Dopo Roswell, studi segreti?

Gildas Bourdais 12 aprile 2009

Una delle domande che sorgono quando si parla di Roswell è sulla ricerca segreta che sarebbe stata condotta in seguito, a Wright Patterson, in Ohio, dove c’era il Centro di Studi Tecnici dell’Air Force. Spesso viene citato dal libro del tenente-colonnello Philip Corso, ‘Il giorno dopo Roswell’, dove l’autore rivelò il suo ruolo, eminente secondo lui, in tali studi. Questo libro suscitò molto scalpore quando fu pubblicato nel 1997, ma i ricercatori seri subito vi scovarono molti errori ed inverosimiglianze, al punto che il libro è ora piuttosto screditato. Testimonianze più solide furono raccolte dagli investigatori sul caso Roswell, per esempio del generale Exon, citata nel mio libro ‘Il crash di Roswell’. Molte voci e rivelazioni circolarono dagli anni ’80, spesso in forma anonima. Si parla del mitico “Hangar 18”, dove sarebbero conservati UFO e cadaveri, ma questa voce non si basa su nulla di serio. La fonte delle voci più nota, forse, è quelle dei documenti soprannominati “Majestic 12”, dal nome supposto di una gruppo di studio segreto che sarebbe stato istituito nell’estate del 1947 dal presidente Harry Truman, in seguito alla scoperta di un UFO e di cadaveri presso Roswell, New Mexico. Molti documenti sono stati pubblicati dal 1987, ma poi alcuno di essi poté essere autenticato rigorosamente. In realtà, abbiamo individuato in tali testi errori ed incongruenze da sollevare il timore che siano dei falsi. La prima ipotesi è che furono creati per confondere e proteggere i veri segreti. Si tratterebbe di manovre di disinformazione “amplificata”, come afferma il Rapporto Cometa. Ma il loro contenuto è spesso molto interessante, e potrebbe contenere informazioni reali, mescolate con false. Si avrebbe quindi a che fare con un processo di graduale rivelazione dei segreti. Ho dettagliato questa spinosa questione nel mio libro, giustamente intitolato ‘OVNIS: La levée progressive du secret’, che è sempre disponibile per chi voglia avere un’esposizione abbastanza completa della questione (Editions JMG, 2001).
Anche altre fonti sono apparse nel corso degli anni, questa volta testimoni, spesso militari anonimi, che descrivono gli studi segreti effettuati sugli UFO, dopo Roswell e forse altri incidenti. La credibilità di tale testimonianza è basata su quella del ricercatore che li raccoglie e rende pubblici, nel rispetto della loro privacy. Fu il lavoro svolto, dalla fine degli anni ’70, da Leonard Stringfield, un ex-investigatore militare molto rispettato negli Stati Uniti. Non fu il solo, naturalmente, ma pubblicò i dati raccolti più degli altri ricercatori. Dopo un primo libro pubblicato nel 1977, ‘Situation Red, The UFO Siege’, (tradotto in italiano come ‘Assedio UFO’, SIAD, 1978) (1), in cui già riferiva alcune storie di questo tipo, Stringfield cominciò a ricevere testimonianze, di militari od ex-militari per la maggior parte, e tutti chiedevano di rimanere anonimi. Gli diedero così la materia per una prima presentazione in una conferenza in occasione del convegno annuale del MUFON (il principale gruppo di ricercatori negli Stati Uniti), il 29 luglio 1978, curiosamente intitolato “Recuperi del terzo tipo” (Retrievals of the Third Kind). In seguito, avrebbe pubblicato sette relazioni in totale, l’ultima nel febbraio 1994, l’anno della sua morte, dove raccolse le testimonianze, raccolte da lui e da altri ricercatori, tra cui Raymond Fowler, altro stimato investigatore. Un assaggio di questo tipo di testimonianza è dato nel seguente articolo, estratto parziale del mio libro del 2001, ‘OVNIS: la levée progressive du secret’.
