Perché la Corea democratica non crollerà mai

Juche

Alcuni esperti imperialisti hanno rianimato l’idea screditata e logora del cosiddetto collasso della RPDC, nonostante tale teoria sia sia dimostrata sbagliata ogni volta. Recentemente Bloomberg parlava di “prepararsi all’inevitabile crollo della Corea del Nord” e l’oscuro accademico francese Pierre Rigoulot affermava che la RPDC sarebbe crollata proprio come l’URSS. Tali teorie sono ovviamente molto lontane dalla realtà e sono solo fantasie fallaci. In realtà rappresentano il pio desiderio degli imperialisti che vorrebbero vedere il “collasso” della RPDC, in sostanza gli imperialisti e la decadente classe dominante borghese dei Paesi capitalisti occidentali e i loro burattini sudcoreani sognano che il sistema socialista basato sulla Juche della RPDC scompaia, ma è appunto un sogno. Ricordo che nel 1991 poche settimane dopo il famoso colpo di Stato dell’agosto 1991 in URSS (più precisamente la presa del potere da parte del Comitato statale per lo Stato di emergenza dell’URSS guidato da vari leader sovietici), raccolsi la propaganda imperialista degli Stati Uniti della rivista “Newsweek” e fu stupito nel leggere che la RPDC non avrebbe avuto abbastanza carburante e cibo per superare l’inverno e che sarebbe crollata entro la fine del 1991!Naturalmente ciò non aveva senso perché la RPDC non si affidava all’Unione Sovietica per il cibo, in particolare perché l’URSS non esportava cibo ma l’importava. Ricordo anche un cosiddetto “amico della RPDC” nel 1996 o 1997 che mi diceva che la RPDC stava esaurendo il cibo e sarebbe crollata in un mese. Naturalmente non è mai successo. Inutile dire che la RPDC è ancora qui 25 anni dopo il 1991 e 20 anni dopo il 1996. Gli imperialisti statunitensi avanzarono la cosiddetta teoria del “3-3 collasso”, che significa che la RPDC sarebbe crollata dopo 3 mesi o 3 anni. Certamente questo si dimostrò una sciocchezza vacua e falsa propaganda dagli imperialisti statunitensi. Guidata dai grandi leader, Presidente Kim Il Sung, Presidente Kim Jong Il e rispettato Maresciallo Kim Jong Un, guidata dall’idea Juche, la RPDC ha resistito a ogni sanzione, blocco, minacce, pressioni e sovversione degli imperialisti statunitensi e di altri imperialisti e ai piani di nemici di classe e controrivoluzionari.
Perché la RPDC non può crollare? Alcuni affermano che, poiché l’Unione Sovietica e altri Paesi socialisti in Europa sono crollati, ne consegue logicamente che la RPDC dovrebbe finire allo stesso modo. Ci sono due cose che sono davvero sbagliate di tale argomento. In primo luogo, il socialismo in URSS non è crollato, fu frustrato e tradito. L’URSS non è semplicemente crollata, il Partito Comunista Sovietico e l’URSS furono distrutti dalle azioni consapevoli del traditore Gorbaciov. I decreti passati dissolsero lo Stato dell’URSS e il PCUS. Quindi non vi fu il crollo dell’URSS ma il tradimento consapevole e deliberato del socialismo dai traditori capi revisionisti a braccetto cogli imperialisti (Margaret Thatcher una volta disse che Mikhail Gorbaciov era
