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La parata cinese rivela le armi che influenzeranno le strategie statunitensi

Moon of Alabama, 01 ottobre 2019

La Repubblica popolare cinese ha tenuto una grande parata per celebrare il 70 ° anniversario della fondazione. Venivano illustrate nuove armi interessanti dal significato strategico. La Cina, come Russia e Iran, ha usato i decenni sprecati dalle forze armate statunitensi per contrastare l’insurrezione in Iraq e Afghanistan per costruire una forza laddove le forze armate statunitensi hanno punti deboli, e questi punti deboli sono più visibili nella Marina: “Nuove classi di sottomarini diesel silenziosi e nuovi sviluppi nella tecnologia delle mine e dei siluri rendono le operazioni presso le coste molto più pericolose oggi che in passato. Di conseguenza, le portaerei statunitensi non sono più immuni da rischi quando entrano nelle acque a portata di forze nemiche. Ancora più grave è il dispiegamento di sistemi d’interdizione russi e cinesi, come il cosiddetto missile antiportaerei DF-21 sviluppato nell’ultimo decennio dalla Cina. La sua portata di oltre 1000 miglia supera di gran lunga quella di qualsiasi aereo da guerra sui ponti di volo statunitensi. Oggi inviare una forza di attacco con portaerei statunitense nello Stretto di Taiwan, mostrando sostegno alle forze democratiche di Hong Kong, per esempio, rischierebbe la catastrofe. L’Iran non possiede ancora nulla di così sofisticato come il DF-21 cinese. Tuttavia, il missile antinave Noor prodotto in patria (a sua volta una retroingeneria di un missile da crociera cinese) è pericoloso anche oltre 100 miglia. […] La combinazione di questi missili della flotta iraniana e di pattugliatori veloci ed economici bastava a tenere la USS Lincoln fuori dal Golfo Persico mentre le tensioni tra Iran e Stati Uniti aumentavano quest’estate”. Il killer di portaerei DF-21 non è più l’arma principale della Cina. È un missile balistico e un gruppo di portaerei statunitense potrebbe usare le difese missilistiche per abbatterlo. La Cina ha usato gli ultimi anni per andare oltre. Articolo dell’AP della sfilata: “Un’arma svelata oggi era il Dongfeng-17, un aliante in grado di trasportare una testata nucleare. Gli analisti stranieri dicono che è progettato per manovrare ad alta velocità per sfuggire alle difese antimissile.
Si ritiene che un altro missile, il Dongfeng-41, abbia un’autonomia di 15000 chilometri, il che lo renderebbe il missile più potente del mondo. Gli analisti affermano che potrebbe trasportare 10 testate per colpire obiettivi distinti.

DF-17
DF-17 è un sistema mobile autocarrato. Il primo stadio è un missile a propellente solido. Il secondo è l’aliante ipersonico che può volare oltre mach 5 ed è manovrabile. Questo è un altro distruttore di portaerei contro cui gli Stati Uniti non hanno assolutamente alcuna difesa.

DF-41
Il DF-41 è una bestia mobile su strada. Il veicolo a 8 assi può trasportare, erigere e lanciare il missile. Il DF-41 è presumibilmente un missile a propellente solido. Ciò significa che richiede solo un tempo molto breve per lo schieramento e il lancio. Sarà difficile interdirlo mentre è ancora a terra. C’erano 16 di questi mostri nella parata.

C’erano altri sistemi di interessi.

Questo appare un drone per telecomunicazioni. Può essere utilizzato per comunicare e guidare un altro drone da terra anche quando il secondo è all’orizzonte alla ricerca di navi statunitensi. Rende i droni cinesi indipendenti dalle comunicazioni satellitari.

HSU-001
Anche gli HSU-001 sono droni ma non volano, navigano immersi. Saranno probabilmente usati come natante da ricognizione contro sottomarini e navi statunitensi. Potrebbero anche essere utili per minare segretamente un porto nemico.

WZ-8
Questa drone è interessante. Sembra veloce e furtivo e ha due motori a propellente liquido. Mentre ha un carrello, i due punti d’aggancio nella parte superiore insinuano che può essere lanciato da un altro aereo. Sembra veloce e furtivo, ma non si capisce. È un bombardiere che può ritorna alla base? Appare un po’ troppo piccolo. Stessa cosa se è un “drone suicida”, cioè la testata colpisce il bersaglio? Perché allora ha bisogno di un carrello? Potrebbe essere per la ricognizione ma non ha sistemi ottici visibili.

Questo è un drone furtivo di buone dimensioni che può essere usato come bombardiere o lanciare missili a distanza. L’unico sistema mostrato potrebbe essere un mock up, ma ciò significa che qualcosa di simile è in costruzione.

