Crea sito

Il primo discorso di Lula dopo il rilascio

Rodrigo Chagas e Camila Maciel, Internationalist 360°, 9 novembre 2019

L’8 novembre sera, dopo essere stato rilasciato dal carcere , l’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva si recava direttamente alla Veglia libera di Lula, campo allestito presso l’edificio della polizia federale il giorno in cui fu incarcerato. Il leader di sinistra pronunciava un discorso ringraziando le persone che l’avevano sostenuto per i 580 giorni in cui fu imprigionato. “Non avete idea di quanto significhi per me essere qui con tutti voi. Ho parlato col popolo brasiliano per tutta la vita e non avrei mai immaginato che un giorno sarei stato qui a parlare a uomini e donne che gridavano “buongiorno, Lula”, “buona sera, Lula” per 580 giorni. Poteva piovere, o esserci 100 gradi, o congelare. Ogni giorno eravate la forza viva della democrazia di cui avevo bisogno per resistere”, aveva detto alla folla di sostenitori pochi istanti dopo aver lasciato la prigione.
Lula fu rilasciato l’8 novembre pomeriggio, in seguito a una sentenza della Corte suprema della notte prima, quando dichiarò che una persona condannata in un caso può essere imprigionata solo dopo che tutte le possibilità di appello erano esaurite. L’ex-presidente ringraziava le organizzazioni che avevano sostenuto il campo di Lula libero: il Movemento Lavoratori Senza Terra (MST), Partito dei Lavoratori (PT), il Sindacato Unificato Centrale (CUT), Movimento del Popoli Colpiti dalle Dighe (MAB) ), l’Unione degli insegnanti dello Stato di Paraná (APP-Sindicato) e l’organizzazione politica di sinistra Consulta Popular. Citò molti nomi e abbracciò gli attivisti che erano con lui mentre era in prigione. Lula aveva anche ringraziato il suo team mediatico e il sostegno di politici come l’ex-sindaco di San Paolo Fernando Haddad e la presidentessa del Partito dei Lavoratori (PT) Gleisi Hoffmann, e ringraziato i partiti politici alleati come Partito della libertà e il Socialismo (PSOL) e il Partito Comunista del Brasile (PCdoB).
L’ex-presidente dichiarava di lasciare la prigione sentendosi più coraggioso e pronto a combattere per il popolo brasiliano, aggiungendo che non permetterà al presidente Jair Bolsonaro di “consegnare il Paese” alle potenze straniere. Affermava di essere indignato per la situazione politica del Paese, che aveva seguito dai notiziari e di “quanto hanno cambiato il Paese”, rendendo le condizioni di lavoro più vulnerabili e congelando il salario minimo. “Persone muoiono di fame, lottano di più, guidano con Uber, vanno in bicicletta per consegnare la pizza, lavorano nelle condizioni più irrispettose”, lamentava. Il leader del Partito dei Lavoratori promise di “rimanere fedele” alla lotta per il popolo e concluse il suo discorso sottolineando che “le porte del Brasile sono aperte”, il che implicava che voleva viaggiare presto per il Paese. “Sono qui a 74 anni e il mio cuore ha solo spazio per l’amore. L’amore vincerà in questo Paese “, aveva detto Lula.

Dimostrazioni
Una manifestazione era prevista per il 9 novembre in cui Lula teneva un discorso presso il Sindacato dei metalmeccanici di São Bernardo do Campo . La manifestazione era delle organizzazioni dei Fronte del Popolo e del Popolo senza paura del Brasile, che fecero campagna per il rilascio dell’ex-presidente. Oltre alla manifestazione a São Bernardo do Campo, si svolgevano manifestazioni a Belém, nel nordest del Brasile; Brasilia, capitale del Paese; Porto Alegre, nel sud; San Paolo, nel sud-est; e nelle città nord-orientali di Recife, Salvador e Maranhão.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Il primo discorso di Lula dopo il rilascio”

  1. capisco il silencio delle testate informative italiane considerando la totale servitù alle interesi
    del capitalismo moribondo USA_UE.I soliti “”esperti italiani””sono spariti di fronte a questa importante notizia e triunfo del popolo brasiliano.

I commenti sono chiusi.