un “leader con cui potremmo fare affari”). La Repubblica democratica popolare di Corea, tuttavia, ha distrutto i traditori interni che volevano vendere gli interessi del Paese agli imperialisti, ai grandi poteri e ai revisionisti. Ha sconfitto e liquidato le cricche faziose nel 1953, 1995 e 1967. Nel 2013 liquidò la moderna cricca di fazione. La Corea del popolo, la terra del Juche e del Songun, non è la vecchia URSS, né l’ex-Germania orientale, la Polonia o l’Ungheria. La RPDC è una potenza indipendente basata saldamente sull’idea del Juche. Non è la copia di un altro Paese. Il socialismo juche è un socialismo di tipo coreano incentrato sulle masse popolari. Il socialismo della RPDC non è un’imposizione dall’estero né è un dono di qualcun altro. Il socialismo juche è completamente diverso dall’ex-socialismo sovietico. Sebbene l’URSS avesse sostenuto lo stendardo della rivoluzione proletaria con Lenin e Stalin, con Khrushjov l’URSS cadde vittima del revisionismo moderno e collaborò coll’imperialismo USA. L’URSS abbandonò i principi rivoluzionari negli anni ’50 e ’60 e liquidò la dittatura del proletariato autoproclamandosi Stato di tutto il popolo, fondamentalmente rinunciando alla lotta di classe contro i nemici del socialismo. La RPDC guidata dal grande leader Presidente Kim Il Sung mantenne i principi rivoluzionari e si oppose al revisionismo moderno. Il Presidente Kim Il Sung SUNG nel 1967, nel saggio “SULLE QUESTIONI DEL PERIODO DI TRANSIZIONE DAL CAPITALISMO AL SOCIALISMO E LA DITTATURA DEL PROLETARIATO” sottolineò pienamente la necessità della dittatura del proletariato e si oppose all’idea del vacuo e fatuo “Stato di tutto il popolo”, assieme all’imperialismo USA sotto il segno della “coesistenza pacifica” e della “cooperazione pacifica”. La Pepsi Cola, la multinazionale imperialista degli Stati Uniti, aveva persino fabbriche in URSS, mentre la RPDC alzò in alto lo stendardo rivoluzionario della lotta anti-americana, anti-imperialista e fino ad oggi è il Paese più anti-americano del mondo. I Paesi socialisti europei furono inondati dalla cultura borghese nordamericana. Visitando l’Ungheria nel 1988 e nel 1989 vidi che la gente si ritrovava sotto gli aspetti più luridi della cultura pop imperialista borghese come Madonna. La Corea democratica, tuttavia, pose una zanzariera e combatté l’infiltrazione dell’ideologia e della cultura borghese imperialista. Il caro rispettato Maresciallo Kim Jong Un dichiarò al 7° Congresso del Partito dei Lavoratori della Corea, “I reazionari imperialisti hanno manovrato ferocemente per infettare e minare i nostri ranghi rivoluzionari infiltrando le loro ideologia e la cultura borghesi aliene, ma non potevano spezzare la fede del nostro popolo nel socialismo e nella volontà di aderirvi, essendo educato e formato nell’abbraccio del Partito. Oggi il nostro Paese dimostra la potenza del potere ideologico invincibile, in cui l’intera società è permeata dell’idea del Juche e del Songun, e il cui personale militare e tutto il popolo, equipaggiati dallo spirito di salvaguardia della rivoluzione e dallo spirito della risoluta difesa del socialismo, creano la storia dai grandi cambiamenti con la forza del grande spirito della nazione di Kim Il Sung”. Inoltre la RPDC bloccherà l’infiltrazione della cultura imperialista marcia, nociva e decadente, “Dovremmo contrastare le mosse degli imperialisti verso infiltrazioni ideologiche e culturali e mantenere pienamente la nostra cultura e il nostro stile di vita socialisti. La loro ideologia e cultura sono pericolosi veleni che intorpidiscono le menti dei popolo e minano le basi del socialismo. Dovremmo, attraverso l’offensiva ideologica e culturale rivoluzionaria, spezzare le loro mosse persistenti e perniciose dell’infiltrazione ideologica e culturale e impedire a qualsiasi ideologia e cultura aliena o stile di vita innaturale di penetrare nella nostra società”.
