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La Cina testa dei cosmoplani

Tale sistema darebbe alla Cina la possibilità di accedere rapidamente ed imprevedibilmente allo spazio con un sistema orbitale riutilizzabile
Joseph Trevithick, The Drive 21 ottobre 2019

La China Academy of Aerospace Aerodynamics, o CAAA, ha pubblicato immagini e un breve video che mostrano un test in galleria del vento del modello di un sistema di lancio spaziale a due stadi composta da un velivolo-madre da alta quota che trasporta un spazioplano riutilizzabile in sulla fusoliera. Sebbene questo concetto generale esista da decenni, negli ultimi anni c’è stato un grande ritorno d’interesse nel mondo tra la crescente domanda di opzioni di vettori spaziali flessibili, rapidi ed imprevedibili. La CAAA rilasciava le immagini, insieme a dettagli relativamente generali sul progetto sull’account ufficiale su WeChat il 21 ottobre 2019. I test aerodinamici e la modellazione coll’utilizzo di varie gallerie del vento e altre attrezzature sono tra i servizi principali offerti da questo centro di ricerca e sviluppo. La CAAA fa anche parte della China State Aerospace Science and Technology Corporation, o CASC . La dichiarazione del CAAA affermava che i test avevano avuto esito positivo, ma non forniva dettagli su quanto sia progredito il programma orbitale a due stadi. Come notavano i ricercatori, la separazione sicura dello spazioplano dall’aero-madre è essenziale per l’efficienza del concetto. Il principio generale alla base dei sistemi orbitale a due stadi è l’aereo-madre che trasporta il cosmoplano ad alta quota, tra 27000 e 30000 metri in alcune proposte precedenti. Il cosmoplano utilizza quindi un motore a razzo per lanciarsi in orbita.
Negli anni vi fu una vasta gamma di concetti proposti differenti principalmente sulla capacità della combinazione aero-madre e cosmoplano e, di conseguenza, sulle dimensioni del carico utile che il secondo veicolo può trasportare nello spazio e quali tipi di orbita raggiungere. Warzone seguiva da vicino questi sviluppi . Alcune proposte comportavano l’idea di una aereo-madre che vola a velocità supersonica o addirittura ipersonica per dare una spinta ulteriore al velivolo più piccolo. Il concetto completo che CAAA mostrava con le immagini dei test nella galleria del vento è tipico di molti di questi concetti e un rendering 3D mostrava una aereo-madre a forma di dardo, ad alta velocità, con ali a delta che, secondo quanto riferito, userebbe la propulsione scramjet. Questa scelta, combinata cogli stabilizzatori alari verticali simili a quelli del bombardiere supersonico nordamericano XB-70 Valkyrie della guerra fredda, indicano un design che sfrutta le onde d’urto ad alta velocità. Il comspolano appare avere forma planare generale approssimativamente analoga ad altri progetti dei mini-space shuttle emersi negli anni, come l’X-34A della NASA o l’X-37B dell’Aeronautica statunitense.
La CAAA non dava alcun quadro di riferimento su quanto i progettisti si aspettino siano grandi l’aereo-madre e il cosmoplano nelle linee finali. Tuttavia, vi sono alcune somiglianze tra il modello della galleria del vento del cosmoplano ed immagini non confermate che pretendono di indicare lo Shenlong, o Drago divino, spazioplano riutilizzabile aerolanciato che la Cina avrebbe sviluppato dal 2000. Secondo quanto riferito, la Cina aveva condotto test di caduta di un velivolo da test del Shenlong nel 2007 e il volo suborbitale di un prototipo nel 2011. Le immagini mostravano ciò che appariva lo Shenlong sotto la fusoliera di un bombardiere Xian H-6. Il sito della CAAA aveva anche una piccola immagine di un cosmoplano o un concetto di lifting body dalla forma simile all’X-20 Dyna-Soar statunitense della guerra fredda o al russo Cosmopolis XXI o C-21. Tuttavia, questa non sembrava correlato al design orbitale a due stadi dei test della galleria del vento.
Gli esperti precedentemente ritenevano che lo Shenlong fosse lungo circa 6 metri, avendo dimensioni molto piccolo simili, per molti aspetti, al cosmoplano che la Russia International Scientific Optical Network (ISON) sviluppava col suo concetto di vettore a a due stadi. Se il modello CAAA testato è correlato allo Shenlong, l’aereo-madre sarebbe due volte e mezzo più lungo, circa 15 metri, con un’apertura alare sostanzialmente maggiore del carico utile posto sul dorso. Le dimensioni ridotte possono anche significare capacità di carico utile e orbitale relativamente limitate. Allo stesso tempo, il prodotto finale potrebbe essere molto più grande e potente. In realtà, è probabilmente così.