Per misurare in pieno il valore del lavoro di Leonard Stringfield, dobbiamo sapere che aveva un curriculum da buon patriota. Si arruolò nell’Aeronautica militare, subito dopo Pearl Harbour nel 1941, e prestò servizio nell’intelligence e nel controspionaggio nel teatro del Pacifico. Stringfield disse di aver fatto parte di una delle squadre che atterrarono per prime in Giappone dopo la resa, e che durante quel volo assistette a uno spettacolare avvistamento di UFO in volo, che aveva messo in panne i motori per un momento! Va notato per inciso che molti avvistamenti di UFO furono effettuati durante e dopo la Seconda guerra mondiale, in Europa e nel Pacifico. Si comprende che Stringfield, dopo un simile incidente, in cui pensò di perdere la vita, divenne un ricercatore sugli UFO assai motivato. Creò una rivista nel 1954, fu responsabile delle pubbliche relazioni del NICAP, l’organismo investigativo principale del tempo, e lavoraò nel 1953-1957 per l’Air Defense Command. Gli fu assegnato un filo diretto con la base più vicina per segnalare immediatamente qualsiasi avvistamento di UFO nella regione. Uno dei veterani dell’ufologia statunitense, Richard Hall, disse di lui, dopo la morte nel 1994: “Spero che si ricordino di Len Stringfield non solo come vero pioniere ed esploratore nel campo degli UFO, ma anche come uomo di grande rettitudine” (2). Certo, gli scettici virulenti, che abbondano negli Stati Uniti e in Francia (e anche in Italia. NdT), si sono affrettati a criticare Stringfield per la sua “ingenuità”, ma nessuno osò metterne in dubbio l’onestà. Egli stesso ammise che non poteva garantire l’autenticità di tutte le prove che aveva reso note. Verso la fine, l’accumularsi delle testimonianze era diventato così confuso che dovette arrendersi all’ovvio: alcuni erano probabilmente disinformazione per far perdere terreno agli investigatori. Da qui il sottotitolo del suo ultimo opuscolo (numero sette) del 1994: “Ricerca di prove nella stanza degli specchi”. Ma è molto probabile, tuttavia, che molti fossero autentici. È possibile separare il grano dal loglio mediante raggruppamento e controllo incrociato delle prove. Ed ecco apparire i punti di forza, tra cui una serie di testimonianze dalla base di Wright-Patterson. Ho quindi raggruppato in ordine cronologico le testimonianze principali, distinguendo da una parte i testimoni che dissero di aver partecipato ad operazioni sul terreno, poi i testimoni delle operazioni di controllo nelle basi militari e, infine, testimonianze su autopsie ed operazioni assai strane. Ovviamente, qui sono presentate in forma sintetica. Le testimonianze sul crash di Roswell, o altri incidenti supposti, non sono riportati salvo eccezioni: vedasi il mio libro o gli articoli specifici sul tema. Per ogni testimonianza è citato uno dei sette rapporti di Leonard Stringfield in cui compare, per l’attenzione dei lettori che vorrebbero rintracciarne la fonte (3).

Testimoni nelle basi militari
1950, Naval Air Station di Sunnyvale, California (Report No. 2, 1980, p. 21)
Nel 1978, Leonard Stringfield raccolse la testimonianza indiretta di un soldato, Durward “Buddy” Haak, operatore radar nella Naval Air Station Sunnyvale, California. Stringfield raccolse due testimonianze scritte dai membri della sua famiglia, tra cui la madre, che poté anche raggiungere al telefono. Haak, morto nel 1952 in un incidente aereo, aveva detto che un giorno era entrato per sbaglio in un hangar di grandi dimensioni, dove si trovava un mezzo a forma di disco. Una guardia armata era subito uscita dicendogli di dimenticare ciò che aveva visto. Haak era convinto che non era un prodotto di fabbricazione umana.
1952, Wright-Patterson, Ohio (Report No. 1, 1978, p. 7)
Questa prova fu raccolta da uno degli ufologi più rispettati degli USA, John Schuessler, dalla lunga carriera d’ingegnere presso la McDonnell-Douglas e la NASA. Fu informato indirettamente dal padre e dalla matrigna del testimone che c’era una guardia civile presso l’ingresso della base. Vide un trattore rimorchiare una apparecchio nascosto sotto un telo, diretto verso una zona di alta sicurezza. Ma non è tutto! Disse anche di aver visto (forse in un’altra occasione, non è chiaro), i corpi di piccoli umanoidi trovati dopo lo schianto di un UFO, avvenuto “da qualche parte nel sud-ovest degli Stati Uniti Stati”. Schuessler cercò di contattare il testimone, ma si negò assolutamente. Questi primi due racconti, gli unici del genere, sarebbero ovviamente assai esili. Ma eccone altri.
