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Russia e Algeria: decenni di amicizia e cooperazione militare e tecnica

Dmitrij Bokarev NEO 24.09.2019

L’Algeria, grande Paese arabo nel Nord Africa, ha rapporti amichevoli con la Federazione Russa da tempo. Nel 1960, durante la sanguinosa guerra di 8 anni per l’indipendenza algerina dalla Francia, l’Unione Sovietica riconobbe il governo provvisorio della Repubblica algerina. Nel 1963, quando la guerra finì, l’URSS inviò una squadra di dragamine per rimuovere le mine nella Repubblica Democratica Popolare d’Algeria. Fu riferito che gli esperti sovietici disinnescarono 1,5 milioni di mine. Da allora le due nazioni hanno rapporti amichevoli. L’URSS inviò specialisti militari in Algeria per rafforzare la Difesa di questa giovane nazione, così come medici ed ingegneri che assicurarono che numerosi algerini fossero addestrati e qualificati nei loro ruoli. Inoltre, l’Unione Sovietica aiutò la Repubblica Democratica Popolare d’Algeria a costruire vari impianti di produzione e sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas. E nel complesso, diede un contributo sostanziale allo sviluppo industriale e socio-economico di questa nazione. La relazione amichevole fu mantenuta anche dopo il crollo dell’URSS, cioè tra Algeria e Federazione Russa, il successore dell’Unione Sovietica. La Russia è ancora presente nel settore petrolifero e del gas della Repubblica democratica popolare algerina, nonché nella metallurgica e in agricoltura. La lotta al terrorismo internazionale è diventata una questione importante nell’agenda della cooperazione tra Algeria e Russia. Nel 2001, le due nazioni firmarono una dichiarazione sul partenariato strategico. Nel 2002, il primo satellite algerino, ALSAT-1, fu lanciato su orbita bassa dal cosmodromo di Plesetsk sul vettore spaziale russo Kosmos-3M. Nel 2006, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, compì una visita ufficiale nella Repubblica Democratica Popolare d’Algeria. Negli ultimi anni, gli scambi tra Russia e Algeria sono aumentati drasticamente e nel 2017 il fatturato commerciale bilaterale fu di 4,6 miliardi di dollari, due volte quello del 2015. Le vendite di beni militari rappresentò 3 miliardi del totale. La cooperazione militare e tecnica svolge un ruolo abbastanza importante nelle relazioni tra Russia e Algeria. Ad esempio, la Repubblica Democratica Popolare d’Algeria dimostra da tempo l’apprezzamento per l’aviazione militare sovietica e russa. In effetti, tutti gli aerei da combattimento dell’Algeria, ovvero aerei da combattimento, bombardieri e aerei da ricognizione, provengono da URSS o Russia.
Già nel 1979, l’Algeria iniziò ad acquistare intercettori sovietici e aerei da ricognizione Mikojan-Gurevich MiG-25 e bombardieri da ricognizione MiG-25RBS. Dal 1990 al 2000, la nazione acquistò più di 30 bombardieri Sukhoi Su-24M/MK e diversi aerei da ricognizione Su-24MR. Inoltre, all’inizio degli anni 2000, l’Algeria acquistò oltre 20 caccia multiruolo sovietici Mikojan MiG-29 da Bielorussia e Ucraina. Dal 2007, la Repubblica Democratica Popolare d’Algeria acquistò 58 caccia Sukhoi Su-30MK dalla Federazione Russa. Il Su-30 è il famoso aereo da caccia pesante multiruolo della Russia, progettato alla fine degli anni ’80 in URSS e poi utilizzato dalla Federazione Russa. All’inizio degli anni ’90, fu lanciata una versione d’esportazione dell’aviogetto, il Su-30MK. Le lettere “MK” indicano rispettivamente modernizzato e commerciale. Poco dopo la comparsa del Su-30MKI, la lettera “I” sta per India, poiché questo aviogetto da combattimento fu progettato specificamente per le esigenze del mercato indiano. Successivamente, fu lanciato il Su-30MKI(A) dove la lettera “A” sta per Algeria. Da quando la leadership della Federazione Russa si è convinta dell’affidabilità del partner e della forte domanda di tali aviogetti dall’Algeria, gli ingegneri aerospaziali russi progettarono un velivolo che soddisfa al meglio le esigenze delle forze aeree di questa nazione. Inoltre, la maggior parte degli elicotteri militari dell’Algeria proviene da URSS o Federazione Russa. Su 135 elicotteri dell’Aeronautica militare della Repubblica