Il “terrore bianco” ad Hong Kong

Adrian Chan-Wyles, The Sangha Kommune 27/08/2019

La prima rivoluzione cinese del 1911 fu guidata da Sun Yatsen con la “Tongmenhui”, o “Società dell’ Alleanza Unita”, spazzando via migliaia di anni di imperialismo cinese e inaugurando la modernizzazione filo-occidentale, ma anche prima della rivoluzione russa del 1917, Lenin ebbe un’opinione positiva del movimento rivoluzionario cinese. A causa di problemi interni e del cambio di influenza e prospettiva, il “Koumintang” fu fondato alla fine del 1919 (in Cina), poteva essere tradotto come “Partito popolare nazionalista”. Questo movimento governò la Cina continentale fino al 1949, quando fu rovesciato dalle forze militari del Partito Comunista Cinese, guidato da Mao Zedong (e altri). Dal 1925 in poi, il “KMT”, come è noto, fu guidato dal tiranno Chiang Kai-Shek, uno stragista ora elogiato come grande capo sull’isola di Taiwan, e visto come “eroe” in occidente. Sebbene Sun Yatsen avesse l’idea d’abbracciare la democrazia liberale occidentale, Chiang Kai-Shek governò la Cina continentale con pugno di ferro, e continuò tale brutalità a Taiwan per decenni (fino alla morte nel 1976). Mentre Sun Yatsen strinse un’alleanza tra nazionalismo, centrismo e comunismo (un’idea dei primi giorni del KMT), Chiang Kai-Shek, da alleato degli Stati Uniti, perpetuò una spietata politica anticomunista che uccise decine di migliaia di persone nel 1927 (una politica che incluse esecuzioni pubbliche filmate da mostrare nei cinema occidentali). Dato che Chiang Kai-Shek era filo-cristiano, ordinò la distruzione dell’antico tempio Shaolin nel 1928 (un’atrocità che i nazionalisti taiwanesi cercavano di attribuire ai comunisti cinesi). Mentre i nazionalisti persero il potere militare e politico in Cina alla fine degli anni ’40, col sostegno degli Stati Uniti Chiang Kai-Shek usò il suo esercito armato e addestrata negli Stati Uniti per “invadere” l’isola filo-comunista di Taiwan, uccidendo decine di migliaia degli indigeni taiwanesi e usando tale pulizia etnica come mezzo per liberare la terra per i sostenitori nazionalisti trasferitisi e stabilitisi sull’isola. Fino ad oggi, l’occidente è “silenzioso” su tali atrocità perpetrate dai nazionalisti, semplicemente perché i “nazionalisti” cinesi (che non sono diversi dai tedeschi nazisti per ideologia fascista), sono “capitalisti”. Molti bambini cinesi di Taiwan vengono inviati negli Stati Uniti per essere istruiti e indottrinati con atteggiamenti occidentali, imperialisti e capitalisti. Questa è una mania verso gli atteggiamenti occidentali, eurocentrici e razzisti “antistorici”, o che non hanno rilevanza storica o culturale per la storia e la psicologia cinesi, vecchie o nuove.
La violenza abituale degli Stati Uniti, la violenza associata all’imperialismo e alla colonizzazione eurocentrici, cerca di “normalizzare” la distruttività occidentale in Cina, e al popolo cinese di smettere d’interpretare questa epoca come “sfruttatrice” e “criminale”. In altre parole, tale insensata violenza eurocentrica contro la cultura cinese, come si è visto di recente a Hong Kong, va reinterpretata dal popolo cinese, in modo da vederla come “buona” (come un padre vittoriano che rimprovera un bambino ribelle) partendo dal processo di “maturazione” in quanto forzatamente “occidentalizzato”. Mentre i nazionalisti taiwanesi adottano un approccio alla “Topolino” nei confronti della storia e della cultura cinesi (generando un bizzarro mimetismo della propria eredità culturale), il Partito comunista cinese (PCC) conserva e protegge la storicità della Cina, nelle vecchia e “nuove” manifestazioni. Considerando che i nazionalisti hanno oppresso gli indigeni taiwanesi e trasformato l’isola di Taiwan in un’arena per i missionari statunitensi nel “convertire” e “lavare il cervello” ai giovani taiwanesi, il PCC assicura che la distruttività dell’imperialismo occidentale (e la sua giustificazionista ideologia capitalista) sia sempre compreso correttamente da una generazione all’altra.
Il punto è che Chiang Kai-Shek rappresenta il (capitalista) cristiano-occidentale in Cina, ed era il simbolo dell’ideologia totalitaria (fascista) del KMT. Il KMT, dalla direzione di Chiang Kai-Shek in poi, ha sempre commesso atrocità contro il popolo cinese iniziandole come “anticomuniste”, ma presto volgendo all’assassinio di qualsiasi cinese che resistesse al dominio del KMT. Taiwan, sotto il dominio totalitario della KMT, fu “forzata” dai suoi padroni statunitensi ad adottare improvvisamente il sistema democratico nord americano dal 1980 in poi, poiché gli Stati Uniti sapevano che nonostante la loro falsa propaganda, le elezioni democratiche si tenevano continuamente nella Cina continentale, una realtà osservata dal sempre crescente turismo occidentale in Cina.
Le violenze di Hong Kong sono presentate dalla stampa di destra occidentale come popolo cinese che esprime malcontento nei confronti del governo comunista, ma il comportamento di costoro non è “Cinese” per nulla! Più precisamente, tale fu raramente (se mai) osservato a Hong Kong, tranne che nel 1956, quando gli insorti del KMT (armati e finanziati dagli Stati Uniti) iniziarono una rivolta attaccando una scuola e un ufficio sindacale a Kowloon. Sospetto che tra le prove relative alle recenti violenze a Hong Kong, il nome “Taiwan” incomberà, col KMT alla base di tutto. Stati Uniti (e Regno Unito) hanno ospitato gruppi di giovani cinesi occidentalizzati incoraggiandoli ad intraprendere le violenze a Hong Kong se vogliono rendere la Cina come l’occidente. Questo è il motivo. Questi sono giovani immaturi, ma molto attivi e rumorosi in questa fase della loro vita. Quando matureranno, molti capiranno come vengono ingannati dagli occidentali e si scuseranno per il loro comportamento distruttivo (se riusciranno a convivere con la vergogna). Tali giovani non capiscono che in pochi decenni la Cina comunista ha spinto via l’occidente imperialista, il capitalismo e il cristianesimo avviando un programma di modernizzazione diffuso e approfondito basato sulle forze del mercato socialista. La scienza e la tecnologia della Cina eclissano quelle dell’occidente e la Cina come nazione ha generato enormi ricchezza e forza culturale nel suo popolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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