Primi anni ’50, Wright-Patterson (Report No. 3, 1982, p. 19)
Ecco una testimonianza bizzarra, che rifiuteremmo a priori, se fosse la sola. Il testimone, “YR”, era elettricista a Wright-Patterson. Fu la figlia che informò Leonard Stringfield, poiché suo padre era morto di cancro per radiazioni. “Questo è uno dei pochi testimoni civili e non scientifici”, dice Stringfield, ad aver visto i cadaveri in questa base. Fu assente per più di una settimana, per un lavoro molto segreto, di cui non avrebbe parlato fin quando vide qualcuno in televisione parlare di incidenti UFO. “Quest’uomo sa di che parla!” esclamò. Nei mesi successivi lasciò cadere alcuni frammenti di informazioni sulla sua missione segreta. Partecipò all’installazione di un’apparecchiatura che produceva “radiazioni” nei pressi di un luogo in cui venivano conservati sette cadaveri alieni. L’operazione era così segreta che vi fu alloggiato, ma venne esposto alle radiazioni che ne causarono malattia e morte. C’era anche un odore penetrante. Erano umanoidi di piccole dimensioni con grandi teste, e la loro pelle simile a quella di un rettile. Le mani erano palmate e la testa ricordava quella di una rana!
1952, Wright-Patterson (Report No. 2, 1980, p. 5)
Il testimone era un ex-ufficiale dell’Aeronautica Militare, ben noto a Leonard Stringfield perché fu spesso con lui, all’epoca, quando aveva la missione d’informare il Comando della Difesa Aerea sugli avvistamenti UFO. Contattò Stringfield nel 1979 in vista di uno show televisivo sugli UFO. Durante la discussione, Stringfield evocò le voci di UFO incidentati e cadaveri recuperati, il testimone gli disse che nel 1952 fu a una riunione altamente segreta a Wright-Patterson, in cui vide, in un locale sotterraneo, il corpo di un alieno conservato in un congelatore. La sua altezza era di circa 1,20 m, con grande testa, pelle del viso liscia e grigia, occhi aperti e senza capelli. Gli rivelò anche di aver visitato un impianto sotterraneo a Colorado Springs (quartier generale della Difesa Aerea), in cui fu trasferita una parte dei resti degli UFO da Wright-Patterson. Disse anche di aver visto parte di un film dell’Air Force che mostrava un disco volante piantato nella sabbia, in una zona desertica. E precisamente, la seguente testimonianza si riferisce ad un film simile, se non lo stesso.
Primavera 1953, Fort Monmouth, nel New Jersey (Report No. 1, 1978, p. 8)
Questa testimonianza è un classico del genere. Il testimone era, nel 1953, radarista militare con nullaosta al segreto, presso Camp Fort Monmouth, nel New Jersey. Venne portato con alcuni colleghi in un cinema da campo a vedere un film “speciale”. Senza commento, furono proiettati cinque minuti di pellicola 16mm a colori che mostrava un disco schiantato nel deserto. Il disco d’argento era inclinato e affondato nella sabbia con una cupola nella parte superiore e una porta aperta sotto. C’erano circa dieci o quindici militari in mimetica, e stimò il suo diametro 5-6 metri. Il film poi mostrava l’interno del mezzo, dal colore ‘pastello’. Un pannello era visibile, con delle semplice manette. Poi, in un’altra scena, videro due tavoli, probabilmente in una tenda, su cui giacevano i cadaveri: due su uno e uno sull’altro tavolo. La descrizione dei corpi è perfettamente “classica”, piccoli, grandi teste, ecc,. ma non si può sospettare che la testimonianza fosse stata influenzata, fu pubblicata da Stringfield nell’aprile 1978, ben prima della grande ondata dei “piccoli grigi”. Un dettaglio differisce dagli altri, il colore pastello del loro abbigliamento, ma questo aspetto può essere ingannevole in un film di scarsa qualità. Il film poi s’interruppe bruscamente e un ufficiale gli disse di “riflettere su questo film” senza alcuna spiegazione. Poco dopo, però, apprese da due ufficiali autorizzati al “top secret” che un disco si era schiantato in New Mexico nel 1952. Era il crash di Kingman? Certamente la descrizione lo fa pensare, ma Kingman è in Arizona e la data presunta la primavera 1953 (sugli incidenti, vedasi il mio libro OVNIS: la levée progressive du secret). Ciò corrisponde molto, tuttavia, alla consegna dei cadaveri a Wright-Patterson nel 1952. Torniamo proprio su questa grande base e ai suoi profondi segreti.
