Crea sito

L’Iran scopre 53 miliardi di barili di petrolio

Paul Antonopoulos, FRN 11 novembre 2019

Il Presidente Hassan Rouhani annunciava la scoperta di un giacimento petrolifero di 53 miliardi di barili tra le sanzioni statunitensi. Con oltre 50 miliardi di barili, la riserva trovata nella provincia del Khuzestan potrebbe essere la seconda più grande del Paese, aumentandone di un terzo le riserve accertate. “Dico alla Casa Bianca che in questi giorni, quando hai sanzionato la vendita di petrolio iraniano, lavoratori ed ingegneri del Paese hanno scoperto un giacimenti da 53 miliardi di barili di petrolio”, secondo l’agenzia Deutsche Welle. Il presidente classificava la scoperta come “piccolo dono al popolo iraniano”. Tuttavia, le sanzioni statunitensi all’Iran potrebbero rendere difficile il flusso del petrolio dal nuovo giacimenti al mercato internazionale. Le misure di Washington prendevano di mira il settore energetico del Paese, mentre la vendita di petrolio è una delle maggiori fonti di entrate del governo iraniano. Nel frattempo, l’Iran costruiva un nuovo oleodotto scavalcando lo Stretto di Hormuz. Il gasdotto da 1,8 miliardi di dollari collegherà un terminal petrolifero vicino la costa settentrionale del Golfo Persico con un porto sulla costa meridionale dell’Iran, il che significa che le petroliere iraniane, una volta completato il progetto, non dovranno attraversare lo stretto di Hormuz.
Il ministro del petrolio iraniano Bijan Zangeneh dichiarava che l’Iran costruiva l’oleodotto di 1000 chilometri dal terminal petrolifero di Goreh nella provincia di Bushehr al terminal Jask, un porto ad est dello stretto di Hormuz, sul Golfo di Oman. Zangeneh aggiungeva, come riportato dall’agenzia di stampa del Ministero del Petrolio, che 700 milioni di dollari andranno allo sviluppo del porto di Jask.

Trasformazione della regione
Il ministro aggiungeva che il gasdotto “trasformerà la regione, come a Jask saranno costruiti diversi impianti di stoccaggio del petrolio, un molo, frangiflutti e un moderno sistema di ormeggio”. Il piano prevede anche la costruzione di due raffinerie nella regione, dalla capacità giornaliera di 300 mila e 150 mila barili, ed altri impianti petrolchimici. L’Iran programma da anni la costruzione di un terminal fuori del Golfo Persico, il che eliminerà la necessità per le sue petroliere di attraversare lo stretto di Hormuz creando una nuova rotta di esportazione per il greggio.

Nuova rotta di esportazione
Nel settembre 2018, il Presidente Hassan Rouhani annunciò che l’Iran avrebbe trasferito “la maggior parte” delle esportazioni dal terminal dell’isola di Kharg nel Golfo Persico al porto di Jask. Il terminal di Jask dovrà iniziare a esportare condensa di gas dal giacimento di Pars Sud entro il 2020 e le esportazioni di petrolio dovrebbero iniziare all’inizio del 2021. Teheran precedentemente minacciò di chiudere lo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale attraverso cui passa un terzo del traffico marittimo mondiale di petrolio.

L’Iran aumenta le riserve di petrolio del 25%: Quale sarà il prossimo passo?
Paul Antonopoulos, FRN 12 novembre 2019

Il presidente Hassan Rouhani aveva annunciato la scoperta di un nuovo giacimento petrolifero da 53 miliardi di barili nella provincia del Cuzistan. Il Ministro del Petrolio Bijan Zangeneh rilasciava ieri ulteriori informazioni sulla scoperta del nuovo giacimento petrolifero, dicendo che è il secondo più grande del Paese dopo Ahvaz e si stima che contenga circa 65 miliardi di barili. Durante la presentazione multimediale accompagnata da una mappa, il Ministro del Petrolio chiariva che durante le esplorazioni, dal 2016, nel giacimento petrolifero nella provincia del Khuzistan furono scoperti 31,3 miliardi di barili che, aggiungendo i 22,2 miliardi appena scoperti, ammontano a 53,5 miliardi. “Ministro iraniano del petrolio, Bijan Zangeneh: “L’Iran nomina il giacimento di petrolio appena scoperto Namavaran. Si stima che il giacimento contenga 53 miliardi di barili di petrolio greggio e vi è la possibilità che continui verso sud. Questo è il secondo più grande giacimento di petrolio scoperto in Iran”, affermava la dichiarazione su Twitter.

Vittoria sulla pressione degli Stati Uniti
Secondo il ministro iraniano, l’esplorazione dei nuovi giacimenti petroliferi richiede “tecnologie all’avanguardia”, e la nuova scoperta è una vittoria importante contro la forte pressione degli Stati Uniti sull’industria petrolifera iraniana. La nuova scoperta portava le riserve iraniane, già tra le più grandi al mondo, ad aumentare del 25%, a 210 miliardi di barili.

Conseguenze della nuova scoperta
Gli analisti occidentali non si affrettavano a commentare le implicazioni che la scoperta avrà sui mercati mondiali dell’energia, forse perché l’importanza dell’Iran come grande esportatore di petrolio era diminuita nell’ultimo anno e mezzo. Mamdouh Salameh, esperto di mercato petrolifero della European Business School e professore di economia, notava l’importanza di chiarire che la cifra di 53 miliardi di barili non significa che l’Iran possa estrarlo e venderlo tutto. “Il fattore del recupero globale medio è del 34-35%, il che significa che solo 18-18,5 miliardi di barili possono essere provati nelle migliori circostanze”, spiegava Salameh. “Un esempio di questo potrebbe essere il giacimento petrolifero iraniano di Azadegan, le cui riserve sono state valutate in oltre 25 miliardi di barili quando fu scoperto 20 anni fa e finì con solo 5-6 miliardi di barili di riserve recuperabili. Fu aperto nel 2012, ma rimane inesplorato”. Secondo l’esperto, contrariamente alle affermazioni dei media occidentali, le sanzioni statunitensi contro l’Iran non hanno fermato le esportazioni di petrolio persiano. A suo avviso, la politica delle sanzioni degli Stati Uniti è stata un “fallimento totale”. “Cina, India e Turchia, che assorbono il 66% delle esportazioni di petrolio iraniano, non hanno smesso di acquistalo per un minuto, ma piuttosto aumentavano i volumi. L’Unione europea, che rappresentava il 20% degli acquisti di petrolio prima dell’introduzione delle sanzioni, continua a comprare petrolio dall’Iran, sebbene a un livello ridotto”, affermava Salameh.

Traduzione di Alessandro Lattanzio