Xinjiang e uiguri, cosa non sapete?

World Affairs 1 settembre 2019

“Un milione di musulmani uiguri nei campi di concentramento!”… “Pulizia etnica e genocidio culturale!”… I media occidentali usano espressioni emotive in modo molto efficace. Ma qual è la realtà? Andiamo oltre esagerazione, distorsione e sensazionalismo. In primo luogo, i media non mostreranno mai le regioni pacifiche e prospere dello Xinjiang, e non parleranno dei miliardi di dollari che la Cina ha investito nello Xinjiang, per la modernizzazione delle città, la costruzione di 21 aeroporti, del collegamento con la regione con treni ad alta velocità e così via. E ci sono anche migliaia di moschee, e la storia che risale a più di 2000 anni fa, quando l’antica via della seta collegava la Cina a Italia e Grecia. In Cina, le moschee costruite nel X secolo testimoniano tolleranza e rispetto dei diritti religiosi nella società cinese. Due pepite vanno ricordate: lo Xinjiang è una regione molto vasta, quattro volte la California (!); e gli uiguri rappresentano solo circa il 40 percento della popolazione dello Xinjiang.
Ora, analizziamo i fatti. Esistono quattro tipi di musulmani uiguri:
Uiguri musulmani/laici ben istruiti e moderati
Uiguri della povera classe media
nomadi
Separatisti e terroristi

Uiguri moderati/secolari
Sono musulmani della classe media o medio-alta che conducono una vita normale, hanno un buon lavoro e s’integrano facilmente nella cultura cinese. Ci sono anche famosi musicisti, conduttori televisivi, rapper (!), Ecc. in Cina. Come le famose attrici Guli Nazha e Dilraba Dilmurat.

I figli delle famiglie istruite vanno a scuola, conducono una vita normale e usano social media come Tik Tok (“Douyin” in Cina).

Uiguri della classe operaia
Ci sono anche molti uiguri della classe operaia che possiedono ristoranti e negozi di souvenir o lavorano come artisti e artigiani in siti turistici. Le loro vite non sono male e la maggior parte di loro non ha problemi col governo.

Uiguri poveri
Poi ci sono gli uiguri molto poveri che vivono nei bassifondi. Questi sono i principali obiettivi del reclutamento dai jihadisti. Molti dei loro figli lavorano per strada e lucidano le scarpe o aiutano le l famiglie con compiti umili, come prendersi cura di asini o altri animali. Quando il governo cinese ordina ai bambini di andare a scuola, i media occidentali gridano all’omicidio. Che ipocrisia! Se questi uiguri vengono negli Stati Uniti, anche i bambini saranno costretti ad andare a scuola. Ecco una scuola in cui il “malvagio PCC” costringe i bambini uiguri ad andare:

La maggior parte di questi bambini non parla nemmeno cinese, il che limita fortemente la possibilità di trovare un lavoro in età adulta. Così, quando imparano il cinese a scuola, la propaganda occidentale urla al “genocidio culturale”. Pura idiozia! La BBC ammette che il governo “comunista” (sussulto!) negli ultimi cinque anni ha speso $ 1,2 miliardi per rinnovare e costruire nuove scuole per i figli dello Xinjiang. Questo va applaudito, non demonizzato! Il governo cinese ha svolto un lavoro fenomenale nel rimuovere 1,85 milioni di musulmani uiguri dalla povertà tra il 2014 e il 2017. Naturalmente, i media occidentali non ne parleranno mai.

Nomadi uiguri
Poi ci sono uiguri pastori e nomadi nella vasta regione dello Xinjiang. Anche se sembra romantico, le loro vite non sono compatibili coi tempi moderni. Molti sono bloccati nell’estrema povertà e anche i loro figli sono completamente analfabeti. A volte il governo cinese trasferisce decine di migliaia di queste persone nelle città e gli fornisce posti di lavoro, alloggi gratuiti, assistenza sanitaria e così via. Naturalmente, i media nordamericani parleranno di “pulizia etnica”. Altre regioni escono dalla povertà estrema con simili progetti di reinsediamento. Molti nomadi godono di questa nuova vita: “Con riscaldamento centralizzato, gas, acqua corrente, Internet e TV via cavo, non dobbiamo preoccuparci di cose che ci tormentavano in passato”. A volte, se i genitori non vogliono rinunciare alla vita nomade, il governo può portare i bambini in collegi dove hanno diritto a un alloggio gratuito, pasti e istruzione.
Separatisti e terroristi
Ciò che non è menzionato dai media principali è che l’occidente accarezza il separatismo nello Xinjiang dagli anni ’50! Quando i comunisti cinesi vinsero nel 1949 (sconfiggendo la fazione appoggiata dagli Stati Uniti, che in seguito creò Taiwan), gli Stati Uniti iniziarono ad armare e finanziare i separatisti in Tibet e Xinjiang, portandone numerosi in Germania negli anni ’70 e istigandoli a fomentare un movimento per il “Turkestan”. Attualmente, il cosiddetto “Congresso mondiale uiguro” (WUC) è finanziato e glorificato dal governo degli Stati Uniti e ONG come il National Endowment of Democracy (NED), che svolse un ruolo importante negli scontri di Piazza Tiananmen nel 1989. A proposito, la storia del “milione di musulmani nei campi di concentramento” (a volte 2 o 3 milioni!) è tratta dalla testimonianza di membri del WUC. Tuttavia, con sgomento dei propagandisti, alcun Paese musulmano si beve la storia di “campi di concentramento”. La Turchia è la più vicina agli uiguri, essendo di origine turca. Il capo turco Erdogan era in Cina qualche giorno fa affermando che i centri di riabilitazione uigura non avrebbero influenzato le relazioni sino-turche. L’Indonesia, il più grande Paese musulmano del mondo, affermava di aver compreso la difficile situazione della Cina contro i separatisti. Allo stesso modo, Pakistan, Bangladesh, Malesia e persino Arabia Saudita respingevano tali storie sensazionali. Molti diplomatici e giornalisti avevano visitato questi centri e furono rassicurati.
Un’altra prospettiva storica: dopo la fine della guerra dei mujaheddin in Afghanistan nel 1989, molti di essi si recarono in Asia centrale. E la malattia del wahhabismo si diffuse anche nello Xinjiang. Dal 2009 al 2015 ci furono molti attentati terroristici dai jihadisti uiguri. Fu allora che la Cina decise di reprimerli. Al culmine della guerra in Siria, circa 18000 islamisti uiguri si recarono in Siria aderendo allo SIIL per combattere Assad.

Conclusione
Lo Xinjiang ha anche molte implicazioni economiche. La China Belt and Road Initiative (BRI) riunisce ogni anno migliaia di treni e camion che trasportano merci tra Cina e Europa, e la maggior parte di essi attraversa lo Xinjiang. Numerosi oleogasdotti dall’Asia centrale attraversano lo Xinjiang per alimentare l’economia industriale cinese. Un Xinjiang instabile causerà caos nell’economia cinese. Il governo cinese cerca di aiutare i poveri e combattere i jihadisti. Mentre l’occidente piange lacrime di coccodrillo, gli uiguri ballano e cantano all'”Uyghur Got Talent”. Gli Stati Uniti devono davvero ridefinire la propria politica estera, che ora poggia su caos, scontro, guerre, dividi e impera machiavellico e propaganda infinita. Gli Stati Uniti hanno bisogno di un approccio positivo basato su cooperazione, concorrenza amichevole e politiche etiche.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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