1953, Wright-Patterson (Report No. 1, 1978, p. 13, No. 2, p. 2 e No. 7, p. 4)
Leonard Stringfield ritornò in tre dei suoi rapporti su queste testimonianze, raccolte a partire dall’estate 1977, seguite da una riunione con ex-piloti, in cui fu invitato per parlare degli UFO, all’aeroporto Lunken di Cincinnati. Fu il suo primo testimone diretto ad avergli detto di aver visto cadaveri di alieni nella base di Wright-Patterson nel 1953, e sembrò ricordare che l’incidente avvenne in Arizona (forse il crash di Kingman). Le casse contenenti i corpi erano arrivate nella notte su un DC-7. Si trovavano in un capannone dove poté vedere i corpi abbastanza da vicino (a circa quattro metri), che sembravano piazzati in modo rudimentale, solo posati su un panno e del ghiaccio. Abbiamo ancora una volta la descrizione standard: 1,20 m di altezza, grande testa senza capelli, naso e bocca appena visibili e tute scure e attillate. Uno di loro sembrava essere una femmina, cosa successivamente confermata da un membro dell’equipaggio. All’arrivo dei militari, uno degli esseri era ancora vivo ma morì poco dopo. Questo testimone apprese che anche questo disco fu inviato a Wright Patterson. Stringfield disse che incontrò una dozzina di volte il testimone, un ingegnere e padre di famiglia. Ma nell’autunno 1978, la famiglia partì improvvisamente senza lasciare un indirizzo. Ad agosto Stringfield gli richiese una testimonianza scritta, e ne chiese il permesso al suo “agente di sicurezza”, che rispose: “Non ha visto nulla, sentito nulla e non può firmare niente”. Curiosa ingenuità, ancora, di un ex-soldato comunque consapevole delle sanzioni penali, come ad esempio essere assegnato a una base remota, soprannominata “allevamento di tacchini” (Turkey farm)! Successivamente, Stringfield fu informato da un’altra fonte, “JLD”, che un caro amico, “Holly”, che prestò servizio nell’alto comando della base nel 1953, parlò di uno o due incidenti in Arizona, di relitti e cadaveri trasportati nella base.
1966: una trentina di corpi a Wright-Patterson! (Report No.1, 1978, p 26, e No. 2, 1980, p. 4)
In data 5 luglio 1978, pochi giorni prima della sua conferenza in occasione del convegno del MUFON del 29 luglio, Leonard Stringfield poté raggiungere al telefono un testimone che gli fece delle rivelazioni drammatiche. Erano credibili, o era una provocazione per creare confusione, come accadde negli anni seguenti? Stringfield, che presentò questa testimonianza nella prima relazione (aggiornata al 20 luglio 1978), sembrava trovarla credibile. IL testimone, “JK”, disse di aver visto cadaveri di umanoidi quando era ufficiale dell’intelligence a Wright-Patterson nel 1966. Disse di aver visto nove corpi conservati in contenitori di vetro spesso, in una zona strettamente sorvegliata. La sua descrizione dei corpi è “classica”. In seguito apprese che all’epoca c’erano in totale trenta corpi conservati nella base! Non vide nessun mezzo, ma apprese che ce n’era uno nella base, così come nelle basi aeree di Langley, in Virginia, vicino Washington, e McDill (Avon Bombing Range) vicino Sebring, Florida. Le ricerche erano anch’esse condotte dalla base aerea di Seymour-Johnson, vicino Goldsboro, North Carolina. In alcune basi militari le squadre speciali erano tenute in stato di allerta permanente, per recuperare gli UFO precipitati.

Altre storie da Wright-Patterson
1953 (Report No. 2, 1980, p. 21)
Questa è una testimonianza indiretta, ma raccolta nel 1978 dai rispettati ricercatori Richard Hall e Don Berliner del Fund for UFO Research (Fufor). Il testimone era un tecnico della base, e nel 1953 lavorava presso la sala in cui erano conservati i cadaveri, al terzo piano di un edificio: no, non era il mitico “Hangar 18”! Ce n’erano tredici, al momento, e si sentiva nei corridoi un forte odore di formalina. Secondo questa testimonianza, furono poi conservati nella base di Langley, Hampton Roads, Virginia (base nei pressi della CIA e del Pentagono…) Non vide i cadaveri, ma il suo capo confermò le voci.
