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Inaugurato il gasdotto Potenza della Siberia

Colonel Cassad 2 dicembre 2019

Il gasdotto Potenza della Siberia è stato ufficialmente avviato. Negli Stati Uniti commentano ciò che accade in modo piuttosto desiderante, sottolineando i pericoli dello stretto partenariato economico e politico tra Cina e Federazione Russa, ma va ricordato che gli Stati Uniti stessi effettivamente spingono Cina e Federazione Russa ad una stretta cooperazione, poiché la situazione da Guerra Fredda che gli Stati Uniti impongono a Cina e Federazione Russa , li spinge a un maggiore coordinamento in diverse aree. E a tal proposito, la politica perseguita dall’agente Donald fa molto per rafforzare le relazioni tra Federazione Russa e Cina.

WSJ: “Potenza della Siberia” rafforzerà soltanto l’alleanza anti-statunitense di Russia e Cina
Oggi verrà avviato il gasdotto Potenza della Siberia, che fornirà gas russo alla Cina, scriveva il Wall Street Journal. Grazie a questo notevole progetto energetico, Mosca sarà ancora più vicina a Pechino nell’alleanza che “sfida gli Stati Uniti”, secondo la pubblicazione. Il 2 dicembre iniziavano le consegne di gas russo alla Cina di Potenza della Siberia. Il gasdotto di 3500 km da 55 miliardi di dollari è “un importante risultato nelle infrastrutture energetiche e ingegneria politica”, scriveva il Wall Street Journal, secondo cui, “Potenza della Siberia” è il progetto energetico più significativo di Mosca dal crollo dell’Unione Sovietica. Questo gasdotto rappresenta la “connessione fisica che rafforza la nuova era di cooperazione tra le due potenze mondiali che sfidano ognuna gli Stati Uniti”.
Dopo anni di rivalità e sfiducia Pechino e Mosca espandono il partenariato economico e strategico, influenzando la politica internazionale, commercio e mercati dell’energia. Parallelamente, la Cina conduce una guerra commerciale contro gli USA e le relazioni tra Russia e occidente sono sempre più tese, secondo l’articolo. “Cina e Russia, unendo le forze, inviano il segnale che ci sono alternative all’ordine mondiale guidato dagli Stati Uniti”, affermava Erica Downs, ricercatrice presso la Columbia University ed ex-analista energetico della CIA. La Russia, che ha le maggiori riserve di gas comprovate al mondo, ha bisogno di denaro perché la sua economia “si piega alla pressione delle sanzioni occidentali”. La Cina, la cui economia è seconda solo agli Stati Uniti, ha bisogno di carburante e vuole abbandonare il carbone. La cooperazione tra i due Paesi iniziò dopo che Washington e UE hanno deciso di punire Mosca per “aver preso il controllo della penisola di Crimea” nel 2014. Di fronte alle “sanzioni dolorose”, il Cremlino si è rivolto a Paesi “che non si sono chiusi da essa”, diceva il giornale.
Ufficialmente, la Crimea fa parte della Russia dal marzo 2014. Nel maggio dello stesso anno, i leader russi e cinesi firmarono un accordo sulle forniture di gas per un valore di 400 miliardi di dollari, ricorda il Wall Street Journal. Da allora, la cooperazione economica è diventata militare. Nel settembre 2018, le truppe cinesi e russe parteciparono a manovre congiunte. Per la prima volta Mosca invitò un Paese al di fuori della “cerchia ristretta degli alleati ex-sovietici” alle più grandi manovre annuali, indicava la pubblicazione. Quell’anno, il commercio tra i due Paesi raggiunse il record di oltre 100 miliardi. Nel giugno 2019, la società cinese Huawei, inserita nella lista nera dagli Stati Uniti come “minaccia alla sicurezza nazionale”, concordava coll’operatore mobile MTS lo sviluppo della rete di quinta generazione in Russia.
Mosca cerca di de-dollarizzare la sua economia e lo yuan cinese è la parte più visibile delle sue riserve valutarie. La sua quota è salita al 14,2% , rafforzando il commercio bilaterale, poiché la Russia cerca di espandere l’uso del renminbi nelle transazioni con la Cina, secondo il giornale. Tuttavia, questa unione ha dei problemi. La cooperazione tra i due Paesi può essere messa in ombra dalla concorrenza, anche in Asia centrale. Nell’Estremo oriente russo furono organizzate proteste contro progetti finanziati dal Regno di Mezzo, tra cui imprese per l’imbottigliamento dell’acqua potabile sul lago Baikal e la deforestazione in Siberia. La gente del posto definiva il flusso di turisti e compagnie nella regione “invasione cinese”, secondo il Wall Street Journal, secondo cui l’economia cinese è otto volte superiore a quella russa. Ciò conferisce a Pechino maggiore leva nel commercio, motivo per cui certuni in Russia la considerano partner minore nelle relazioni bilaterali. Allo stesso tempo, il nuovo accesso al gas naturale russo fornisce alla Cina ulteriore influenza nella guerra commerciale contro gli Stati Uniti, rendendola meno dipendente dal più costoso gas naturale liquefatto nordamericano. Le spedizioni di GNL sono cresciute rapidamente fin quando Pechino non introdusse i dazi sull’importazione del 10% l’anno scorso. Dopo che le autorità dell’Impero Celeste aumentarono i dazi al 25%, a maggio, la fornitura di carburante blu dagli USA fu completamente interrotta, osservava il Wall Street Journal. “Se non ci fosse stata la guerra commerciale, gli Stati Uniti sarebbero stati una fonte molto promettente per le rescenti forniture di gas alla Cina”, dichiarava Hou Qijun, presidente del colosso energetico PetroChina, ad agosto. Secondo l’uomo d’affari, al momento la sua azienda aumenta gli investimenti in progetti russi sul gas. L’ingresso della Russia nel mercato cinese del gas rimarrà un grave ostacolo per i produttori di GNL negli Stati Uniti, anche se Washington e Pechino concludessero un accordo commerciale e abbassassero i prezzi. Dopo il lancio di Potenza della Siberia, vendere carburante nordamericano alla Cina non sarà redditizio.
Nel frattempo, la cooperazione energetica con la Russia aumenta l’influenza di Pechino nell’Artico, dove Stati Uniti, Canada e altri Paesi competono su rotte marittime e risorse. La Cina, che non confina direttamente con la regione, è ora anche uno dei partecipanti alla disputa. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, il prossimo anno la Cina sarà il maggiore importatore di gas al mondo e rappresenterà oltre il 40% della crescita della domanda globale di combustibile blu entro il 2024. L’AIE prevede che a questo punto la Russia, coll’aiuto di Potenza della Siberia, potrà soddisfare il 10% del fabbisogno di gas della Cina. Nel frattempo, le autorità dei due Paesi già discutono dell’ampliamento del progetto: un gasdotto attraverso la Mongolia. Le relazioni energetiche sono un segnale del più ampio avvicinamento geopolitico, ha affermato Aleksandr Gabuev, ricercatore del Carnegie Moscow Center. “L’energia avvantaggia Russia e Cina economicamente e strategicamente”, affermava. – RT

Va anche notato che tali progetti influenzano negativamente la probabilità venga realizzato lo scenario di quando una parte dell’establishment occidentale considerava la possibilità di utilizzare la Federazione Russa per combattere la Cina in ascesa, poiché la potenza economico della Cina minaccia l’egemonia nordamericana assai più dei trucchi di Putin in Medio Oriente, Europa ed Africa.

Traduzione di Alessandro Lattanzio