Accanto a diverse migliaia di soldati in marcia c’erano numerosi carri armati potenziati, sistemi missilistici, missili antinave e molti droni. In mostra l’equivalente cinese dell’S-300 russo e diversi radar di primo allarme di grandi dimensioni e molto moderni. C’erano anche decine di missili a medio raggio che, in caso di conflitto, probabilmente porrebbero fine alla base nordamericana di Guam. Quasi tutti i sistemi mostrati erano mobili. Ciò significa che la Cina può facilmente dispiegare anche i più grandi nelle isole e scogliere nel Mar Cinese Meridionale. Durante una crisi o conflitto la marina statunitense dovrebbe evitare l’intera area o prepararsi a una brutta giornata. Nel 2001 il presidente George W. Bush dichiarò che gli Stati Uniti avrebbero fatto “tutto il necessario” per difendere Taiwan qualora la Cina insistesse per la riunificazione forzata. Nel 2006 fu rivelato il piano operativo degli Stati Uniti su ciò: “”Il comando del Pacifico ha sviluppato un nuovo” concetto strategico “per la contingenza di Taiwan nel dicembre 2002 e un piano aggiornato fu prodotto nel luglio 2003. Lo scorso anno, sulla base delle nuove linee guida del 2004 del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e dei Capi di Stato Maggiore… fu pubblicato un piano di difesa finale di Taiwan”, aveva scritto Arkin. Il piano include ora “forze di difesa aeree, navali, terrestri anfibie e missilistiche ed “incursioni” per difendere Taiwan. Le opzioni includono operazioni d’intercettazione marittima nello stretto di Taiwan [sic], attacchi ad obiettivi cinesi sulla terraferma, guerra d’informazione ed opzioni “non cinetiche”, e persino l’uso di armi nucleari statunitensi”, aveva scritto Arkin. Le operazioni aeree a sostegno di Taiwan saranno difficili quando le portaerei statunitensi non potranno più osare avvicinarsi alla Cina. Le operazioni d’intercettazione marittima nello stretto di Taiwan sono diventate un pio desiderio. Taiwan ha cambiato strategia di difesa alla luce delle nuove circostanze: “Il nuovo concetto di difesa di Taiwan utilizza una strategia di difesa asimmetrica, in cui Taiwan massimizza i vantaggi nella difesa e prende di mira una forza d’invasione nella forma più debole. Mentre la precedente strategia di Taiwan si concentrava sulla lotta in tutto lo Stretto di Taiwan e la sconfitta del nemico per logoramento, il nuovo concetto divide le operazioni di difesa di Taiwan in due fasi, entrambe vicine alle coste di Taiwan dove le linee di comunicazione sono brevi e le forze di Taiwan possono beneficiare dell’interdizione d’area terrestre e sorveglianza e ricognizione più efficaci”.
La strategia nordamericana si basa da decenni sulla superiorità aerea e controllo del mare. Deve ancora adottare la nuova situazione in cui le armi anti-accesso e rifiuto d’area (A2/AD) vietano l’uso della maggior parte dei suoi (molto costosi) sistemi offensivi. Le carenze statunitensi si estendono ai sistemi di difesa. I velivoli ipersonici rendono le difese missilistiche statunitensi in gran parte inutili. L’Arabia Saudita ha recentemente appreso che gli Stati Uniti non hanno un sistema di difesa aerea in grado di sconfiggere missili da crociera e droni. Mentre i sauditi avevano speso miliardi di dollari in sistemi di difesa aerea statunitensi, gli huthi potevano usare armi piuttosto semplici ed efficaci per attaccare una delle più grandi installazioni petrolifere saudite. Non sorprende quindi che i sauditi stiano ora chiedendo la pace: “L’Arabia Saudita ha dato il via libera al Primo Ministro iracheno Adel Abdul Mahdi ad organizzare un incontro coll’Iran come primo passo verso la riduzione delle tensioni nella regione, rivelava Middle East Eye. Abas al-Hasnui, funzionario dell’ufficio del primo ministro, aveva dichiarato che Abdul Mahdi mediava tra i dirigenti di Riyadh e Teheran e aveva comunicato le condizioni delle parti per i colloqui”. I sauditi pongono ancora alcune stupide condizioni ai colloqui, ma altri attacchi huthi alla sua infrastruttura petrolifera li convinceranno che non sono necessarie. I sauditi devono cedere perché la superpotenza che una volta li proteggeva non può più farlo. Almeno non così facilmente come una volta. Andrej Martjanov e altri hanno a lungo predetto che sarebbe arrivato il momento in cui gli Stati Uniti avrebbero perso la supremazia. Non dobbiamo più aspettare. Il momento è ora.

Traduzione di Alessandro Lattanzio