Democratica Popolare d’Algeria, 75 sono versioni del Mil Mi-8 sovietico. Vi sono anche 31 Mil Mi-24 e 3 sovietici Ka-32T sovietici, 8 Mi Mi-26 e 6 Mi-28NE russi nella flotta. Tuttavia, le forze armate dell’Algeria non sono solo dotate di velivoli militari sovietici e russi, URSS e Federazione russa anche fornirono alla Repubblica democratica popolare dell’Algeria una grande quantità di veicoli corazzati negli ultimi decenni, cioè più di 1000 carri armati, circa 1000 veicoli da combattimento della fanteria (IFV) e più di 800 veicoli corazzati (APC). L’Algeria ha anche 6 sottomarini russo-sovietici (il che significa che questa nazione ha la più potente flotta sottomarina dell’Africa) e sistemi di difesa aerea. Complessivamente, dal 1991 al 2016, la Repubblica democratica popolare algerina ha acquistato attrezzature militari russe per un valore di circa 10 miliardi di dollari, divenendo il terzo maggiore importatore di armi russe dopo India e Cina. Ancora più importante, tuttavia, grazie alla cooperazione militare e tecnica con Unione Sovietica e poi Russia, l’Algeria ha acquisito centinaia di esperti militari, istruiti e formati in istituti specializzati sovietici e russi.
Nell’agosto 2018, i media riferirono che la Repubblica democratica popolare dell’Algeria era interessata all’acquisto di un nuovo lotto di aviogetti da combattimento russi e che i due Paesi erano impegnati in trattative per la fornitura di caccia MiG-29M/M2 (versione moderna di MiG-29M a cui i piloti militari dell’Algeria sono più abituati). Nell’ottobre 2018, l’esercitazione militare Storm-2018 fu condotta in Algeria. Durante le esercitazioni, i sistemi missilistici Buk-M2E (acquistati dalla Federazione Russa) apparvero per la prima volta. Nel gennaio 2019, Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri della Federazione Russa, arrivò nella Repubblica democratica popolare dell’Algeria. I media non riferirono della firma di accordi durante la visita, ma aveva lo scopo di dimostrare che entrambi i Paesi erano pronti a promuovere la cooperazione in tutte le aree possibili. Una settimana dopo la visita di Sergej Lavrov in Algeria, si ebbe a Mosca un incontro della commissione intergovernativa russo-algerina. Durante questo evento le discussioni si concentrarono sui piani per sviluppare ulteriormente la cooperazione tra le due nazioni. Federazione Russa e Repubblica Democratica Popolare d’Algeria decisero di assicurarsi una crescente collaborazione in settori come industria petrolifera e del gas, agricoltura, medicina e prodotti farmaceutici e sicurezza informatica. Nel marzo 2019, Sergej Lavrov incontrò a Mosca Ramtane Lamamra, Ministro degli Esteri dell’Algeria. Sergej Lavrov affermò che la cooperazione militare e tecnica tra Federazione russa e Repubblica democratica popolare algerina contribuiva in modo significativo a garantire la stabilità del Nord Africa. Nel settembre 2019, fu riferito che l’Algeria aveva deciso di acquistare 30 aerei da combattimento russi (16 Su-30MKI (A) e 14 MiG-29M/M2), e anche attrezzature e munizioni per questi velivoli. Il costo totale dell’acquisto fu di oltre 2 miliardi. Inoltre, fu annunciato che la Russia potrebbe iniziare i lavori di ammodernamento degli aerei da combattimento della Repubblica democratica popolare algerina. L’accordo fu firmato durante il MAKS-2019 (International Aviation and Space Salon) tenutosi nella Federazione Russa tra agosto e settembre 2019.
La cooperazione militare e tecnica tra Russia e Algeria è di grande beneficio per entrambe le parti. La Federazione Russa è uno dei leader indiscussi nel mercato globale delle armi e i prodotti del suo complesso militare-industriale sono apprezzati, venduti e persino copiati in tutto il mondo. L’Algeria è uno dei Paesi più potenti del Nord Africa ed è molto influente nel mondo islamico. Inoltre, la cooperazione militare e tecnica tra queste due nazioni dimostra inequivocabilmente che sono d’accordo su questioni chiave della politica estera. Di conseguenza, questa collaborazione nella sfera militare garantisce il rafforzamento delle posizioni della Russia in Medio Oriente.

Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio