La Marina russa schiera 10 sottomarini nell’Atlantico per le esercitazioni

Military Watch, 1 novembre 2019

La Marina russa ha schierato 10 sottomarini di varie classi nell’Oceano Atlantico settentrionale per le grandi esercitazioni militari, tra cui otto sottomarini a propulsione nucleare, seguiti dal dispiegamento di bombardieri strategici intercontinentale dell’Aeronautica militare russa Tu-160 in Sudafrica, dopo un volo di tredici ore sull’Oceano Indiano. Si ritiene che l’intenzione delle esercitazioni fosse la dimostrazione della capacità del Paese di ridistribuire rapidamente le risorse per proiettare potenza all’estero, compreso il dispiegamento di risorse nucleari ad alta resistenza. Le esercitazioni navali nell’Atlantico includevano test di nuovi sistemi d’arma e dimostrazione della potenza delle piattaforme strategiche avanzate di operare occultate e sommerse per lunghi periodi, consentendo di schierarsi inosservate. Ciò è particolarmente prezioso data l’importanza di penetrare la linea difensiva formata da Gran Bretagna, Groenlandia e Islanda pesantemente fortificata per bloccare la Marina sovietica durante la guerra fredda e da allora fortemente militarizzata. Dimostrare la capacità di spezzare tale linea sarà un serio deterrente a potenziali provocazioni del blocco occidentale e permetterà alle navi da guerra russe di operare liberamente nell’Atlantico effettuando attacchi sulla terraferma statunitense e la navigazione occidentale.
Tra le navi da guerra che partecipavano alle esercitazioni, due battelli classe Sierra II schierati furono evidenziati dagli analisti occidentali come particolarmente minacciosi. Le piattaforme pesanti sono tra i sottomarini di attacco più potenti del mondo e in grado di raggiungere velocità molto elevate. I loro scafi in titanio possono resistere alla pressione di profondità estreme rendondo queste navi particolarmente difficili da rilevare, essendo tra i sottomarini nucleari più silenziosi dispiegati nel mondo. L’uso di materiale costoso faceva sì che questa classe di sottomarini sia stata costruita in piccoli numeri, ma possa superare la concorrenza con una combinazione di velocità, profondità operativa e potenza di fuoco che poche altre piattaforme possono eguagliare.

L’ultimo sottomarino nucleare russo lancia un missile balistico intercontinentale da sott’acqua
Military Watch, 1 novembre 2019

L’ultima adesione alla considerevole flotta di sottomarini nucleari della Marina russa, il sottomarino della Classe Borej “Knjaz Vladimir”, effettuava un prolifico test missilistico balistico mentre era immerso nel Mar Bianco. La nave era in fase di sperimentazione in mare a seguito del varo nel novembre 2017. Il missile lanciato era un RSM-56 Bulava, piattaforma entrata in servizio nel 2011 dalla gittata di 9000 km. Il test seguiva un lancio riuscito di un sottomarino della Classe Borei, lo Jurij Dolgorukij, a metà agosto 2019. Secondo quanto riferito, la Marina russa intende disporre di dieci sottomarini Classe Borei, di cui il Knjaz Vladimir è il quarto, e questi sostituiranno le vecchie piattaforme dell’era sovietica della classe Tajfun da 40000 tonnellate in servizio attivo. I sottomarini dislocano 24000 tonnellate in immersione ed hanno un’autonomia illimitata che gli consente di lanciare missili balistici da tutto il mondo.
L’RSM-56 è l’armamento principale della Classe Borej, che ne schiera 16 su ciascuno battello Ogni missile a sua volta dispiega sei-dieci testate nucleari su sofisticati e manovrabili veicoli di rientro multipli. Ciò significa che questi battelli possono trasportare 160 testate nucleari e, quando il programma sarà completato, la flotta dispiegherà 1600 testate. Questo arsenale supererò gli arsenali nucleari combinati di tutti gli altri stati esclusi Russia e Stati Uniti e darà alla Marina russa un deterrente di secondo colpo estremamente formidabile.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Putin conferma che la Russa dispiegherà i missili Zirkon quest'anno Successivo Il collasso neoliberista accelera