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L’occupante non può mai cedere a un altro occupante!

Dr. Muhamad Abdu al-Ibrahim, Syria Times, 6 ottobre 2019

Le politiche squilibrate di Erdogan, per non parlare del suo sostegno al terrorismo, rendono necessario chiedersi se costui abbia già perso ogni raziocinio in politica sulla strada che porta a fallimenti, se non catastrofi. L’occupazione traballante e illegittima e le minacce di invasione della Siria orientale contraddicono i suoi ordini ai gruppi terroristici affiliati alla Turchia ad Idlib, ad unirsi alludendo a presunte intese di Sochi! Secondo diverse fonti e analisi, Erdogan vuole di più dagli Stati Uniti in Siria! Due occupanti vogliono concludere accordi a spese dei siriani e della loro integrità e sovranità. I cosiddetti “meccanismi di sicurezza” di Stati Uniti-Erdogan nella Siria orientale non sono altro che una flagrante violazione di ogni ragione e legittimità. Per alcuni, l’obiettivo della Turchia è fare pressione sugli Stati Uniti quando sono distratti dalla politica interna. Usa la Siria ogni settimana come leva perché sa che dalla primavera 2018 il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, cercava di far uscire le forze statunitensi dalla Siria. Ciò minaccia d’innescare una nuova crisi. Ma Ankara è andata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre mostrando una mappa del suo piano per creare un “corridoio di pace” al confine, inviando un milione di rifugiati in questa zona e sgombrandola, ridistribuendo terre e creando più di 100 nuove città. Questo è un programma importante per la Turchia nel ridisegnare la mappa della Siria. Nel frattempo, gli Stati Uniti inviavano centinaia di camion dall’Iraq alla Siria in una settimana per fornire supporto militare e logistico ai loro alleati curdi. I camion trasportavano blocchi fuoristrada, mescolatori, generatori, molte autocisterne per carburanti e cassoni con armi leggere e pesanti, munizioni, radio e apparecchiature radar. I convogli che entravano nella regione distribuivano il materiale su varie basi statunitensi nella regione, secondo una fonte ben informata.
Il 21 settembre, Washington aveva spedito nella regione 200 camion di attrezzature per l’edilizia, escavatrici, case prefabbricate e autocisterne. Il 9 settembre aveva consegnato altri 55 camion di con veicoli a quattro ruote motrici, escavatori e casse mobili nelle regioni di Ayn Isa e Shadadi, mentre inviava altri 60 camion nelle regioni nord e nord-orientale della Siria, rispettivamente, il 4 settembre. Attualmente gli Stati Uniti hanno circa 2000 militari in 18 basi in Siria.

Traduzione di Alessandro Lattanzio