1955 (Report No. 1, 1978, p. 16).
Questa è la testimonianza di una ex-segretaria della base, responsabile della catalogazione di un migliaio di pezzi, e che vide un giorno, per caso in un corridoio, portare due cadaveri dentro un contenitore di vetro, mentre venivano spostati dal locale.
Data non precisata (Report No. 1, 1978, p. 19)
Testimonianza indiretta di un ex-comandante delle forze aeree che rivelò che avevano mantenuto nella base un UFO intatto, altri danneggiati e cadaveri. Commento del maggiore: “Abbiamo le prove che gli UFO sono extraterrestri”. Non si poteva dirlo più chiaramente!
1973 (Report No. 1, 1978, p. 20, n. 2, 1980, p. 3)
Leonard Stringfield raccolse questa testimonianza che riteneva altamente credibile, in primo luogo indirettamente dalla moglie, ma il testimone finalmente accettò di confermare la breve storia. Era sergente della polizia militare quando venne chiamato a mezzanotte nella base di Wright Patterson. Fu portato bendato in un bunker ed assegnato alla guardia di una stanza dove c’erano diversi ufficiali di alto rango e civili che esaminavano piccoli corpi di umanoidi distesi su un tavolo. Descrizione standard degli esseri: un po’ meno di un metro di altezza, teste anormalmente grandi, pelle biancastra “come un cadavere appena tratto dall’acqua”.
Che dire di tutte queste storie? Se fossero state solo due o tre verrebbero respinte in quanto voci infondate, ma c’è ne sono davvero molte e non ne ho presentato che una selezione. Un’altra osservazione è che molti si riferivano all’Aviazione, ma non si va dedotto che abbia il monopolio delle ricerche segrete sugli UFO. Per non parlare delle agenzie civili come CIA ed NSA, ci sono buone ragioni di credere che la Marina, inoltre, svolgesse attività di ricerca. Ricordiamoci solamente la visita di ufficiali della Marina brasiliana al dottor Fontes, che gli rivelarono informazioni dei colleghi statunitensi. Ricordiamoci anche una testimonianza della Marina nella terza relazione di Stringfield (1982) e nell’eccellente libro di Fawcett e Greenwood, Clear Intent, pubblicato nel 1984.
Settembre 1973, Great Lakes Naval Base, Ohio (Report No. 3, 1982, p. 13)
Il testimone “RK”, era aspirante nella scuola d’Intelligence della Marina. Un ufficiale gli fece portare un plico in un luogo ben custodito dove vide, passando, uno strano oggetto “a forma di goccia d’acqua”. Sospettò che fosse la prova per testarne la capacità di tenere la lingua a freno. Ma fu sconvolto, perché poche settimane prima un amico gli disse che a San Diego un UFO fu abbattuto da un cacciatorpediniere della Marina e poi recuperato da una nave tipo Glomar Explorer, e quindi trasportato a Chicago.

Testimonianze su autopsie
Vi sono testimonianze di medici che eseguirono delle autopsie? Una breve testimonianza è stata già menzionata, raccolta nel 1962, ma va riconosciuto che sono rare anche nella serie di opuscoli di Leonard Stringfield. Ma lui affermò tuttavia di aver incontrato alcuni testimoni oculari che parlarono con prudenza, perché erano ovviamente preoccupati di non essere puniti per la violazione del segreto. Riassumiamo queste testimonianze presentate da Stringfield nei suoi report No. 2 (1980, p.10), No. 3 (1982, p. 44) e No. 6 (1991, p. 126).
