi del Mediterraneo orientale. Il Ministero degli Esteri cipriota dichiarò che il protocollo d’intesa non era valido legalmente, minando i diritti di Cipro, e che la “distorsione” del diritto internazionale da parte della Turchia non garantiva alcun diritto ad Ankara.
L’accordo tra Turchia e GNA di Tripoli acuiva le tensioni di Ankara con Grecia, Cipro ed Egitto sui diritti di esplorazione petrolifera nel Mediterraneo orientale. La Turchia non riconosce Cipro e compie trivellazioni esplorative nella ZEE dell’isola. Ankara affermava di difendere i suoi diritti.
Il portavoce Alexandros Yennimatas del ministero degli Esteri di Atene affermava che, “La firma da parte di Turchia e Libia del protocollo d’intesa non può violare i diritti sovrani dei Paesi terzi. Tale azione sarà una flagrante violazione del diritto internazionale del mare e non produrrà alcun effetto legale”. Nel frattempo il Primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis discusse della questione col presidente francese Emmanuel Macron.
Infine, il governo egiziano condannava come illegale la firma degli accordi sui confini marittimi nel Mediterraneo e di cooperazione sulla sicurezza tra Turchia e Libia.

Fonti:
Tekmor Monitor
Tekmor Monitor