Qualunque siano le specifiche esatte dei progetti dell’aereo-madre e del comspolano che CAAA aveva recentemente testato, non sorprende che la Cina sia interessata a questo concetto. Il governo cinese vuole diventare una grande potenza spaziale. I concetti orbitali a due stadi offrono maggiore flessibilità nel lancio dei satelliti più piccoli ed altri velivoli spaziali, nonché la possibilità di velocizzare a costi inferiori, come Warzone indagò in passato. L’aero-madre utilizzato per i cosmoplani aerolanciati possono riposizionarsi su punti di lancio ottimali e generalmente senza richiedere lo stesso tipo di infrastrutture estese e fisse dei vettori spaziali tradizionali. Ciò potrebbe anche rendere i lanci meno prevedibili e più difficili da monitorare o contrastare. Questo tipo di capacità di lancio reattivo potrebbe anche essere utile nel sostituire rapidamente i satelliti e altre capacità spaziali che potrebbero essere disabilitate o distrutte in un conflitto futuro. Vi sono già forti indicazioni che la Cina abbia perseguito la capacità di aerolancio nello spazio più semplici proprio per questi motivi. Nel 2016, la Aviation Industry Corporation of China (AVIC) siglò un accordo con Antonov in Ucraina per terminare la costruzione di un secondo An-225 Mrija e potenzialmente produrre altri su licenza in Cina. L’Unione Sovietica né costruì solo uno, il più grande velivolo mai costruito che ora appartiene alla compagnia aerea Antonov. Inizialmente destinato a trasportare parti di velivoli spaziali, oltre alla navetta spaziale Buran, l’An-225 sarebbe una piattaforma di aerolancio ideale per i cosmoplani, come si può leggere approfonditamente su questo pezzo di Warzone.
I lavori sul secondo An-225 erano terminati nel 1994, ma il Mriya parzialmente costruito rimase in deposito. Dal giugno 2019, il progetto sembra bloccato e l’aeromobile rimane incompleto. Nel settembre 2018, Antonov aveva affermato che sarebbero stati necessari centinaia di milioni di dollari aggiuntivi per completarlo. Non furono segnalati progressi nella produzione autorizzata di altri aeromobili. Tuttavia, anche se l’esempio finale del sistema dedicato orbitale a due stadi che CAAA testava non può porre oggetti su un’orbita stabile, ma sarebbe comunque eutile per la ricerca e lo sviluppo di sviluppi più solidi. Potrebbe anche avere applicazioni pratiche, come condurre missioni di ricognizione orbitale o suborbitale di breve durata e breve preavviso. Questa è un’altra area generale a cui la Cina ha chiaramente interessi. Alla parata militare di Pechino in occasione del 70° anniversario della fondazione dello Stato comunista, il 1° ottobre 2019, l’Esercito popolare di liberazione mostrava un velivolo senza pilota ad alta velocità propulso a razzo, noto come WZ-8 o DR-8, un’altra piattaforma da ricognizione dalla corta autonomia, sebbene non voli nello spazio. È molto probabile che questo sistema sia anche aerolanciato, usando una nuova versione del bombardiere H-6, l’H-6N. Questo velivolo è specificamente progettato per il lancio aereo di carichi utili di grandi dimensioni.
Il design visto nei recenti test della galleria del vento del CAAA può anche operare come arma antisatellite trasportando un carico utile per accecare, inceppare o altrimenti disabilitare o distruggere oggetti nello spazio. I cinesi, così come i russi e altri, hanno già sviluppato sistemi antisatellite sempre più potenti. Questi sforzi nascono dal desiderio di sfidare altri Paesi che in genere avevano un vantaggio spaziale, principalmente gli Stati Uniti. Esistono anche applicazioni commerciali per il concetto orbitale a a due stadi. Diverse compagnie private, tra cui Virgin Orbit e Stratolaunch, che il defunto co-fondatore della Microsoft Paul Allen aveva fondato, cercano di offrire vettori spaziali di livello inferiore utilizzandoli come vettori di consumo. Un’altra impresa privata, Virgin Galactic, mira a utilizzare spazioplani riutilizzabili per il turismo spaziale. Stratolaunch aveva in particolare assunto la Scaled Composites per sviluppare e costruire l’eccezionale e massiccio Roc, il più grande aereo del mondo che volò per la prima volta ad aprile, per fungere da aereo-madre. La compagnia aveva anche pianificato la costruzione di uno spazioplano riutilizzabile chiamato Black Ice, un progetto che la società annullò prima della propria vendita e che ora ha un futuro incerto. Detto ciò, indipendentemente dal fatto che i modelli della galleria del vento testati dalla CAAA siano a supporto dello sviluppo di una vettore a due stadi o che siano semplicemente un trampolino di lancio per tale programma, sembra chiaro che la Cina abbia interesse per il concetto cosmoplano mentre il Paese diventa un attore sempre più importante fuori l’atmosfera terrestre.

Traduzione di Alessandro Lattanzio