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Gli USA bombardano la fabbrica francese che finanziava lo SIIL

Tony Cartalucci, LDR, 17 ottobre 2019

Spettacolare e indicativo dell’affondamento delle fortune degli USA in Siria, il bombardamento della propria base militare nel nord della Siria è anche indicatore di qualcos’altro di molto più sinistro. La CNN nell’articolo, “Gli Stati Uniti conducono un attacco aereo sul deposito di armi mentre le truppe si ritirano dalla Siria”, osservava che: “Il 16 ottobre, dopo che tutto il personale della Coalizione e l’equipaggiamento tattico essenziale erano partiti, due F-15E della Coalizione condussero con successo un attacco aereo di precisione pianificato sul cementificio Lafarge per distruggere il deposito di munizioni e disabilitare l’utilità militare della struttura”, confermava il colonnello dell’US Army Myles Caggins, portavoce della coalizione militare guidata dagli Stati Uniti che combatte lo SIIL”. E in effetti l’attacco aereo eliminò l’utilità militare della struttura una volta per tutte. L’impianto di Larfarge era servito allo SIIL, e po all’occupazione statunitense del territorio siriano Mancava dall’articolo della CNN il lungo e dubbioso retroscena della struttura Lafarge. In un articolo del Guardian del 2018 intitolato “Lafarge accusato di complicità nei crimini contro l’umanità in Siria”, si riferiva che la compagnia aveva pagato terroristi tra cui del cosiddetto “Stato islamico” (SIIL) milioni di euro per protezione e acquisto di forniture da essi e forse anche loro vendita di cemento. L’articolo osservava: “Il gigante del cemento francese Lafarge fu accusato di complicità nei crimini contro l’umanità e finanziamento dei terroristi, per il presunto pagamento di milioni ai jihadisti, incluso lo Stato Islamico, per tenere aperta la fabbrica nella Siria devastata dalla guerra”. L’articolo osservava anche: “Una fonte vicina all’inchiesta ha detto che gli investigatori sospettavano anche che Lafarge vendesse cemento allo SIIL”. Peggio ancora: già nel 2014 il governo francese era in contatto con Washington nel tentativo di risparmiare la struttura nonostante il ruolo centrale nell’aiutare, favorire e fornire supporto materiale allo SIIL ed altre organizzazioni terroristiche in Siria.
Un articolo di Reuters del 2018 intitolato “Esclusivo: la Francia ha chiesto agli Stati Uniti di non bombardare la fabbrica Lafarge in Siria nel 2014”, ammetteva: “Nel 2014 la Francia chiese agli Stati Uniti di non bombardare il cementificio Lafarge nel nord della Siria, un’area allora controllata dallo Stato islamico, secondo e-mail da un’indagine sul programma in Siria”. Mentre Reuters tentava di escludere che gli Stati Uniti sapessero che la struttura aiutava e favoriva le organizzazioni terroristiche, è inconcepibile che Washington non potesse sbloccare il “mistero” su come una società occidentale facesse ancora affari nel cuore del territorio occupato dallo SIIL. Quando lo SIIL fu sconfitto laddove si trova la struttura e le forze siriane erano pronte a riprendersi l’area, solo allora gli Stati Uniti decisero di eliminare la struttura dopo averlo evitato per anni, prima sostenendo i terroristi e poi sostenendo la propria occupazione illegale del territorio siriano. Mentre le prove documentate che vanno dall’agenzia di intelligence della difesa degli Stati Uniti alle e-mail trapelate della ex-segretaria di Stato nordamericana Hillary Clinton confermano che l’ascesa di al-Qaida e SIIL in Siria fu il risultato dell’ampio e deliberato sostegno di Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, il fatto che gli Stati Uniti abbiano distrutto la struttura al servizio di SIIL ed al-Qaida, quando diventò chiaro che non sarebbero mai stati più utilizzati da essi, illumina ulteriormente la verità sul ruolo deliberato e centrale di Washington nel creare, eseguire e perpetuare la devastante guerra in Siria.
Aggiungendo beffa al danno le forze che prendono la struttura Lafarge saranno senza dubbio incaricate di combattere i resti o la rinascita sponsorizzata dall’occidente di SIIL e al-Qaida nel prossimo futuro, senza una struttura chiave che le avrebbe aiutate. Dall’inizio del conflitto quando il governo francese si rifiutava di distruggere la struttura e i suoi alleati statunitensi sapevano che aiutava e favoriva i terroristi, alla distruzione statunitense della struttura per negare essa e le risorse circostanti alle forze siriane incaricate di impedire la rinascita di al-Qaida e SIIL, la struttura è il simbolo della malvagia e insidiosa sponsorizzazione occidentale del terrorismo nella fallita guerra per procura contro Damasco.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio