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Gli USA puntano ad incassare sulla rivalità tra sauditi e Stati del Golfo

Malik Ayub Sumbal

La crescente tensione tra Arabia Saudita e Iran vedeva un nuovo sequel quando avvennero gli attacchi coi droni sui due impianti petroliferi che il regno saudita attribuiva all’Iran; tuttavia l’Iran respinse le accuse delle autorità saudite. Il Ministro degli Esteri iraniano Javed Zarif rispose categoricamente che qualsiasi attacco al suo Paese darà “la guerra totale”. Questi attacchi misero in luce l’incapacità degli Stati Uniti di proteggere gli alleati che li pagarono per miliardi di dollari. La responsabilità dei recenti attacchi dei droni fu presa dai ribelli huthi dello Yemen in stato di guerra coll’Arabia Saudita dal 2015. Poco dopo la serie di attacchi dei droni sui principali siti petroliferi dell’Arabia Saudita, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump accusava l’Iran dell’attacco. D’altronde, tuttavia, nella condotta della guerra l’Arabia Saudita aveva costantemente accusato l’Iran, quale mente di questi attacchi. Il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita Adil al-Jubayr, durante una conferenza stampa a Riyadh, dichiarò che il regno prenderà le misure necessarie dopo le indagini, se l’Iran ne fosse colpevole. Ed anche disse che i sauditi si consultavano cogli alleati e che i sauditi erano certi che i droni provenissero dal nord e non dallo Yemen; tuttavia, sarà accertato dalle indagini. Pertanto, dalle dichiarazioni del ministro saudita si può desumere che le accuse saudite fossero retorica anti-iraniana. Le accuse dell’Arabia Saudita non si basavano su alcuna indagine credibile e il regno accusò l’Iran prima di una qualsiasi indagine approfondita. Alcuni casi in passato testimoniano il fatto che l’Arabia Saudita era solita seguire le istruzioni degli Stati Uniti senza il necessario controllo istituzionale sulla politica anti-Iran in Medio Oriente. Per gli Stati Uniti, tali incidenti sono le migliori opportunità per mantenere attivo il conflitto tra Arabia Saudita e Iran con tali schermaglie.

La guerra tra Arabia Saudita e Iran è “improbabile”
L’Arabia Saudita era intrappolata nello Yemen e dopo quattro anni si dimostrò uno dei principali errori di calcolo strategici del principe ereditario saudita Muhamad bin Salman, il sovrano di fatto del Paese. La “guerra dello Yemen” apriva un nuovo fronte della guerra dell’Arabia Saudita e il regno non aveva la possibilità esplicita di sospenderla. Dall’altro lato, se l’Arabia Saudita attuava la politica degli Stati Uniti e persegue un qualsiasi comportamento aggressivo nei confronti dell’Iran, a seguito degli attacchi dei droni alle strutture petrolifere, il risultato sarebbe assai dannoso per la pace della regione del Golfo. Il Medio Oriente, in particolare Iran ed Arabia Saudita, i due Paesi si scontravano in tale confronto. Sanno che anche un solo errore può condurli a una catastrofe infinita e massiccia da incenerire l’intero Medio Oriente. I due Paesi erano profondamente coinvolti con una serie di delegati in Medio Oriente e già calcolarono le loro forze per un qualsiasi scontro futuro e possibile disavventura. Nelle circostanze attuali e nella crisi economica, è difficile per un Paese sprecare capitali per le guerre, sempre più costose, e la pressione pubblica sulla leadership aumentava per evitare lo scontro che strapperebbe pane e burro al popolo. Dall’altro lato, il Presidente Hassan Rohani sullo spiegamento di truppe statunitensi in Arabia Saudita avvertiva che le forze straniere minacciano la sicurezza del Golfo. Parlando alle Nazioni Unite, il presidente iraniano affermava che le forze straniere avevano sempre portato dolore e miseria e che non dovevano essere usate per la corsa agli armamenti. Gli Stati Uniti erano disposti a schierare altre truppe in Arabia Saudita dopo gli attacchi dei droni alle strutture petrolifere saudite. Il presidente iraniano aggiunse che l’Iran è disposto a presentare una nuova iniziativa di pace nel Golfo alla sessione delle Nazioni Unite dei prossimi giorni.

Gli Stati Uniti proteggeranno i loro alleati in Medio Oriente?
Il Pentagono decise d’inviare truppe su richiesta di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per proteggerli. Tuttavia, la domanda principale è per quanto gli Stati Uniti salvaguarderanno il regno e cosa l’Arabia Saudita dovrà rimborsare per la propria sicurezza agli Stati Uniti. Il prezzo degli Stati Uniti, dell’offerta di salvaguardare l’Arabia Saudita a condizione di continuare la strategia e il gioco bellico anti-iraniana, sarà molto costoso per i sauditi. Gli Stati Uniti hanno una storia di inganni verso i loro alleati, e le autorità saudite dovrebbero saperlo. Intrappolarsi in un qualsiasi scontro coll’Iran a vantaggio degli Stati Uniti, non sarebbe nell’interesse dell’Arabia Saudita. Per gli Stati Uniti, la politica di difesa nel Medio Oriente si basa sulla rivalità tra Iran e Arabia Saudita. Se oggi l’atmosfera tesa tra i due Paesi su raffreddasse, l’industria della difesa gli Stati Uniti rischierebbe di perdere miliardi di dollari. Pertanto, mantenere tali tensioni tra Arabia Saudita e Iran è nell’interesse degli Stati Uniti. La storia testimonia come gli Stati Uniti utilizzassero strategie belliche per mantenere le proprie industrie di armi. Apparentemente il Medio Oriente dà l’impressione che ci siano due grandi rivali, Iran ed Arabia Saudita, ma in realtà non è così. Il Medio Oriente è il terreno ideale per la “Guerra fredda” ed in ogni tipo di scontro; i principali attori della “Guerra Fredda” si demoralizzano a vicenda. La Siria è il miglior esempio recente.

Malik Ayub Sumbal è analista geopolitico, commentatore e pluripremiato giornalista.

Traduzione di Alessandro Lattanzio