Stringfield raccolse la prima testimonianza di un medico nel maggio 1978 (tramite un “noto ricercatore UFO” di cui non dà il nome!) e di altre nel 1978 e 1979. Provenivano da medici, un biochimico e un ematologo di stanza in un grande ospedale, e da un medico specialista che disse di aver eseguito l’autopsia di un alieno morto nei primi anni ’50. L’ematologo confermò la testimonianza per iscritto un anno dopo. Stringfield disse di ritenere che la testimonianza scritta ebbe “luce verde” dall’alto, l’obiettivo era testare le reazioni di opinione pubblica, media, medici e anche ufologi. Se è così, lo dovettero fabbricare: all’epoca, queste storie erano marginali anche nella ristretta cerchia dell’ufologia. Ancora una volta, la descrizione dei corpi, molti, si sovrappone a quelle di altri testimoni ma con alcune varianti: piccoli (da 1 a 1,50 m), grande testa, corpo sottile, peso leggero (20 kg), “più o meno quattro dita”. Tre testimoni descrissero dita leggermente palmate. Gli occhi descritti rotondi e senza pupille, o allungati a forma di mandorla (come “mongolide”), protetti da folte sopracciglia. Niente orecchie dai lobi esterni. Naso accennato, bocca come una fessura senza labbra. Le braccia lunghe e le gambe corte e sottili. La pelle grigio-rosa, beige, marrone o “bronzo”, ma mai verde! Alcun apparente organo riproduttivo. Per la maggior parte dei testimoni i corpi sembravano “dello stesso stampo” con caratteristiche facciali identiche! Nei corpi niente sangue rosso (o verde!), ma un liquido incolore. Per inciso, l’archetipo della fantascienza è il piccolo marziano verde con occhi sporgenti: Signori psicosociologi, manca l’influenza della fantascienza! Ma continuiamo: la descrizione degli organi interni e la fisiologia sono anch’esse convergenti con altre prove, come quelle di Roswell: apparentemente non esisteva un sistema digerente. La bocca non si apriva che su una piccola cavità senza denti. Niente cibo, del resto, fu trovato nei velivoli.
Va notato che, a seguito di queste rivelazioni, iniziarono a circolare immagini false di extraterrestri, subito denunciate come tali. La questione delle bufale e delle truffe forse non è così facile come si pensa. A fianco degli inevitabili burloni, forse si nascondono nell’ombra manipolazioni della disinformazione dei servizi. Stringfield menzionò molte immagini false di alieni nel suo sesto rapporto (1991), che all’epoca foraggiavano gli scettici. Questo vale in particolare per un piccolo essere con grandi occhi chiusi, avvolto in una tuta (con una chiusura lampo!) Foto apparsa in Europa nel 1990. Proveniva forse dagli archivi del noto professore e ricercatore UFO sovietico Feliks Zigel. La voce diceva che provenisse in realtà da uno scienziato canadese e che fosse un cadavere di Roswell. Fu proprio un ricercatore canadese, Christian Page, che rivelò a Leonard Stringfield che era l’autore della foto: si trattava di un manichino di cera apparso in una mostra a Montreal nel 1979, nel padiglione dell’insolito. Si pone la domanda: che ci faceva lì tale manichino misterioso? Si pensi in proposito al famigerato film “l’autopsia di un’aliena di Roswell”, che fece scandalo nel 1995 e contribuì efficacemente a screditare il caso Roswell e le testimonianze su cadaveri ed autopsie, come quelle qui citate (vedasi gli articoli sul crash di Roswell).

Note
(1) Leonard Stringfield, Situation Red, The UFO Siege, Garden City, Doubleday, New York, 1977 (trad. Assedio UFO, SIAD, Milano, 1978).
(2) International UFO Reporter (IUR), gennaio-febbraio 1995, volume 20, numero 1, p. 24. Pubblicazione del CUFOS, 2457 West Peterson Avenue, Chicago, Illinois, 60659. USA.
(3) Testi di Leonard Stringfield: 1) Retrievals of the Third Kind, Mufon 1978 UFO Symposium Proceedings); 2) The UFO Crash/Retrieval Syndrome. Status report II, Mufon, 1980; 3) UFO Crash/Retrievals: Amassing the Evidence. Status report III, pubblicato dall’autore, 1982; 4) The Fatal Encounter at Fort Dix-McGuire. A case study. Status report IV, Mufon 1985; 5) UFO Crash/Retrievals: Is the Cover-up Lifting? Status Report V, Mufon UFO Journal, gennaio 1989; 6) UFO Crash/Retrievals: The Inner Sanctum, Status Report VI, pubblicato dall’autore, luglio 1991; 7) UFO Crash/Retrievals: Search for Proof in a Hall of Mirrors, Status Report VII, pubblicato dall’autore, febbraio 1994.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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