Il patto di Hitler-Stalin, una risposta

Jacques R. Pauwels, Counterpunch 5 settembre 2019

Ci sono molte inesattezze nel saggio Proyect/Szelegieniec, ma commenterò solo alcune delle più importanti:
– La marcia dell’Armata Rossa nella Polonia [orientale] non fu un'”incursione imperialista”, come sostengono LP-PS. La “Polonia orientale” era territorio ucraino e bielorusso conquistato dalla Polonia quando nel 1919 invase la Russia sovietica in quella che fu in effetti una conquista “imperialista”. E l’area non era sotto la “sovranità polacca” quando l’Armata Rossa la occupò nel settembre 1939, poiché il governo polacco, fuggito nella Romania neutrale, aveva cessato di esistere. Inoltre, se l’Armata Rossa non fosse entrata, i nazisti avrebbero occupato l’area; è per questo motivo che gli alleati occidentali non solo non dichiararono guerra all’Unione Sovietica ma applaudirono all’azione sovietica.
– L’Unione Sovietica “non ha violato il patto di non aggressione che ha co-firmato con la Polonia”, come LP-PS sostengono, dal momento che Mosca aveva abrogato i trattati con la Polonia quando sequestrò l’area di Teschen in Cecoslovacchia nell’ottobre 1938.
– Non è vero che, come sostengono LP-PS, “non ci sono prove storiche a sostegno dell’affermazione di Pauwels secondo cui il regime militare polacco avrebbe flirtato col regime nazista nella speranza di una conquista congiunta dei territori sovietici”. Ecco alcuni esempi di tale flirt: (1) Già nel gennaio 1934, quando Hitler era al potere da appena un anno, la Polonia firmò con la Germania nazista un patto di non aggressione e amicizia, cementata dal comune odio dei russi, “rossi” in generale, ebrei e cecoslovacchi. Nello stesso anno, alti funzionari polacchi e nazisti s’incontrarono per parlare della possibilità di sforzi congiunti per staccare l’Ucraina dall’Unione Sovietica. (2) Nel gennaio 1935 Goering fu accolto a Varsavia con un elaborato ricevimento nella residenza di Pilsudski. Fu nuovamente discussa una possibile alleanza antisovietica, in base alla quale i polacchi offrirono concessioni su Danzica e il corridoio polacco in cambio di acquisizioni in Ucraina. Secondo quanto riferito, Goering suggerì che Pilsudski potesse essere il comandante supremo dell’esercito invasore polacco-tedesco e che i capi polacchi come Lipski, ambasciatore a Berlino, erano “galvanizzati” (elektrisiert) da tali prospettive. È praticamente certo che non fu discussa solo la cooperazione militare ma anche la divisione dell’Ucraina in sfere d’influenza. Più tardi nello stesso anno, i generali polacchi visitarono Berlino e Dresda per colloqui con le controparti tedesche, e le azioni congiunte contro la Cecoslovacchia furono decise durante gli incontri berlinesi dei capi politici, tra cui Hitler, Goering, Ribbentrop e il germanofilo Beck, di cui i servizi segreti francesi riferirono in seguito che ora era un totale “vassallo” (inféodé) di Hitler, nonostante la Polonia fosse un alleato formale della Francia. (3) Nel gennaio 1939, dopo un incontro con Beck, il ministro degli Esteri nazista Ribbentrop scrisse che il capo polacco “non ha nascosto il fatto che la Polonia avesse aspirazioni dirette verso l’Ucraina sovietica e un collegamento con il Mar Nero”. È chiaro che tali aspirazioni non potevano mai realizzarsi senza la collaborazione della Germania nazista. (4) La collusione polacca con la Germania nazista non si limitò a parlare di potenziali conquiste comuni a spese dell’Unione Sovietica e anche della Cecoslovacchia. L’occupazione polacca della città cecoslovacca di Teschen a seguito dell’occupazione della Germania nazista nella regione dei Sudeti, nel 1938, fu un esempio spudorato di tale collusione attiva.
– Contrariamente a quanto sostengono LP-PS, non esisteva una “oppressione nazista-sovietica della nazione polacca”. I nazisti opprimevano i polacchi, i sovietici no. In effetti, l’occupazione della “Polonia orientale” salvà la vita a innumerevoli abitanti della regione, in particolare gli ebrei. Ancora più importante, verso la fine della guerra, l’Armata Rossa liberò la Polonia dal giogo nazista al costo di centinaia di migliaia di vite dei soldati dell’Armata Rossa, e salvò così il Paese.
– Infine, è incredibilmente falso che, come sostengono LP-PS, che “senza l’assistenza sovietica non ci sarebbe stato, per usare il termine Pauwels, il” Behemoth militare tedesco nazista””. Ciò che trasformò la Germania nazista in un Behemoth militare furono, in primo luogo, le concessioni fatte nel contesto della “politica di pacificazione degli alleati occidentali”, permettendo alla Germania, in violazione del Trattato di Versailles, di rimilitarizzarsi, riarmarsi fino ai denti, e annettere l’Austria e gran parte della Cecoslovacchia.
Mentre LP-PS fanno parecchie false affermazioni, ovviamente sperando di esonerare i militari che governavano la Polonia nel 1939 e d’incriminare la leadership sovietica, non possono, e quindi non provano nemmeno, di confutare alcuno dei punti essenziali del mio articolo sulle origini e l’impatto del Patto MR sulla Guerra mondiale che ne seguì, vale a dire:
– Le ripetute offerte dell’Unione Sovietica di stabilire un’alleanza anti-Hitler, un accordo che avrebbe potuto impedire a Hitler di scatenare la guerra mondiale, furono respinte dai capi di Polonia, Gran Bretagna e Francia. Gran Bretagna e Francia speravano che Hitler marciasse verso est e distruggesse l’Unione Sovietica, e attraverso la loro politica di pacificazione gli facilitarono quel compito, soprattutto blandendolo offrendogli territorio cecoslovacco nella riunione a Monaco nel 1938.
– In netto contrasto con la Polonia, i cui sovrani si precipitarono a firmare un patto con la Germania nazista quando Hitler era appena salito al potere, l’Unione Sovietica rispose positivamente all’offerta della Germania nazista di concludere un patto di non aggressione, che sicuramente non era un’alleanza”, quando nell’estate 1939 fu evidente che Londra e Parigi non agivano in buona fede e che l’idea di sicurezza collettiva era condannata dalla decisione del governo polacco di non consentire mai alle truppe sovietiche di passare sul suolo polacco.
– Grazie al Patto Molotov-Ribbentrop, la Germania nazista attaccò l’Unione Sovietica non nel 1939, come inizialmente previsto, ma nel 1941, e da “blocchi di partenza” a circa 300 km più ad ovest dal cuore sovietico. Lo spazio e anche il tempo risparmiati grazie al Patto permisero all’Armata Rossa di sopravvivere all’attacco nazista, combattere con successo e alla fine vincere la guerra. Grazie a questa vittoria, la Germania nazista non rimase l’egemone dell’Europa e la Polonia poté risorgere dalle ceneri.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Un commento su “Il patto di Hitler-Stalin, una risposta

  1. Inoltre ,qui si dimentica di dire, che il Giappone stava già attaccando l’URSS sul Kalchingol, e data la valenza del patto d’acciaio contro il comunismo-bolscevismo, fra Giappone,Germania e Italia, anche noi eravamo virtualmente in guerra, come la Germania, del resto. La genialità del patto Molotov Von Ribbentrop sta anche in questo. I giapponesi firmarono la pace e furiosi si ritirarono dal Patto D’Acciaio.

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