L’URSS non era solo revisionista, ma era anche burocratica, e lo divenne sempre più col passare degli anni. I quadri della leadership e del partito si allontanarono dal popolo. A causa della burocrazia il Paese divenne inefficiente e stagnante. La Repubblica democratica popolare di Corea, tuttavia, fin dal primo giorno della fondazione si è sempre opposta alla burocrazia. Il Maresciallo Kim Jong Un dichiarò, “Attualmente abusi di potere, burocratismo e corruzione sono il “principale nemico” che non va tollerato nell’applicare il principio del primo il popolo nel lavoro di Partito”. La RPDC e il Partito dei Lavoratori della Corea hanno sviluppato da tempo uno stile di lavoro popolare, il famoso metodo di lavoro di Chongsan Ri, in cui il superiore assiste sempre i sottoposti si mescola sempre tra le masse. Visitando la Repubblica democratica popolare di Corea, molte volte ho visto quadri e funzionari vestiti con normali abiti da lavoro ed indistinguibili dai lavoratori. Non ci sono dacie di campagna per gli alti funzionari della RPDC. La RPDC è una società più stabile e armoniosa senza conflitti sociali o contraddizioni di classe. La Repubblica democratica popolare di Corea è uno dei Paesi più stabili del mondo, in effetti probabilmente il Paese più stabile del mondo. I giovani non si ribellano ma agiscono invece da brigata d’assalto nella costruzione socialista e partecipano con vigore alla difesa del Paese. La RPDC si basa sulla proprietà socialista dei mezzi di produzione, quindi non vi è alcuna disuguaglianza sociale. Non ci sono contraddizioni sociali e alcuna discriminazione razziale. Nella RPDC non c’è disoccupazione, non vi sono tagli alla spesa e la tassazione fu abolita nel 1974. La RPDC si basa sull’idea del Juche, il cui principio filosofico è che l’uomo è padrone. Pertanto, grazie alla proprietà socialista dei mezzi di produzione, sostenuta e potenziata dall’idea del Juche, il popolo nella RPDC ha un alto senso di “proprietà” di una “partecipazione azionaria” che non esiste in alcun paese capitalista. Inoltre, la politica della RPDC si basa su benevolenza e fiducia, il principio supremo del partito e dello Stato è migliorare gli standard di vita.
Visitando la RPDC nell’ottobre 2015, nell’aprile 2016 e nel settembre 2016 vidi che la RPDC cresce a un ritmo molto rapido, a un tasso di crescita difficile da immaginare nei Paesi capitalisti. Vasti progetti costruttivi, che costerebbero miliardi nel mondo imperialista, non solo vanno avanti ma sono completati, come Changjon Street, Mirae Scientists Street, la centrale elettrica degli Eroi della gioventù di Paetusan e il complesso Sci-Tech. Non c’è stagnazione nella RPDC come avvenne tra la fine degli anni ’70 e ’80 nell’URSS. Il tasso di crescita economica della RPDC raggiunse il 40%, negli anni ’50, questo era noto come Era di Chollima (Chollima, leggendario cavallo alato che poteva coprire diversi chilometri al giorno) ed ora la RPDC è nell’era di Mallima, cavallo alato che può percorrere 10000 chilometri in un giorno!
Il segreto del perché la Corea democratica non potrà mai crollare sono i tre pilastri delle
idee del Juche, del Songun e del Prima l’auto-sviluppo. Nel 1977 il rispettato scienziato sociale inglese Dr Malcolm Caldwell scrisse che “Ciò che è chiaro, senza ingenti prestiti, appoggi militari statunitensi e integrazione nell’economia capitalista internazionale , la Corea del Sud crollerebbe, mentre, rispettando il Juche, la Corea democratica può rimanere indipendente per sempre”.(Malcolm Caldwell “La ricchezza di certe nazioni”, Zed Press 1977). Anzi, questo è vero. È la Corea del Sud a dover affrontare la prospettiva di un collasso, le contraddizioni sociali e di classe interne, il disonesto ed anti-popolare goveno di Park Geun Hye che perseguiva politiche di austerità e l’occupazione soffocante della Corea del Sud da parte dell’imperialismo USA. Mentre la Corea democratica è conosciuta per la sua solida e militante indipendenza antimperialista, in effetti come una ex-primo ministro britannico definì “sovranità non diluita”, la Corea del Sud è il Paese più dipendente e neo-coloniale del mondo. Non dipende solo dall’imperialismo nordamericano ma anche dall’imperialismo giapponese e dai piani della pazza Park per rendere la Corea del Sud dipendente dall’UE, dagli imperialismi britannico, francese e tedesco, persino dal Brasile!
La Corea democratica non crollerà mai. Guidati dal caro rispettato Maresciallo Kim Jong Un, la Corea popolare avrà la vittoria finale sugli imperialisti statunitensi e i burattini della Corea del Sud, mentre la Corea del Sud è destinata a scomparire dalla faccia della Terra.

Dr. Dermot Hudson, BA (Hons)
Presidente dell’Association for the Study of Songun Politics UK
Presidente del Juche Idea Study Group of England
Presidente dell’Associazione di amicizia coreana-inglese
Presidente del Comitato preparatorio del Regno Unito per il Vertice del 2017 per lodare i grandi personaggi nati dal Monte Paektu
Membro del Comitato internazionale per lo studio della politica del Songun

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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