Demolire i miti sul cosiddetto “Patto Sovietico-Tedesco”

Un ringraziamento speciale all’esperto di Seconda Guerra Mondiale Vladimir Gujanicic
Drago Bosnic, FRN 28 settembre 2019

Il 17 settembre era l’80.mo anniversario di quando le truppe sovietiche liberarono Bielorussia occidentale ed Ucraina occidentale, già occupate dalla Polonia. L’esercito polacco optò per la sottrazione delle terre dopo le turbolenze della Prima guerra mondiale, quando la Russia perse enormi territori. Molto dopo, nel 1939, la Germania di Hitler invase la Polonia il 1° settembre, nonostante la Polonia avesse un patto di “Eterna amicizia” con Hitler. Va notato che tale patto si ebbe all’inizio del 1934, cioè pochi mesi dopo che Hitler prese il potere in Germania. All’epoca, la Germania nazista era relativamente debole militarmente. La Wehrmacht era persino inferiore alla Francia, principale avversario della Germania nell’Europa occidentale e assai inferiore alla Russia, che all’epoca aveva le forze armate più potenti del mondo. Alla fine degli anni ’30, la Polonia era ancora fedele all’alleanza con Hitler, che comprendeva anche un accordo commerciale molto favorevole. Cioè, favorevole al Terzo Reich poiché la Germania otteneva risorse tanto necessarie dalla Polonia. L’alleanza culminò coll’invasione congiunta polacco-tedesca della Cecoslovacchia nel 1938 (alcuni chiamerebbero questa invasione vero inizio della Seconda Guerra Mondiale), salutata da Regno Unito e Francia. L’occupazione della Cecoslovacchia, che all’epoca aveva un’industria degli armamenti molto sofisticata, dando a Hitler l’opportunità di raddoppiare il esercito alla metà del 1939. Ma ignoriamo quel “fatto banale” e diamo tutta la colpa ai “russi malvagi” che cercarono di formare un’alleanza antinazista da quando Hitler prese il potere nel 1933.
L’URSS combatté i nazisti negli anni ’30, anche nella guerra civile spagnola (1936-1939). Fu solo dopo numerosi rifiuti inglesi e francesi nel stabilire un’alleanza antinazista che i sovietici ne ebbero abbastanza delle manfrine occidentali e firmarono il patto di non aggressione tedesco-sovietico. Ora, si dovrebbe capire che un patto di non aggressione non è per nulla quell’alleanza che la rabbiosa propaganda russofoba vorrebbe che tutti pensino. È proprio ciò che dice il nome: un patto in cui le parti concordano di firmare un documento giuridicamente vincolante che affermi che non devono attaccarsi. E in effetti, vedendo come la Wehrmacht fece irruzione in Europa in pochi mesi, Stalin volle evitare uno scontro diretto, poiché riteneva che l’Armata Rossa non fosse ancora pronta a tale guerra perché l’URSS attraversava una massiccia riforma militare che avrebbe reso l’Armata Rossa la più potente forza armate del mondo nel 1942/1943. Hitler lo sapeva e voleva invadere l’URSS al più presto possibile per evitare di dover affrontarne una ancora più potente. Il resto è una parte ben nota della nostra triste storia del mondo.
Circa 600000 soldati sovietici morirono combattendo il nazismo e liberando la Polonia dagli omicidi oppressori, ponendo fine alla follia omicida nazista, che uccise 6 milioni di cittadini polacchi (oltre il 20% della popolazione). E tale follia omicida nazista fu fermata solo dagli inimmaginabili sforzi di guerra di Armata Rossa ed URSS che perse 27 milioni di persone. E ora, quegli sforzi vengono denigrati e paragonati all’aggressore nazista. Alcun sistema governativo è perfetto ma, nonostante i numerosi difetti, confrontare il comunismo coll’oppressione nazista e il genocidio è nella migliore delle ipotesi immorale. Tuttavia, questo è esattamente ciò che accade da tempo, in particolare nell’Europa orientale, una delle aree più colpite dal dominio nazista. Nonostante tutto, il revisionismo storico e la rabbiosa russofobia sono più sfrenati che mai. E non solo nei Paesi tradizionalmente russofobi, come Polonia e Stati baltici. Washington (e Bruxelles) sono impegnati a promuovere tale odio in modo da non solo creare un baluardo contro la mitica “aggressione russa”, ma anche un possibile terreno di lancia per un’altra “Barbarossa”. Naturalmente, proprio come nel 1938 quando usarono i cechi come gettone di scambio, non è un gran problema per l’occidente utilizzare gli europei dell’est come carne da cannone per un possibile futuro confronto con la Russia, lasciando l’occidente incolume. Tuttavia, questa volta, sarà molto diverso poiché più di 6000 bombe atomiche russe non saranno d’accordo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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2 commenti su “Demolire i miti sul cosiddetto “Patto Sovietico-Tedesco”

  1. Mario Quattrucci il said:

    Comprendo le ragioni di spazio, ma si dovrebbe dire di più e meglio. Esistono ottimi libri di storia della II Guerra Mondiale, non sospettabili di partigianeria filocomunista, che illustrano bene come e perché si arrivò al patto germano-sovietico, e poi alla guerra e al ruolo che ebbe l’URSS e il suo popolo. Questi libri, naturalmente sono sepolti dal revisionismo storico, ma forse si potrebbe dare una bibliografia e, magari, pubblicarne qualche estratto.
    Detto ciò, da comunista italiano antistalinista dal 1956, condivido ed elogio la rivolta contro l’oscena equiparazione del fascismo al comunismo, del nazismo allo stalinismo.

  2. aurorasito il said:

    Puoi indicarla tu una lista, purché non si tratti di bernocchiate e peregallate…

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