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Russia, Stati Uniti e l’ultima guerra mondiale

Viable Opposition 26 settembre 2019

Una recente intervista sul giornale Moskovskij Komsomolets al Ministro della Difesa della Federazione Russa, Generale Sergej Shojgu, ci offre un interessante spaccato della mentalità dell’esercito russo e del suo atteggiamento verso l’esercito più potente (e costoso) del mondo, quello degli Stati Uniti.
Apriamo con questo grafico che mostra le nazioni con le più alte spese militari nel 2018:

Ecco un grafico che mostra le nazioni con le maggiori spese militari in percentuale del PIL nel 2018:

Con questo sfondo, ora diamo un’occhiata ai commenti del Ministro della Difesa Sergej Shojgu. L’intervistatore iniziò chiedendo al ministro se avesse paura della guerra. Rispose che “… la guerra è una cosa terribile…” e che era “… convinto che la sicurezza del Paese dipende principalmente da quanto sia forte il suo esercito e quanto possa difendere il Paese. E anche dalla fiducia dei cittadini nel loro esercito… ” e che, mentre sosteneva che non ci sarà una guerra al momento, l’esercito russo “… deve essere forte, ben armato ed equipaggiato e, soprattutto deciso a difendere la Patria…” Prese atto che l’esercito russo era in uno “stato deplorevole” nel 1999 e che il Primo Ministro Vladimir Putin prese decisioni fondamentali sulla riforma dell’esercito russo. Ogni anno, dal 2013, Putin incontra i leader delle Forze Armate russe a Sochi ed è informato su tutti gli aspetti dello sviluppo militare e della sicurezza della Russia. Ecco una citazione del ministro che illustra come i militari russi si siano modernizzati e rafforzati: “Il nostro compito chiave era sincronizzare tutti gli aspetti della preparazione e costruzione delle truppe, incluso l’addestramento del personale professionale e la fornitura di armi moderne. Abbiamo analizzato le minacce attuali e future, nonché le capacità dell’esercito di proteggere il nostro Paese da esse. Abbiamo individuato le condizioni delle truppe fino a ciascuna unità. Il risultato di questo complesso lavoro è lo sviluppo di una serie di documenti programmatici, incluso il piano di difesa”. Il Ministro della Difesa russo continuava a delineare in che modo l’esercito russo apprese dall’esperienza nella guerra in Siria e in che modo l’esperienza operativa aveva influito sullo sviluppo dei militari e delle armi nazionali.
Ecco una domanda particolarmente pertinente visto lo stato delle relazioni diplomatiche tra Washington, Mosca e Pechino: “Con quale probabilità ritiene la partecipazione della Russia a un qualsiasi ampio conflitto nel prossimo futuro? E in quali aree strategiche la Russia valuta il pericolo peggiore nel prossimo futuro?” Ecco la sua risposta: “Spero che non ci sia dubbio su una grane guerra oggi. E tutti i rischi e le conseguenze che tale guerra comporta sono ovvi a tutti. Sulla terza guerra mondiale, ci sono varie dichiarazioni diverse, e la più preciso e adeguata di esse mi sembra sia: “Non so che tipo di terza guerra mondiale sarà. Ma so per certo che sarà l’ultima”. Tuttavia, se parliamo delle minacce al nostro Paese, non diminuiscono. Gli Stati Uniti si sono già ritirati da due importanti trattati sul controllo degli armamenti nucleari. Ora rimane il trattato START-3, discusso negli Stati Uniti se rinnovarlo o meno? Come risultato di tale approccio, il mondo è sempre più imprevedibile e meno sicuro. Coll’attuale informazione e automazione, esiste un’alta probabilità di errori nel sistema di controllo delle armi. Questo è il motivo per cui recentemente sono emerse questioni relative alla sicurezza delle informazioni. Quando sei consapevole della tua vulnerabilità e sei interessato a mantenere equilibrio e sicurezza universale, hai il capogiro. E quando pensi a come gli Stati Uniti continuano a credere per inerzia che l’equilibrio di potere si è sviluppato a tuo favore, varie idee ti vengono in mente, anche irragionevoli. È in questa situazione che vedo ora la principale minaccia, e non solo per la Russia”.
Ecco la sua risposta quando gli fu chiesto delle intenzioni globali dell’occidente: “… in occidente, sono stati a lungo creati modelli e algoritmi per rovesciare qualsiasi autorità legale a loro sgradita in qualsiasi Paese. Naturalmente, tutto ciò avviene sotto la bandiera della promozione della democrazia. Bene, in quale Paese in cui “hanno portato la democrazia” essa ha messo radici: in Iraq, Afghanistan o Libia ? O nell’ex Jugoslavia, spezzata in 6 Paesi dai loro” bombardamenti” democratici nel 1999…” Infine, date le informazioni fornite all’inizio del post, ecco la domanda chiave: “Il bilancio militare degli USA è dieci volte quello russo. La Russia, in linea di principio, può effettivamente affrontare gli USA in tali condizioni?” Ecco la risposta del ministro: “Il nostro comandante in capo ha risposto a questa domanda in modo completo e ragionevole. Non solo può: la Russia già so oppone in efficace agli USA. Resiste grazie alle nostra scienza, industria, nuovi sviluppi. E oltre a questo, non vogliamo competere con essi su tutti i fronti. Se si mette il bilancio militare USA in prospettiva, si comprenderà che: hanno enormi spese per le varie basi sparse nel mondo. Gli USA ne ha 170. I costi per la sola operazione in Afghanistan sono pari al nostro budget annuale per la difesa. Gli Stati Uniti spendono enormemente per le compagnie militari private e le portaerei. Ma la Russia ha davvero bisogno di 5-10 gruppi di portaerei, se non attaccheremo qualcuno? Abbiamo bisogno di fondi che siano utilizzabili contro tali gruppi di portaerei nemici in caso di aggressione al nostro Paese. Ed è incomparabilmente più economico ed efficace! Le ho dato solo pochi esempi. Ma anche procedendo da essi, è chiaro che non dobbiamo confrontare il nostro budget per la difesa con quello statunitense. Per dimensioni del bilancio della difesa, siamo solo al settimo posto nel mondo. L’Arabia Saudita e, per inciso, il Giappone sono davanti a noi in questo caso. La cosa principale è che siamo abbastanza efficaci nelle nostre spese militari, spese in modo molto preciso ed attentamente monitorate dal nostro Comandante Supremo”.
L’esercito russo e la sua leadership sono chiaramente più interessati a difendere la Russia che a proiettare potenza in tutto il mondo. Mentre Washington ama accusare la Russia per la presunta ingerenza negli affari di Georgia ed Ucraina, il Ministro della Difesa russo nota che l’enorme bilancio militare degli Stati Uniti viene utilizzato per alimentare disastrosi conflitti nel mondo, sempre nel nome dell'”esportazione della democrazia” in nazioni come Iraq, Afghanistan e Libia, dove gli Stati Uniti hanno speronato la ricostruzione della nazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio